La Regione affida gli uffici del turismo

Vicenza sarà anche sede dell’Ambito “Veneto occidentale”
Vicenza sarà anche sede dell’Ambito “Veneto occidentale”

Sorpresa: dopo essersi ripresa in gestione diretta le funzioni e il personale del turismo (compresi gli agriturismi), la Regione ha anche deciso che a partire da aprile i suoi uomini non saranno più ospitati dalle Province, ma dalle Camere di commercio. È la novità decisa dalla Giunta regionale nei giorni di Natale, su proposta dell’assessore al turismo Federico Caner. Già in giugno come noto la Regione aveva varato il «nuovo modello organizzativo» per gestire le funzioni di turismo e agriturismo che erano state a suo tempo delle Province, stabilendo in particolare che la gestione viene divisa in due ambiti territoriali, “Veneto occidentale” con sede principale a Vicenza (con i territori berico, scaligero, rodigino e padovano) e “Veneto orientale” con sede principale a Venezia (territori veneziano, trevigiano e bellunese). LA “GARA”. C’era però da stabilire la sede in cui far lavorare quelli che al momento sono circa 80 operatori in tutto il Veneto, di cui sette nel Vicentino. Ne è nata una sorta di gara tra le Province e le Cciaa-Camere di commercio, che hanno presentato alla Regione «la loro disponibilità a garantire condizioni economiche pressoché equivalenti», a cominciare dall’offerta di spazi in comodato gratuito. Pur a parità di offerte però la Regione ha deciso che «la collocazione nelle sedi delle Camere di commercio dei dipendenti regionali che erano già distaccati presso le Province. «I sopralluoghi effettuati hanno consentito di accertare che le sedi camerali sono tutte completamente cablate e collegate tra loro in videoconferenza, e gli uffici messi a disposizione sono accessibili a persone con disabilità», sottolinea la delibera di Caner. Proprio a dicembre Unioncamere Veneto ha confermato la disponibilità a ospitare il personale per il turismo e l’agriturismo «e in particolare che verranno garantiti idonei spazi» e tutti arredati. La Regione non pagherà affitto e dovrà far fronte solo alle spese per acqua, luce, condizionatori d’aria e pulizie, mentre dovrà dotare lei il personale dei computer e dei software necessari, anche se poi la rete informatica sarà garantita dalle Camere stesse. «VANTAGGI PER LE IMPRESE». La Regione del resto sottolinea che la stessa riforma ha affidato alle Camere di commercio competenze di turismo e cultura e «alcune hanno già operato il previsto aumento del 20% del diritto annuale proprio su questi temi» (non la Cciaa di Vicenza, che come noto ha deciso di far fronte agli impegni con le proprie risorse). Inoltre la Regione vede la possibilità di sinergie nella rilevazione dei dati statistici e nella promozione del territorio (ha già un accordo con Venezia-Rovigo e Treviso-Belluno). Del resto molte categorie economiche venete avevano caldeggiato questa soluzione, anche perché si garantirebbe «alle imprese del settore turistico la possibilità di svolgere gli adempimenti amministrativi a loro carico presso un unico luogo fisico con risparmio evidente di tempi e di costi». La scelta è fatta: dal 1° aprile non saranno più le Province ma gli enti camerali la “casa” del turismo veneto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Piero Erle