Il punto stampa

Zaia: «Primo giorno di risalita, siamo preoccupati». Flor: «I malati arrivano da casa già gravi. Vaccini, io torchiato dai Nas»

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Zaia punto stampa 23 febbraio 2021

Il governatore Luca Zaia anche oggi, martedì 23 febbraio, in diretta dalla sede della Protezione civile a Marghera per gli ultimi aggiornamenti sulla situazione del coronavirus in Veneto.

 

LA DIRETTA

 

DATI E TREND 

«Nelle ultime 24 ore +1.062 nuovi positivi, l'incidenza dei positivi sui tamponi fatti è del 2,81%. Gli attualmente positivi sono 22.297, i decessi 21. Per la prima volta dal primo gennaio abbiamo una risalita dei ricoveri, +46. Vi ricordate quando vi dicevo, "siamo circondati"... Non possiamo sottovalutare questi numeri: dico che invece di guardare l'Rt occorre porre l'attenzione sui ricoveri, quando i ricoveri superano le dimissioni significa che il trend sta risalendo».

Zaia si è detto «fortemente preoccupato della situazione sanitaria». «Ho visto notizie - ha proseguito - che vengono dalla Lombardia, dalla provincia di Brescia. Il virus non conosce confini. Chiediamo l’aiuto di tutti in un momento non facile. Io non voglio fare il catastrofista ma non si può abbassare la guardia». 

 

NUOVO DPCM

«Prevedo un prossimo incontro con Gelmini, Speranza e forse con Draghi: penso che questo Dpcm andremo a scriverlo con il Governo; dovrà rappresentare, io spero, un grande spartiacque tra l’inverno e la primavera che comincia. Spero si prendano seriamente delle misure che aiutino la nostra economia».

«Esistono ora studi sugli effetti del lockdown e sull'importanza dell'uso dei dispositivi: si capisce da queste ricerche l'importanza di questi ultimi e il ruolo fondamentale dei cittadini che devono proteggersi. Noi non possiamo permetterci un lockdown».

 

VACCINI

«Ieri Arcuri mi diceva che a marzo sono previste 8 milioni di dosi di vaccini in arrivo per l'Italia - ha spiegato Zaia -, per noi significherebbe avere 600mila dosi, più corriamo e più mettiamo in sicurezza la salute dei nostri cittadini».

 

INTERVIENE IL DOTTOR FLOR (dg Sanità veneta) 

«Dal 22 febbraio al 31 marzo abbiamo una fornitura comunicata di 610 mila dosi tra Pfizer, AstraZeneca e Moderna. Quindi a marzo possiamo vaccinare decisamente di più di quanto fatto sin qui».

Le reazioni avute dagli insegnanti dopo l’inoculazione del vaccino Astrazeneca non devono preoccupare, precisa Flor: «I vaccini possono avere minime reazioni».

«Qualsiasi tipo di vaccino oggi in commercio copre con una percentuale elevatissima, vicina al 100 per cento, da complicanze gravi della malattia»

«Sì sono stato torchiato dai Nas, ma non avevo niente da nascondere». Così ha raccontato Flor l’intervento dei Nas per capire le forniture di dosi di vaccino offerte al Veneto. Flor chiarisce ulteriormente che alla richiesta del Veneto di ulteriori vaccini «hanno risposto due società: una inglese e una italiana». A quella inglese «che lavora ed esiste» abbiamo chiesto il numero dei lotti e ci ha risposto» - chiarisce - mentre la seconda, italiana, «ha detto che con questa situazione non è in grado di darci forniture e di risentirci quando avremo le autorizzazioni»

«È stato il nostro fornitore di mascherine che ci ha detto che se eravamo interessati ai vaccini potevamo rivolgerci ad un italiano», ha spiegato Flor. «Si è rivolto a quest’uomo e ci ha fatto una proposta di 15 milioni di dosi». Flor tiene a chiarire: «il nostro contratto è il nostro fornitore di mascherine, non non abbiamo avuti rapporti diretti con l’imprenditore» La proposta era di 2,5 milioni di fiale ad un prezzi di mercato europeo o poco più.

«Per me è affidabile se l’azienda che mi promette l’acquisto di un vaccino mi dà il numero del lotto. Se poi mi porta le dosi con un autotrasportatore svizzero o turco mi importa poco perché io so di comprare dalla casa produttrice», spiega Flor in merito alle modalità con cui la regione si è approcciata alle case produttrici con l’obiettivo di veder aumentare la propria "dote" vaccinale. «C’è una struttura intermediaria? - ribatte - Ma io lo compro sempre dalla casa produttrice. Quando prendo un farmaco all’estero - puntualizza - lo prendo da un fornitore che è la casa madre».

Sull'aumento dei ricoveri, il dottor Flor precisa: «Fino a ieri abbiamo avuto un calo lieve ma costante dei ricoveri, invece oggi c'è una inversione di tendenza. In queste prossime ore cercheremo di capire quale sia stata la fonte di contagio, ma dagli ospedali ci dicono che arrivano pazienti direttamente da casa abbastanza impegnativi e si aggravano in fretta. Non ci sono focolai in Veneto. Non abbiamo grandi numeri di isolati con variante inglese».

 

 

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