Il 28enne di Cologna Veneta

Andrea e quel "no" alla Ferrari, il suo titolare: «Siamo felici che resti da noi». Ma sui social è "veleno"

Per questo profilo, lo stipendio medio è di circa duemila euro. Poli, Fim Cisl: «Le competenze vanno retribuite»

«Capisco la scelta di Andrea, e sono certo che il giovane tornitore di Cologna potrà soddisfare le sue ambizioni anche nelle aziende del territorio, senza essere costretto a fare le valigie». Adriano Poli, segretario della Fim Cisl Verona, non è per nulla stupito dalla testimonianza di Andrea Gianello, 28 anni, che ha rifiutato un contratto in Ferrari per rimanere nell’azienda vicino a casa dove lavora da sette anni, la fabbrica produttrice di sistemi per l’imbottigliamento «Bertolaso» di Zimella.

Il sindacalista: «Aziende locali più predisposte a investire sul lavoratore»

«C’è una differenza sostanziale fra le grandi imprese e le aziende radicate sul territorio, ancorché di rilevanza internazionale», osserva Poli. «Mentre per le prime vale il marchio, che funge da solo da valore aggiunto, la ditta di Bepi Marangon (a titolo esemplificativo, ndr), a pochi chilometri da casa, si dimostra molto più predisposta ad investire su una risorsa lavorativa qualificata e a dare una gratificazione retributiva che aumenti le probabilità di fidelizzazione del dipendente», sottolinea Poli.

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La retribuzione media di un tornitore qualificato in Italia si aggira sui 2.000 euro. Con qualche ora di straordinario e i premi produzione però, la cifra può essere superata. Il vero problema, oltre ad una precarizzazione che non stimola i lavoratori fissi a cambiare con facilità, sono i costi da sostenere. «Prima o poi si deve uscire di casa, è una questione di dignità della persona», riflette il sindacalista.

È pur vero che una parte dei lavoratori ha dimenticato quando sia importante gestire in modo oculato il denaro che si guadagna. Si tende spesso a spendere ciò che si ha, senza preoccuparsi del fatto che potrebbero verificarsi situazioni critiche come il licenziamento oppure imprevisti legati alla salute. Spesso queste somme non ci sono, mentre un tempo si ripartivano i guadagni fra spese e risparmi.

Specialisti molto ricercati sul mercato

La storia di Gianello è emblematica della distanza che molti giovani avvertono fra le proprie aspirazioni e le proprie competenze da un lato e ciò che offre il mercato del lavoro dall’altra. Il tornitore è uno specialista dell’industria meccanica. Proprio per questo il giovane di Cologna ha trovato lavoro già a 21 anni ed è assunto stabilmente dal 2015. Alla «Bertolaso» apprezzano la sua professionalità e se lo tengono stretto.

«Stimo Andrea come persona e come lavoratore e spero proprio che rimanga con noi», afferma Cristina Bertolaso, del Gruppo Bertolaso. «Abbiamo fiducia nelle sue conoscenze e capacità, tanto che in produzione lui attualmente si sta occupando del cuore della macchina e il cuore, come quello umano, non si può mica affidare a chiunque», evidenza Bertolaso.

«Credo che le aziende del territorio meritino di essere valorizzate perché danno ai giovani la possibilità di crescere professionalmente e umanamente. Per noi l’aspetto umano è fondamentale, al pari di quello lavorativo. Diamo molta importanza al dialogo e cerchiamo di capire quali siano le reali inclinazioni dei nostri dipendenti per esaltarle al meglio. In Bertolaso, inoltre, i giovani hanno la possibilità di viaggiare, di conoscere altri Paesi e realtà diverse. Ad Andrea siamo affezionati, non vorremmo proprio perdere un bravo ragazzo come lui», conclude Bertolaso. «È giusto che Gianello sia valorizzato nell’azienda in cui sta lavorando da tempo, come è giusto che continui comunque a coltivare i suoi sogni», commenta Poli.

Paola Bosaro