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Violenti scontri a Gerusalemme, oltre 180 feriti

163 palestinesi e sei poliziotti. Aperto un ospedale da campo
Gerusalemme, scontri tra le forze di sicurezza e i cittadini radunati

È salito ad almeno 175 palestinesi e sei poliziotti israeliani il numero di persone ferite ieri nel corso degli scontri avvenuti per lo più sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Si tratta di uno dei confronti violenti più gravi degli ultimi anni nella Gerusalemme est occupata, teatro di una rinnovata tensione che preoccupa anche Washington.

Decine di migliaia di fedeli si sono radunati nella Spinata delle Moschee - chiamato dagli ebrei il Monte del Tempio - per l’ultima grande preghiera del venerdì prima della fine del mese di Ramadan. È a quel punto che sono scoppiati gli scontri tra i palestinesi, che hanno anche usato armi da fuoco, e la polizia israeliana, che ha lanciato granate assordanti e ha sparato ai manifestanti con proiettili di gomma. Almeno una dozzina i manifestanti feriti al volto.

 

«Centinaia di rivoltosi hanno lanciato pietre, bottiglie e altri oggetti in direzione degli agenti che hanno reagito», ha
detto la polizia israeliana, il cui portavoce, Wassem Badr, ha parlato di «disordini violenti». Gli scontri si sono verificati anche nel vicino quartiere di Sheikh Jarrah, dove le manifestazioni notturne quotidiane contro il possibile sgombero delle famiglie palestinesi a favore dei coloni israeliani sono sfociate nei giorni scorsi in scontri con la polizia. La Mezzaluna Rossa ha riferito che almeno quattro palestinesi sono rimasti feriti gravemente. Al momento una fragile calma sembra essere tornata a Gerusalemme Est.

 

«Negli ultimi giorni le tensioni e le violenze nella Cisgiordania occupata, in particolare a Gerusalemme Est, sono aumentate pericolosamente. La scorsa notte si sono verificati gravi scontri sulla Spianata delle Moschee che hanno causato molti feriti. La violenza e l’istigazione alla violenza sono inaccettabili e gli autori di ogni parte devono essere ritenuti responsabili». Così in una nota il portavoce del servizio di azione esterna della Ue, l’ufficio dell’Alto
rappresentante Josep Borrell. «L’Unione europea invita le autorità ad agire con urgenza per allentare le attuali tensioni a Gerusalemme», prosegue la nota.

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