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Il G7 donerà 1 miliardo di dosi di vaccino ai Paesi poveri. E chiederà nuova indagine all'Oms sull'origine del Covid

Il presidente Usa Joe Biden e il primo ministro Britannico Boris Johnson (foto EPA/Hollie Adams/POOL)
Il presidente Usa Joe Biden e il primo ministro Britannico Boris Johnson (foto EPA/Hollie Adams/POOL)
Il presidente Usa Joe Biden e il primo ministro Britannico Boris Johnson (foto EPA/Hollie Adams/POOL)
Il presidente Usa Joe Biden e il primo ministro Britannico Boris Johnson (foto EPA/Hollie Adams/POOL)

I leader del G7 si impegneranno a distribuire un miliardo di dosi di vaccini anti-Covid ai Paesi poveri in occasione del summit che si apre domani in Cornovaglia. Lo ha annunciato il governo britannico che presiede il vertice. L'obiettivo è «porre fine alla pandemia» nel 2022, ha riferito Downing Street in un comunicato, precisando che Londra donerà 100 milioni di dosi. Gli Usa si sono già impegnati a fornire 500 milioni di vaccini che fanno parte del totale di un miliardo dell'intero G7.


Nel frattempo i leader del G7 dovrebbero chiedere all'Oms un'indagine nuova e trasparente dell'Oms sulle origini del coronavirus. Lo si legge nella bozza del comunicato finale di cui l'agenzia Bloomberg ha preso visione. Ieri la stessa richiesta era trapelata da una bozza della dichiarazione del vertice Ue-Usa. Si tratta di un tema che sta molto a cuore all'amministrazione guidata da Joe Biden.  

 

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«È della più grande importanza sapere quali siano state le origini del Covid 19, per trarre le lezioni e sviluppare i giusti strumenti per garantire che questo non accada più. Per questo occorre che chi conduce l'inchiesta abbia pieno accesso alle informazioni e ai luoghi». Così la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, in vista della riunione del G7, ha risposto ad una domanda. «Pensiamo che occorra piena trasparenza per trarre le giuste lezioni e per questo sosteniamo tutti gli sforzi per fare chiarezza» sulle origini del Covid 19. «Il mondo ha il diritto di sapere cosa è successo», ha detto da parte sua il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

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