Il governatore in Commissione

Gestione Covid, Zaia: «Se c'è qualcosa d'illegale denunciate». Opposizione: «Qui media decessi è più alta»

«Siamo tutti pagati, voi quanto me, dai veneti per fare il nostro mestiere, giusto? Io dico: se siete così convinti, dopo questa riunione, che ci sia qualcosa di illegale, qualcosa, comunque, che è stato gestito in maniera maldestra, che ravveda responsabilità personali, individuali del sottoscritto, dell’assessore, di qualche tecnico, metteteci la faccia una volta: andate in Procura e fate una denuncia». Lo dice il presidente del Veneto Luca Zaia ai consiglieri regionali di opposizione sulle critiche alla gestione della "battaglia" dell’esecutivo al Covid. 

«Almeno chiariremo una volta per tutte la verità - aggiunge -. Noi non abbiamo nulla da nascondere e non ci sentiamo neanche nella condizione di essere trattati come dei lazzaroni o di poco di buono. Io non vengo qua né a giustificarmi e né a farmi processare, ma vengo qua a dirvi come è stata questa storia». Zaia aggiunge: «noi ci mettiamo la faccia tutti i giorni perché prendiamo decisioni. Sono decisioni codificate, comunque sancite dalla legge, perché i miei tecnici sanno che la mia parola d’ordine è sempre una, la legalità».

«A me quelli che giocano la schedina lunedì mattina mi fanno sorridere: non è facile gestire questa tragedia, mai avrei pensato da amministratore di trovarmi davanti a questa tragedia - conclude - . Non sto facendo il patetico e neanche la vittima, vi sto dicendo lo stato d’animo che ho coltivato in questi mesi.

 

MORTALITÀ. «Alcuni processi sono inspiegabili e non potrò mai accettare, per la difesa della mia reputazione e quella della mia squadra, che qualcuno accosti l’incuria, la mancanza di rispetto per le persone o altro, alle mortalità, perché vi posso garantire che ho già iniziato con qualche persona che ho denunciato e porterò fino al giorno che avrà vita fino all’ultimo giudizio, perché accetto tutto, accetto le critiche, ma non esiste questo venticello dell’accostamento malizioso morti, incuria: con me non funziona».

 

CRISANTI. «È una settimana che sentiamo parlare di una denuncia. E che c’è gente che va in giro a fare raccolta di firme all’università per la denuncia. Mi chiedo: ma l’Accademia almeno si informerà prima se c’è una denuncia? Non la vuol fare nessuno. Scusate, però capite: a tutto c’è un limite». 

 

TEST RAPIDI. «Da sei mesi stiamo discutendo su una cosa che ad oggi non può influenzare la pratica clinica. Io ho la responsabilità di non aver modificato la pratica clinica e sono anche quello che ha fatto esattamente quello che ha fatto tutto il mondo». Così il direttore generale della Sanità veneta, Luciano Flor, ha sintetizzato la vicenda dell’uso di test rapidi in regione, contestata dalla trasmissione ’Report’.

 

L'OPPOSIZIONE. «Oggi abbiamo sentito dall’oste che il vino è buono, e non ci potevamo aspettare niente di diverso, ma purtroppo il tema è un altro: il vino è aceto. I dati ci mostrano che il Veneto, tra ottobre e gennaio, ha avuto un andamento totalmente al di fuori di qualsiasi aspettativa». Lo ha sostenuto il portavoce dell’opposizione al Consiglio regionale del Veneto, Arturo Lorenzoni, replicando in Commissione al presidente Luca Zaia, sulla vicenda dei test rapidi nella gestione dell’epidemia da Covid-19.

«I deceduti della pandemia in Veneto - ha ricordato Lorenzoni - al 28 aprile sono stati 231 per 100.000 abitanti, contro una media nazionale di 200. Siamo una delle Regioni che ha avuto un’incidenza del contagio più alta, la più alta tra le Regioni grandi, e noi vogliamo dare una spiegazione a questo. Penso che sia un diritto di tutti cercare di fare chiarezza su questo, dobbiamo cercare di dare una risposta. Mi riferisco a scelte politiche, non a scelte tecniche - ha concluso - data la grande stima e rispetto che ho per le competenze tecniche».


 

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