Coronavirus in Veneto

Zaia: «Dpcm, restrizioni solo su base scientifica». «I vaccini sono pochi, ci dicano se fare solo una dose»

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Zaia punto stampa 24 febbraio

«Stiamo prendendo in carico i pazienti ma gli ingressi sono inferiori rispetto ai dimessi. Nelle ultime 24 ore ci sono state 21 vittime. In passato abbiamo avuto giornate con 190 decessi». 

«Girava voce di una nuova ordinanza per chiudere le scuole: si tratta di una "bufala". Non c'è nessuna ordinanza». 

 

DPCM.  «Le prossime ore sono cruciali per affrontare il tema del prossimo Dpcm. Si intravede un cambio di passo, perché ci confronteremo direttamente con il governo e non avremo il last minute». «Domattina - ha annunciato - alle 9.00 avremo primo il incontro con il ministro Gelmini che avrà. Immagino, una prima bozza del testo. Le nostre posizioni sono chiare: uno speaker per tutti, che difende le tesi della comunità scientifica. Si evitino dibattiti tra scienziati che disorientano i cittadini e alimentano leggende metropolitane. Non siamo contro la libertà di opinione, ma davanti a posizioni estreme non possiamo non accettare un’informazione validata e concordata dalla maggioranza degli scienziati».

«Per ogni attività la comunità scientifica deve esprimersi in modo puntuale. Alcune sono aperte, altre invece chiuse. E ogni azione restrittiva deve avere i ristori a sostegno. Ci vuole perequazione: se i ristoranti possono essere aperti a mezzogiorno, non capisco perché devono essere chiusi la sera». 

«Aggiungo - ha proseguito - la diagnostica rapida: se avessimo la diagnostica fai da te per il cittadino, comunque è un tampone fatto, ci aiuterebbe a gestire la fase di screening e l’approccio delle varie aperture. Meglio un ristorante aperto alla sera con il ’fai da tè all’ingresso, che uno aperto a pranzo che non ce l’ha». 

 

RISTORI.  «Immagino che ci sarà un approccio nuovo sui ristori, e spero sia riferito al fatturato». Lo ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia. «Conosco il ministro Franco, e lo conosco - ha aggiunto - e spero possa agire in questo senso. Certo, questo Paese dovrà votare altri scostamenti per pagare i danni subiti dalle aziende».

 

VACCINI. «Siamo preoccupati, i vaccini sono pochi. Ci dicano se è meglio fare una sola dose a tutti». Sulla vicenda degli acquisti autonomi di vaccini «credo che sia stata chiarita in maniera inequivocabile la faccenda, resta l’amaro in bocca e il dovere di andare fino in fondo alla verifica».  «La Presidenza del Consiglio - ha precisato Zaia - ha strumenti e legittimazioni costituzionali per andare in fondo, lo faccia. Non è un peccato verificare se chi suona al campanello ha la merce. Un’indagine è auspicabile, chissà che sia validato il lavoro dei miei uffici», ha concluso.

«Il Veneto ha utilizzato il 68,3% dei vaccini anti-Covid, sotto la media nazionale del 70,8% per un tema prudenziale». «Abbiamo una capacità - ha spiegato ai giornalisti - di 20 mila dosi al giorno, con i medici di base arriveremmo a 45-50 mila dosi al giorno. Siamo organizzati. Abbiamo la certezza su carta che arrivano i vaccini, ma ora la platea di vaccinati che attendono la seconda dose aumenta in maniera esponenziale, per cui abbiamo deciso di aumentare l’accantonamento. Non ci preoccupa la classifica». Quanto alla possibilità di allungare i tempi per la somministrazione delle seconde dosi, come in Gran Bretagna, «non abbiamo strumenti scientifici, lo deve validare il ministero. Faccio anche un appello - ha concluso -: prendiamo atto che sci sono altri vaccini, quello cinese e lo Sputnik. Qualcuno vada a vedere se vanno bene. Non vorrei che fosse una questione ideologica».

 

SCUOLA. Parlano il dott. Michele Tonon e la dottoressa Carmela Palumbo dell'istituto scolastico regionale.

Illustrato il monitoraggio nelle scuole.

Dall’inizio di gennaio a oggi sono 1.241 i casi in cui sono stati individuati contagi da Coronavirus tra alunni e docenti delle scuole del Veneto, che hanno comportato l’identificazione di un gruppo di contatti scolastici. Il dato è stato diffuso oggi dalla Direzione di prevenzione regionale. La maggior parte dei casi (33,7%) è avvenuta nelle scuole primarie, seguono la secondaria di secondo grado (23,2%) e la scuola dell’infanzia (22%). Il 50,7% dei ragazzi dai 14 ai 19 finiti in quarantena risultano tali a causa di un contatto extrascolastico. Sono stati 27.460 gli alunni e operatori positivi o posti in quarantena in seguito alla rilevazione di un caso, di cui 2.300 sono studenti posti in monitoraggio con mantenimento della frequenza scolastica in presenza, con screening ripetuto.