Veneto

Il Prosecco bio delle suore di clausura. Il vino prodotto per sostenere il monastero

A raccontare la storia è stato il presidente del Veneto Luca Zaia che oggi, ha fatto visita al convento tra le colline trevigiane patrimono del'Unesco.
Il vino bio delle suore di clausura (Foto Fb Zaia)

Passione, competenza e… "spiritualità". In questa storia è proprio il caso di dirlo, senza rischiare di essere un po' blasfemi. Sono questi gli ingredienti del progetto delle monache cistercensi del Monastero dei Santi Gervasio e Protasio, di Vittorio Veneto: nel loro convento di clausura hanno iniziato a produrre un ottimo Prosecco. A raccontare la storia è stato il presidente del Veneto Luca Zaia che oggi, dopo aver ha varcato le porte di un convento di suore clausura cistercensi che producono tra le colline trevigiane, patrimono del'Unesco, bottiglie di ottimo prosecco docg, ha postato foto e resoconto su Facebook. 

A fare gli onori di casa, a San Giacomo di Veglia, è stata la badessa, madre Aline, ma tutte le suore del monastero hanno voluto conoscere il presidente per fargli degustare il frutto delle loro fatiche, nato anche per sostenere le necessità economiche del convento. «Una iniziativa originale - ha spiegato Zaia -. Le suore hanno dato vita alla prima vinificazione di questo Prosecco superiore docg Abbazia. Un prodotto che porta con sé - ha sottolineato - i valori della sostenibilità, del rispetto dell'ambiente, del bio».

Le suore hanno realizzato questo progetto per proseguire la tradizionale vocazione alla produzione enologica di tanti luoghi di spiritualità, ma anche per sostenere attivamente l’economia del monastero. E ad aiutarle a lanciarlo è stata la giovane imprenditrice vitivinicola  Sarah Dei Tos, proprietaria de La vigna di Sarah, un luogo unico sulla cima di una collina, contornato da vigne, ulivi e un bellissimo panorama dove si produce vino biologico e biodinamico con attenzione alla sostenibilità, che ha trovato l’adesione entusiastica delle monache, guidate da madre Alin Pereira Ghannachi, 38 anni, brasiliana di Macapà. 

Davvero incantevole anche il monastero dei Santi Gervasio e Protasio, in piena terra del Prosecco Docg, fra le colline del Trevigiano divenute patrimonio Unesco, dove vivono 26 suore provenienti da diverse parti del mondo, che ogni giorno si svegliano e dopo le preghiere si recano a curare il brolo e il terreno circostante la tenuta della villa settecentesca che, da oltre un secolo, è adibita a edificio religioso. Tra le mura, le consorelle hanno anche un orto, un campo di lavanda e una grande serra di aloe dalla quale ricavano vati prodotti che vengono poi venduti. Negli ultimi tempi, si è poi sviluppata la coltivazione della vigna del Prosecco Docg, che si è aggiudicata il «Premio alla viticultura bio ed eroica» assegnato alle monche in occasione dell’ottava edizione della “Vendemmia notturna sul Cor di Luna”.

Luisa Dissegna

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