Veneto

Covid, Zaia: «Cresce la curva dei contagi, entro lunedì nuova ordinanza»

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Luca Zaia, 22 ottobre 2020

Situazione Coronavirus in Veneto: la diretta di Luca Zaia

 

LA CURVA DEI CONTAGI. «Noi vediamo una curva che sta crescendo, a differenza di marzo abbiamo una crescita lenta. Questo non significa che dobbiamo cantare vittoria. Abbiamo pressione sugli ospedali. Ci sarà un problema anche per il sovrapporsi di influenza e Covid. Ci siamo attrezzati». «Le mille terapie intensive sono reali, non solo sulla carta. Oggi siamo ancora nella seconda fascia. Quando arriveremo ai 150 pazienti in terapia intensiva attiveremo dieci ospedali Covid».  «Noi oggi dobbiamo evitare il collasso della sanità». 

L'ORDINANZA. «Entro lunedi farò un’ordinanza con maggiori restrizioni che non prevedrà il lockdown ne sarà preclusiva alle attività, ma riguarderanno assembramenti e cose analoghe». Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, il quale ha spiegato che «c’è tensione negli ospedali, ma la crescita nelle terapie intensive è lenta». «Crescono i contagi in Veneto» ha osservato Zaia rilevando che però si stanno facendo più tamponi. Il problema per il presidente è di «evitare che si vada incontro al collasso della sanità regionale». 

MASCHERINE. «Pensare di fermare i passaggi tra regioni vuol dire fare il lockdown. Meglio la mascherina per i cittadini, anziché pensare ai confini delle regioni o ai mini-lockdown per mettersi il cuore in pace». Lo ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia. «Se fermo i passaggi tra regioni devo bloccare tutto, decidere che la mia comunità è la più sana delle altre, mettere una campana di vetro - ha argomentato Zaia - Come posso accettare che mi arrivi un cittadino da Francia o Germania e mettere una barriera sulla Lombardia o sulla Campania? È un fatto psicologico, ma è limitativo da un punto di vista epidemiologico».

SANITÀ. «Abbiamo perso circa 200 medici in 10 anni. Il tema dei medici è il vero tema: mancano i medici, 56mila in Italia 1.300 circa in Veneto. Abbiamo stanziato borse di studio ma c'è un imbuto nella formazione e un inserimento farraginoso in ospedale rispetto ai colleghi del resto d'Europa. Resto dell'idea che i medici una volta laureati devono entrare in corsia, non sono contro le specialità, ma vanno messi in condizione di lavorare. Stiamo assumendo infermieri ma sono spesso persone che passano dalle Rsa o strutture private. Rispetto ai medici chiederemo che si formalizzi la possibilità di fare corsi brevi per intensivisti perché abbiamo le intensive ma non il personale». 

I PROTOCOLLI. «Oggi è di fondamentale importanza mettere a  punto  dei protocolli di cura efficienti per la terapia domiciliare nei primi giorni di malattia perché è quello che ci evita l'ospedalizzazione».

L'APP. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, annuncia che proporrà oggi al Governo la richiesta di utilizzare un’applicazione per tenere il contatto digitale con i positivi. «Il tema che poniamo nel contact tracing - ha spiegato - è appunto di far partire la nostra applicazione di biosorveglianza. Un positivo si iscrive, scarica l’app e ogni giorno, per altri 10, preme il bottone verde e così so di stare tranquillo. E potrò occuparmi degli anziani, che non hanno l’applicazione, dei malati veri».
Zaia ha detto che il Veneto «ha pronta questa applicazione da giugno. Non l’abbiamo mandata avanti perché, se la facevamo uscire nel giorno in cui si doveva scaricare l’app Immuni, sarebbero sorte critiche. Ma la nostra app non c’entra nulla con Immuni. La nostra non geocalizza, non "becca" i contatti, dice solo ’he una positivo è entrato nel nostro network».

 

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