Guerra in Ucraina

Kiev: «Severodonetsk si sta trasformando in una nuova Mariupol». Parigi: «Ucraina nell'Ue? Ci vorranno 15-20 anni»

La guerra in Ucraina è arrivata all’88esimo giorno

18 - ASSALTO NELLA CITTÀ DI SEVERODONETSK. I russi stanno concentrando le forze sull'assalto nella citta del Lugansk Severodonetsk che «si sta trasformando in una nuova Mariupol». Lo ha denunciato la commissaria ucraina per i diritti umani della Verkhovna Rada Lyudmila Denisova su Telegram, riporta Ukrinform. «Gli attacchi nemici vengono costantemente effettuati in molte aree e gli insediamenti vengono bombardati da razzi dall'artiglieria e dai sistemi di tiro al volo. Il nemico ha concentrato tutte le sue forze sull'assalto di Severodonetsk, alla periferia della quale si svolgono costantemente battaglie. La città si sta trasformando in una nuova Mariupol», ha detto.

 

Ore 16  PARIGI: «PER L’UCRAINA NELL’UE CI VORRANNO 15-20 ANNI» L’ingresso dell’Ucraina nell’ Ue ci vorranno «15 o 20 anni, sarà molto lunga». Lo ha detto il nuovo ministro francese per gli Affari europei, Clement Beaune, affermando che nel frattempo potrebbe entrare a far parte della comunità politica europea proposta dal presidente Emmanuel Macron.  «Bisogna essere onesti. Se si dice che l’Ucraina entrerà in 6 mesi, 1 anno o 2 anni, si mente. Non è vero», ha affermato a Radio J. «Nel frattempo dobbiamo agli ucraini un progetto politico nel quale possano entrare», ha aggiunto.

 

Ore 13 - ESCALATION RUSSA IN DONBASS, COLPITE CASE E SCUOLE A DONETSK. Offensiva russa nel Donbass, dove Mosca secondo l’intelligence britannica schiera tank Terminator di nuova generazione. I russi fanno sapere di aver distrutto con missili di precisione nelle ultime 24 ore 13 siti militari 4 depositi di munizioni e 3 posti di comando ucraini. Zelensky parla di situazione estremamente difficile. Secondo l’amministrazione militare di Lugansk, i russi tentano di sfondare a Severodonetsk da quattro direzioni ma per ora sono stati respinti. Fuoco su case e strutture civili, dice la polizia ucraina, nella regione di Donetsk, 7 morti. Minati dai russi strade e ponti in quella di Kherson.

 

Ore 7.30 - RISCHIO ATTACCHI DA BIELORUSSIA, AVANTI OFFENSIVA A EST Nel nord dell’Ucraina, «nelle direzioni Volyn e Polissya le unità delle forze armate della Repubblica di Bielorussia hanno intensificato la ricognizione ed è stato notato il dispiegamento di ulteriori mezzi di ricognizione elettronica nelle aree di confine della regione di Gomel». Lo evidenzia lo Stato maggiore delle Forze armate di Kiev nell’ultimo aggiornamento precisando che «c’è una minaccia di attacchi missilistici e aerei sul territorio dell’Ucraina dal territorio della Repubblica di Bielorussia». In generale, i russi proseguono «le azioni offensive nella zona dell’operazione orientale» e continuano a «lanciare missilistici e attacchi aerei sul territorio» ucraino, con un aumento «dell’intensità dell’uso dell’aviazione per distruggere le infrastrutture critiche degli insediamenti nella zona di combattimento attiva». In particolare, i russi continuano a bombardare a nord, «nelle regioni di Sumy e Chernihiv», ma anche ad est, «in direzione di Donetsk», dove «stanno cercando di sfondare la difesa» ucraina «e raggiungere i confini amministrativi della regione di Lugansk». Inoltre, nella regione russa di Belgorod, vicino al confine con l’Ucraina, i russi hanno «schierato i lanciatori del sistema missilistico operativo-tattico Iskander-M».

Nella notte le truppe russe hanno sparato missili contro infrastrutture civili di un villaggio nel distretto di Vilna nella regione di Zaporizhzhia (nel sud dell’Ucraina), causando delle vittime. Lo fa sapere l’amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia su Telegram, secondo quanto riporta l’Ukrainska Pravda. Secondo le prime informazioni, ci sono cittadini feriti. 

Kiev rivuole i combattenti del reggimento Azov arresisi dopo l’assedio a Mariupol. Zelensky lega la loro sorte ai negoziati di pace. Ma Mosca vuole processare i prigionieri, e i suoi negoziatori smentiscono di aver aperto alla possibilità di uno scambio fra gli Azov e l’oligarca filorusso Medvedchuk.