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Zaia: «Non escludo il Veneto in giallo». «Possibile anticipare la terza dose, vaccini ai bimbi dal 23 dicembre»

La diretta di Luca Zaia, 30 novembre 2021

Luca Zaia in diretta dalle 12.30 per aggiornare sull'andamento dei contagi Covid e della campagna vaccinale in Veneto. Interviene la dottoressa Francesca Russo, capo dipartimento della prevenzione del Veneto.
 

Secondo il governatore veneto «verosimilmente, se continuerà così, tutta Italia, o quasi, passerà al giallo nelle prossime settimane». Lo ha affermato oggi a Sky Tg24. Tuttavia, ha sottolineato Zaia, «da un lato c’è il Super Green pass che dovrebbe quantomeno blindare e scongiurare la chiusura delle zone arancioni, con chiusura dei confini comunali e di molte attività come bar e ristoranti. Dall’altro lato, invece, la strategia è quella di vaccinare, e vedo di buon grado che ci sia questa giornata, sembra domani, che prevede delle azioni vaccinali importanti».
 

LA DIRETTA

 

I dati. «Abbiamo deciso di intensificare questi incontri per dare tutte le formazioni corrette su contagi, vaccini, scuole e varianti. Oggi i nuovi casi sono 2.362 su 138.491 tamponi, l'anno scorso facevamo 50mila tamponi e infatti oggi l'incidenza è 1.70%. L'anno scorso in questo momento avevamo il 7 per cento dei positivi». Sono 658 i ricoverati (l'anno scorso erano 3.200) +47 rispetto ieri, 553 in area non critica e 105 in terapia intensiva (l'anno scorso erano 300 in intensiva) vale a dire +7 in 24 ore. «Questo è il dato peggiore di oggi dopo i 10 morti per Covid (11.963 da inizio pandemia). I dimessi sono 28».  Le terapie intensive degli ospedali del Veneto sono occupate dall’80 «di persone non vaccinate mentre nelle aree non critiche l’incidenza di questa categoria è del 55%» ha rilevato il Zaia sottolineando che »incomincia la pressione del paziente Covid negli ospedali. E lo sforzo della macchina sanitaria regionale, sebbene dopo 21 mesi si trovi ancora sul pezzo, ha chiesto, ancor oggi, un contributo ulteriore. E, purtroppo, non ci sono rinforzi».

 

Vaccinazioni. «Ci sono due milioni di veneti che devono vaccinarsi entro fine anno: è una grande sfida - ha osservato Zaia - L’obiettivo è di farne 40 mila al giorno, ma auspico che si arrivi anche a 50 mila. Su 31.853 vaccinati ieri, 28.178 riguardano le terze dosi, 1.525 le seconde dosi e 2.150 le prime dosi».

Il Veneto è all’85,8% di persone che si sono sottoposte alle inoculazioni. C’è spazio per un ulteriore 4%. Gli over 80 sono al 99,9%, nella fascia 70-79 al 93,2%, 60-69 al 90,2%, 50-59 all’86,1%, 40,49 all’80,4%, 30-39 all’80,3%, 20-29 all’84,6%, 12-19 al 73,7%. «Fra un pò potranno vaccinarsi anche nella fascia 5-11 anni» aggiunge Zaia.

 

Novità prenotazione vaccino. «Da oggi accesso libero alle prime dosi, senza prenotazione, per una messa sicurezza totale del territorio. Chi ha già ricevuto la prenotazione per la terza dose, invece, verrà raggiunto in giornata da una mail e potrà da un link allegato eventualmente modificare il suo appuntamento in tutta sicurezza. Anche tutti gli altri cittadini che si prenotano, da oggi, alla mail della prenotazione sarà allegato un link per modificare l'appuntamento, senza perdere il posto. Prima ci si doveva cancellare e poi riprenotare: stiamo migliorando».

 

Vaccini bambini. «Si parte dal 23 dicembre. La soluzione migliore è un'accordo con i pediatri di libera scelta. La prossima settimana è previsto un incontro sul tema» spiega l'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Aggiunge il governatore Zaia: «Chiarisco ancora: la decisione di vaccinare la prende il genitore che si interfaccia con i medici di fiducia. Ma, a mio avviso, gli adulti non possono scaricare il problema sui bimbi: meglio che si rimbocchino le mani e pensino a vaccinarsi loro per primi».

 

Veneto in "bianco". «Siamo ancora in "bianco". Ma non è escluso si arriverà al giallo. La prossima settimana "nì" ma l'altra ancora... Il Veneto è ad alto rischio». Il presidente Luca Zaia, non esclude il passaggio della regione nella fascia gialla nelle prossime settimane.

 

Attività ospedali. «Siamo davanti a una tempesta perfetta perché lo sforzo sanitario al quale abbiamo sottoposto la macchina sanitaria del Veneto è qualcosa di incredibile, loro sono la nostra testa d'ariete contro il covid, purtroppo non ci sono rinforzi e a loro va il mio ringraziamento perché a differenza dell'anno scorso che ci occupavamo delle cure, di tamponi e contact tracing, oggi dobbiamo anche fare i vaccini. E questo, soprattutto con la terza dose, prevede uno sforzo notevole. Più di due milioni di cittadini devono essere vaccinati entro fine mese. Cosa pressoché impossibile a meno che non facciamo squadra, capite che questa è la grande sfida, quella di arrivare a 50mila vaccini al giorno»

La dottoressa Russo: «Valuteremo la sospensione di alcune attività negli ospedali: stiamo facendo una ricognizione con tutte le Ulss venete e poi redigeremo una circolare. Il problema è il personale sanitario e medico assorbito anche dalla forte pressione dei centri tamponi e vaccinali. Il personale è quello. Si stanno ricontattando gli specializzandi per il contact tracing». «Ma la coperta è corta, qualcosa deve saltare» aggiunge Zaia. 

«Al momento non c'è un provvedimento ufficiale ma siamo sulla scia della sospensione di alcune prestazione sanitarie avendo forte pressione sul contact tracing, tamponi e vaccini. Avevamo iniziato a recuperare bene, su 500mila arretrate ne avevamo recuperate quasi 200mila, ma è ovvio che dovendo rallentare e accumulandosi nuove prestazioni, torniamo a salire» aggiunge l'assessore Lanzarin.

 

Prestazioni inevase. «A causa del Covid sono 500mila le prestazioni non evase. Questo perché il Covid fa male anche a chi non ha il covid. Per questo ci appelliamo alla cittadinanza affinché ci si protegga con i vaccini. Inoltre invito a usare la mascherina in maniera ossessiva, non possiamo permetterci di mandare al collasso la sanità. E poi voglio ricordare che la frase "non preoccuparti tanto non sono vaccinato" è una frase che non ha alcun senso perché magari non si finisce in ospedale, ma ci si può contagiare e si può diffondere il virus»

 

Scuola. «Come avete visto sta salendo l'incidenza e sono molti i bambini colpiti. Si sospende per cui temporaneamente il protocollo; abbiamo provato ad applicare fino a quando i contagi non sono saliti rapidamente. Ovvero si restava in classe con 2 casi, mentre ora con un caso, indipendentemente del grado, tutto il resto della classe va in quarantena. Sembra una penalizzazione ma non lo è, ma si applica la situazione epidemiologica. Abbiamo informato ieri stesso anche l'ufficio scolastico regionale. L'incidenza nei giovani è molto alta rispetto alla popolazione generale  che è pari a 226 casi su 100mila e questo giustifica il provvedimento».

 

Variante Omicron. «Non sappiamo molto su questa variante in termine di gravità, probabilmente potrebbe essere molto contagiosa, la cosa che è certa è che via via che si affacciano nuove varianti queste rimpiazzano le precedenti, quindi la previsione è che questa rimpiazzi la Delta. Questa ha molte mutazioni e va studiata. Nella nostra regione sono state segnalate 13 persone che rientravano dal Sudafrica e sono state messe in quarantena e al momento sono tutte negative. L'attenzione è quindi molto alta e dobbiamo evitare che la nuova variante si diffonda» conclude la dottoressa Russo.