Ecco i vincitori

Premio Masi, dedicato alla sostenibilità, a Ilaria Capua, Messner e Rigoni di Asiago

Premiati anche Riedel Glass e a Filippo Grandi (Onu)
Sandro Boscaini davanti alla botte simbolo del Premio Masi
Sandro Boscaini davanti alla botte simbolo del Premio Masi

Cinque interpreti della sostenibilità, nella sua declinazione ambientale, sociale ed economica, sono i vincitori della 39° edizione del Premio Masi, che non solo si adegua alle difficili contingenze scegliendo un tema di scottante attualità ma sceglie anche una formula esclusivamente digitale per la cerimonia di premiazione, che si è svolta oggi sabato 24 ottobre, nel pomeriggio dalle 17, con una diretta trasmessa in streaming dalle Cantine Masi di Gargagnago in Valpolicella, anche sul nuovo sito web del GdV.

 

La cerimonia del Premio Masi 2020
La cerimonia del Premio Masi 2020

 

Anche quest’anno, il palmares del Premio Masi raccoglie personalità di grande prestigio e significato. Guardando alla pandemia, ma anche oltre la pandemia, la commissione selezionatrice del Premio ha scelto cinque figure esemplari per un progredire felice. Sono Ilaria Capua, Reinhold Messner e Andrea Rigoni i tre vincitori del Premio Masi Civiltà Veneta 2020; una ricercatrice e virologa italiana di fama internazionale, un alpinista dalle straordinarie imprese, strenuo difensore della montagna e un imprenditore pioniere della sostenibilità ambientale.

 

La virologa Ilaria Capua
La virologa Ilaria Capua

 

ll Premio Internazionale Civiltà del Vino è stato invece attribuito a Riedel Glass, l’azienda che ha saputo ergere ad arte la produzione di calici nel segno del riciclo del cristallo, mentre va al diplomatico italiano Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, il Grosso d’Oro Veneziano, assegnato alla personalità che si è distinta nel campo dei diritti umani e del progresso civile.

 

 

 

Andrea Rigoni della "Rigoni" di Asiago
Andrea Rigoni della "Rigoni" di Asiago

 

I premiati sono «donne e uomini che si battono per trovare una via di uscita dalle contraddizioni che attanagliano il nostro presente», spiega la Fondazione Masi, che organizza il riconoscimento ideato nel 1981 da Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola. E oggi presieduta dalla scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, che afferma: «Il Premio Masi segnala figure che indicano la strada di un progresso armonico: donne e uomini che si battono per uscire dalle contraddizioni che segnano il nostro presente, evitando decrescita o ripiegamento sul passato. L’edizione di quest’anno in modo particolare guarda alla pandemia, ma anche oltre la pandemia, con quella fiducia che da sempre contraddistingue il nostro Premio e i suoi interpreti».

 

L'alpinista Reinhold Messner
L'alpinista Reinhold Messner

 

Il vicepresidente della Fondazione Masi e presidente di MasiSandro Boscaini aggiunge: «Nell’anno segnato dalla drammatica emergenza del Covid-19, complicato dal lock-down e da distanziamenti forzati, la nostra decisione di assegnare i Premi non è mai venuta meno. Anzi, abbiamo maturato l’ambizione di rappresentare un preciso e forte segnale di resilienza in un contesto di ripartenza generale: dall’economia alla scuola, dal mondo dello spettacolo all’editoria, dal turismo all’enogastronomia. Questi ultimi settori in particolare vivono e si esprimono nella socialità e nella convivialità, e pertanto sono tra i più colpiti e mortificati».

 

L’evento si è svolto alle Cantine Masi di Gargagnago in Valpolicella, senza la presenza di pubblico, nel rispetto delle disposizioni per il contenimento del Covid-19 ed è stato trasmesso in diretta web sui canali social di Masi e integralmente anche sul sito web del GdV dalle 17.