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Verso il nuovo Dpcm, Zaia: «Rivedere i parametri, Cts rafforzato e con un portavoce». Vaccini, se arrivano il Veneto pronto a farne 50mila al giorno

Zaia punto stampa 22 febbraio 2021

Il governatore Luca Zaia torna in diretta oggi, lunedì 22 febbraio, dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera, per gli ultimi aggiornamenti sull'emergenza coronavirus in Veneto. Intanto, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto Covid che proroga il divieto di spostamento tra regioni  fino al 27 marzo.

 

LA DIRETTA

 

I DATI

«Tamponi molecolari fatti ad oggi oltre 3milioni e 969mila, test rapidi oltre 3milioni e 051mila test rapidi. In 24 ore 509 positivi, l'incidente dei positivi sui tamponi fatti è del 4,93%. Nelle ultime 24 ore 9 decessi. I ricoveri ancora in calo: 1.345, di cui 136 in terapia intensiva».

 

NUOVO DPCM

«Ieri sera incontro con il nuovo governo, presenti il ministro Gelmini e il ministro Speranza. Abbiamo parlato anche di quello che dovrà essere il nuovo Dpcm del prossimo 5 marzo. La posizione che porta il Veneto è che ci sia un tagliando rispetto all'approccio e ai parametri, considerando che abbiamo un anno di esperienza. Alcuni correttivi nel corso di quest'anno ci hanno permesso di affrontare la tragedia in modo performante, a livello nazionale. Ho chiesto che il Cts venga rivisto ma anche rafforzato, questo nucleo nazionale di scienziati, perché a noi serve un punto di riferimento. Noi non siamo per lo smantellamento, siamo perché il Cts venga rafforzato e diventi autorevole al punto tale da avere uno speaker, un portavoce, come avviene negli altri paesi, onde evitare di vedere chi fa dichiarazioni e chi controdichiarazioni. Credo poi sia doveroso rivedere i parametri, noi ci riferiamo all'Rt, ad esempio, ma lo valutiamo vecchio di 2 settimane. Il vero tema sono terapie intensive e ricoveri in area non critica. Rispetto alle misure restrittive che possono essere fatte dalle regioni abbiamo chiesto al governo che vengano fatte su base scientifica e che chi ha tutti i dati nazionali ci metta nelle condizioni di decidere, non più sentito il ministro ma d’intesa con il ministro».

«Ci incontreremo con il governo più frequentemente onde evitare altri provvedimenti last-minute. C’è stato un impegno in questo senso a costruire questo dpcm che dovrà essere una pietra miliare, e anche l’ultimo prima di uscire da questa situazione»

 

VACCINI

«Siamo tutti d'accordo che i vaccini sono la via d'uscita. Spero che Draghi possa darci una mano per rimpinguare le scorte di vaccini. Se avessimo vaccini a sufficienza, tutta la squadra venete, compresi dunque i medici di base, può fare 45-50mila vaccini al giorno. Ieri in riunione l'atmosfera era positiva in tal senso, sicuramente, conoscendo le potenzialità delle fase farmaceutiche, passata questa fase di difficoltà, credo che arriveranno presto. Speriamo prima possibile, un Paese Covid-free torna sul mercato prima di tutti»

Interviene il dottor Michele Mongillo, direttore dell'unità organizzativa di Prevenzione e Sanità pubblica, per fare il punto sui primi due mesi di campagna vaccinale in Veneto (SCARICA IL REPORT). «Sono 287.645 i vaccini somministrati alle 12 di oggi (alle 10.30 erano 285.799). Sono 108.041 persone che ad oggi hanno terminato il ciclo di vaccinazione. Ora abbiamo le previsioni di fornitura del mese: nella prima settimana Pfizer invierà 52mila dosi e poi 56mila 160 dosi per le settimane successive. Moderna, 66mila dosi in arrivo entro marzo. AstraZeneca, la somministrazione è iniziata questo fine settimana, al 20 febbraio sono arrivate 41mila dosi, 5mila in meno del previsto, a marzo dovrebbero arrivarne 273.500. Astrazeneca, si registra qualche decina di reazione avversa su 6.750 somministrazioni, ci risultano reazioni locali o sistemiche attese, niente di grave». 

 

SLAVINA A CIMA GRAPPA

«Ieri c'è stata una slavina a Cima Grappa con 500 persone rimaste bloccate per ore, ma il gestore del rifugio ci ha comunicato che ha dato ospitalità a turno; in generale, se qualcuno ritiene sa che i punti tamponi sono disponibili. Ma in virtù di quanto è successo non abbiamo ritenuto di fare un provvedimento»

 

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