La conferenza stampa

Zaia: «Da 13 giorni curva in calo, ma la battaglia non è finita». «Capisco le proteste, ma non devono trasformarsi in contagi»

Il video non può essere visualizzato in quanto non è stata accettata la cookie policy.
Luca Zaia, 13 gennaio 2021

Luca Zaia ha aggiornato sulla situazione Covid in Veneto.

VACCINI.  «Penso che oggi arriveranno 7.800 dosi del vaccino Moderna, che verranno distribuiti alle Regione in percentuale alla popolazione over 80». Lo ha affermato il presidente del veneto Luca Zaia. Per il vaccino Pfizer, Zaia «abbiamo in carico 81.998 dosi siamo al 70,15% delle somministrazioni, e ormai stiamo arrivando già nella fase dei primi richiami a quelli vaccinati il 27 dicembre».  «Il rifiuto del vaccino tra gli operatori sanitari? È loro diritto. Punto».  «Ma tra il personale sanitario nostro  abbiamo un’adesione al 98%. Abbiamo qualche problema nelle Rsa, dove ci sono meno adesioni. C’è opera di coinvolgimento, ma è nelle prerogative dell’operatore non farsi il vaccino», ha concluso.

IL TREND IN VENETO.  «L’incidenza dei contagi sui tamponi si sta abbassando, ma scommetto che nessuno scriverà che ieri abbiamo fatto 54 mila tamponi».  «I tamponi - ha aggiunto - sono un servizio e un piano di sanità pubblica. Siamo al tredicesimo giorno di calo della situazione negli ospedali. Purtroppo ci sono 91 morti, ma abbiamo 200 dimessi», ha concluso.

ATTIVITÀ PRODUTTIVE.  «Non sono scandalizzato dalle proteste delle categorie, mi metto nei panni di questi operatori, non solo bar e ristoranti ma anche palestre e altri negozi che lavorano di mobilità». Lo ha detto Zaia, commentando l’annuncio delle manifestazioni «Io riapro» del 15 gennaio prossimi. «Queste proteste - ha aggiunto - nascono dal fatto che se i ristori ci fossero in tempo reale nessuno penserebbe di riaprire. Spero si concluda questa partita, il Governo ci ha assicurato di fare i ristori parallelamente con i Dpcm, il parlamento non avrebbe remore a votare. Non chiedono la luna ma di poter tenere vive le loro aziende, avere soldi per un pezzo di pane, e per i loro dipendenti. Auspico comunque che qualunque forma sia rispettosa delle regole della sanità. Protestare è un diritto, anche per quelli che vengono sotto casa mia, ma bisogna fare in modo che non si trasformi in contagio», ha concluso.

DPCM. «Domani mattina, alle 9.30, avremo un incontro con il Governo sulle misure previste nel prossimo Dpcm. Sbagliato pensare che l'Italia possa essere un'isola felice in una Europa fortemente colpita, ricordo che da noi il virus è in ritardo di un paio di settimane». Per la classificazione delle aree regionali «Il dato dei casi ogni 100 mila abitanti noi non lo condividiamo». «Noi abbiamo più casi - ha ribadito - ma li abbiamo perché noi facciamo più tamponi. È un dato matematico».

TAMPONI.  «In Veneto i tamponi rapidi sono stati sempre usati per lo screening, quelli molecolari per la diagnosi, seguendo pedissequamente le circolari ministeriali». Lo ha affermato il direttore generale della Sanità del Veneto, Luciano Flor, interpellato dai giornalisti sulle polemiche legate all’utilizzo dei test in regione. Flor ha quindi ricordato di «aver chiesto la scorsa settimana alle aziende sanitarie di dire il numero massimo di tamponi molecolari che sono in grado di fare e di repertare il giorno dopo. Non cinque giorni dopo. E sappiamo - ha puntualizzato - di poter fare 19-21 mila test di questo tipo» «Sembra - ha aggiunto Flor - che ci sia una Regione che fa solo tamponi rapidi, ma questi non sono in sostituzione, bensì in aggiunta e integrazione a quelli molecolari. L’alternativa ai test rapidi esiste, ed è il nulla. Siamo al massimo della produzione di tamponi molecolari, siamo stati e siamo la regione con più molecolari in assoluto, la prima ad aver introdotto in screening i tamponi rapidi. E seguiremo pedissequamente - ha ribadito - quel che dice la circolare ministeriale, non le opinioni di qualcuno, ma le autorità preposte al governo della Sanità italiana».