Il punto stampa

Zaia: «Varianti? Quando lo dicevamo noi, ci accusavano di cercare giustificazioni. Scuole al 50% fino al 5 marzo». Acquisto vaccini, proposte per 27 milioni di dosi

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Zaia punto stampa 15 febbraio 2021

Luca Zaia torna in diretta oggi, lunedì 15 febbraio, per gli ultimi aggiornamenti sulla situazione coronavirus in Veneto. 

 

LA DIRETTA

 

CHIUSURA PISTE DA SCI

«Sia chiaro che il senso di responsabilità i veneti ce l’hanno nel midollo spinale, prima viene la salute. Però è raccapricciante e imbarazzante l'ordinanza che vieta l'apertura delle piste da sci emanata 4 ore prima della possibilità di riaprire. Avremmo potuto anche fare un "debloccage" notturno, visto che abbiamo le piste illuminate. In via prudenziale ho fatto un’ordinanza di riapertura dal 17 proprio perché attenti al tema della salute, in accordo con gli operatori, abbiamo deciso di saltare il tempo di carnevale. Non ci sia qualcuno che dice che la riapertura era un’occasione per arraffare, lo fanno semplicemente per dare un segnale. Non sta in piedi la storia delle 4 ore prima: si poteva e si doveva fare nei giorni scorsi. Gli operatori si sono sempre dimostrati responsabili. Per loro questa è una stagione persa, anzi una e mezza».

«È pazzesco pensare che ci sono i Mondiali di sci, e fuori dallo steccato si muore di fame, ci sono le favelas. Per noi il turismo vale 18 miliardi di fatturato, non è solo economia ma biglietto da visita internazionale. Sono molto preoccupato perché molte di queste aziende non riapriranno più, c’è un’economia degli stagionali di cui non parla nessuno. C’è tutto un indotto fuori dai ristori, come facciamo a intercettare gli stagionali? Abbiamo l’obbligo di pensare a loro».

 

VARIANTI E LOCKDOWN

«Quando sono venuto qui il 27 dicembre a dirvi che la notte di Natale in Veneto è stata sequenziata la variante inglese, il mondo scientifico ha detto che era una scusa per la tragedia che stavamo vivendo. Ora tutto è causato dalle varianti, se non parli di varianti sei "out". Quella inglese pesa in Veneto per il 17-18%. Sento parlare tanto di lockdown, mi chiedo: chi ne parla ha informazioni che noi non sappiamo? Avremo o no diritto di sapere quali dati scientifici ha la comunità scientifica per chiederlo, perché se la giustificazione è la variante inglese, noi ce l'avevamo a Natale. Facile parlare da scienziati, non rischiano nulla, non hanno nessuna responsabilità giuridica rispetto alle affermazioni che fanno».

 

GOVERNO, SERVE CAMBIO DI PASSO E VOCE UNICA

Per il nuovo Governo «serve un cambio passo sul timing delle scelte, ma anche sul fatto che serve una voce unica. Un minimo di regia ci vuole», ha affermato Zaia rispondendo ai giornalisti sulle decisioni legate all’emergenza Covid-19. «A questo punto abbiamo interlocutori scientifici che sembrano più attendibili delle ricadute delle scelte governative, così non può funzionare. Mi rendo conto che il Governo è in carica da poche ore, però è pur vero che a corollario di questo "pasticcio" ci sono dichiarazioni-fiume di membri del Cts e di consulenti del ministro. Vedo un dibattito del mondo scientifico tra "aperturisti" e "chiusuristi", di mezzo ci siamo noi cittadini, che siamo stati educati al fatto che un medico è un medico. E le dichiarazioni più avventurose le fa chi non ha l’obbligo di firmare un documento». 

 

SCUOLA AL 50% FINO AL 5 MARZO

Il Veneto proseguirà la didattica in presenza al 50% per le scuole superiori fina al 5 marzo. Lo ha annunciato Zaia, che firmerà un’ordinanza nelle prossime ore. «Pur avendo il Veneto una situazione di assoluta tranquillità pensiamo di essere comunque prudenti, faremo altre tre settimane al 50% fino alla scadenza del decreto del Governo». «Lo screening nelle scuole sta partendo - ha aggiunto - abbiamo delle scuole sentinella dove si fanno tamponi di screening agli studenti per monitorare la circolazione del virus. Nelle terze medie si stanno facendo dei video tutorial per l’uso del tampone in autosomministrazione per preparare la comunità all’uso del tampone fai da te».

 

ACQUISTO VACCINI, NON È MERCATO NERO

«Abbiamo avuto un’offerta per 12 e una per 15 milioni di dosi di vaccino. Sono proposte sul mercato europeo. Abbiamo chiesto le offerte per iscritto. Nel frattempo abbiamo scritto all’Aifa, ci ha risposto dopo 10 giorni dicendo di parlare con Arcuri, e lo faremo».

Zaia ha quindi sottolineato che «c’è un comunicato della Commissione Ue che dice che è possibile acquistare vaccini per il proprio territorio. Abbiamo offerte tramite intermediari sul territorio europeo, su vaccini autorizzati da Ema. L’ambito delle trattative è questo». Quanto al rischio di una "guerra tra regioni", per Zaia «se la colpa è quella di cercare vaccini su canali ufficiali e con carte a disposizione anche del commissario, più di essere trasparenti così non so. Abbiamo costi uguali o inferiori a quelli di negoziazione. Io non ho mai incontrato nessuno». Ha quindi ricordato che «noi investiamo un miliardo in farmaci che non tutte le aziende vendono direttamente. Su mascherine, respiratori, gli intermediari non sono robe losche, Arcuri ha nomi e cognomi. Non è mercato nero».

«Crisanti dice che è immorale acquistare vaccini in autonomia da parte delle Regioni? Ho letto. Allora è stato immorale comprare anche i ventilatori, anche la macchina per fare i tamponi per Crisanti quando i veneti non avevano tamponi disponibili. Spero di aver scoperto una via di fornitura nuova, e che l’Italia se ne avvantaggi. Se arrivassero 27 milioni non solo si "coprirebbe" il Veneto, se ne avvantaggerebbe tutta l’Italia». 

Interviene il dottor Luciano Flor, direttore generale della Sanità del Veneto. «Abbiamo avuto informazioni dagli operatori sulla quantità di vaccini, sui tempi, sul prezzo, ma non andiamo avanti di un millimetro perché si tratterebbe di negoziare, e dobbiamo investire la struttura commissariale del Governo». Flor ha confermato che «abbiamo avuto due proposte di 15 e 12 milioni di dosi di vaccino. Scriveremo alla struttura commissariale di Governo informandola di cosa abbiamo trovato. L’unica "colpa" è stata quella di aver reso pubblico quel che stavamo facendo». «Verso la fine di gennaio - ha quindi riassunto Flor - cominciano ad arrivarci informazioni sulla disponibilità di forniture di vaccino. Prima di fare qualunque cosa, il 3 febbraio ci siamo chiesti se come Regione potevamo affrontare la cosa. Abbiamo chiesto ad Aifa non se potevamo acquistare, ma se potevamo avviare un negoziato. Aifa ci ha risposto che riconosce la carenza di vaccino e che ricorre il presupposto per l’acquisto, ma stante la normativa Ue e nazionale, sul’autorizzazione a negoziare venga interessata la struttura commissariale». Flor ha quindi detto che «a chi ci scriveva, qualcuno poco verificabile, qualcuno di più, abbiamo risposto chiedendo se era vero, quanti vaccini e di che marca, e in che tempi, e il costo. Questo è il nostro "grave comportamento immorale". Da due di questi operatori abbiamo comprato Dpi e ventilatori quando non ce n’erano», ha concluso.