Invasione cominciata il 24 febbraio

Bombe russe su Kharkiv. Mosca: «Lo scambio di prigionieri non migliora i rapporti con gli Usa»

Nove civili uccisi nel Donetsk in 24 ore
Nove civili uccisi nel Donetsk in 24 ore
Nove civili uccisi nel Donetsk in 24 ore
Nove civili uccisi nel Donetsk in 24 ore

Il conflitto Russia-Ucraina, iniziato lo scorso 24 febbraio con l'invasione del territorio ucraino da parte delle truppe russe, prosegue senza sosta sotto l'attenzione di tutta la comunità internazionale. Aiuti dall'Italia e dall'Europa alle popolazioni aggredite. Qui di seguito l'evoluzione della guerra, giorno per giorno.

 

9 DICEMBRE - BOMBE RUSSE SU KHARKIV, 4 FERITI. MOSCA: "SCAMBIO DI DETENUTI NON MIGLIORA LE RELAZIONI CON GLI USA"

Quattro persone sono rimaste ferite ieri sera in seguito a un attacco delle forze russe nella regione di Kharkiv, nell’Ucraina nord-orientale: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleg Synegubov, come riporta Ukrainska Pravda. «Gli occupanti russi hanno colpito una casa privata nella regione di Kharkiv, è scoppiato un incendio in una casa privata. Purtroppo c’è un uomo ferito», ha scritto Synegubov, aggiungendo successivamente che altre tre persone erano rimaste ferite: un uomo e due donne.

Nel mirino anche Kherson: «I russi hanno sparato contro l’edificio dell’ospedale di Kherson, i proiettili hanno danneggiato il reparto pediatrico e l’obitorio. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito». Lo ha detto il capo dell’amministrazione militare dell’oblast di Kherson Yaroslav Yanushevich, citato da Ukrainska Pravda, specificando che nella regione sono stati sparati oltre 60 colpi in un giorno e otto persone sono rimaste ferite.

I colloqui tra Russia e gli Stati Uniti per lo scambio di Viktor But con Brittney Griner «hanno riguardato esclusivamente» questa questione «ed è sbagliato trarre conclusioni ipotetiche secondo cui questo potrebbe essere un passo verso il superamento della crisi che abbiamo attualmente nelle relazioni bilaterali»: lo ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, in un’intervista al quotidiano Izvestia ripreso dall’agenzia Interfax. Secondo Peskov, «le relazioni bilaterali continuano a rimanere in uno stato triste». 

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8 DICEMBRE - NOVE CIVILI UCCISI NEL DONETSK. PAZIENTI UCRAINI DIMESSI A FORZA PER FARE SPAZIO A SOLDATI RUSSI. 

Nelle ultime 24 ore nove civili sono rimasti uccisi durante i bombardamenti russi nella regione di Donetsk, ha reso noto il capo dell’amministrazione militare regionale Pavlo Kyrylenko. «Il 7 dicembre i russi hanno ucciso 9 civili della regione di Donetsk: 6 a Kurakhovo, 1 nel villaggio di Krasnohorivka, 1 a Ivanovka e 1 a Bakhmut», ha detto Kyrylenko aggiungendo che altre 15 persone nella regione sono rimaste ferite.

Le autorità di occupazione russe stanno dimettendo con la forza i pazienti civili dagli ospedali nella parte occupata della regione di Lugansk (est), anche se non hanno ancora terminato le cure: lo ha reso noto il Centro nazionale di resistenza dell’esercito ucraino, come riporta il Kyiv Independent. Il Centro spiega che i civili vengono cacciati per far posto ai militari russi feriti.

L’ex ministro dell’agricoltura russo Alexander Tkachev, oligarca vicino a Vladimir Putin, ha sequestrato 161.874 ettari di terreno in Ucraina poco dopo l’invasione del Paese da parte della Russia. Lo riporta il Wall Street Journal citando i tre proprietari terrieri che hanno perso i loro terreni, finiti nelle mani della società russa Agrocomplex. Le autorità militari di Kiev stanno indagando sul caso per accertare se ci sia stato un esproprio ai danni delle società ucraine HarvEast, Nibulon e Agroton. «La Russia sta prendendo il controllo dell’economia nei territori occupati e lo usa per guadagnare il controllo su tutta l’area», denuncia Dmitry Skorniakov, amministratore delegato di HarvEast.

 

 

7 DICEMBRE - ATTACCO RUSSO NELLA NOTTE A ZAPORIZHZHIA, SI CONTANO I FERITI. I DRONI UCRAINI COLPISCONO NUOVI AEROPORTI

La minaccia di una guerra nucleare «sta aumentando». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, che ha aggiunto: «La Russia considera le armi nucleari come uno «strumento di difesa» per rispondere a un eventuale attacco. «Non siamo impazziti», ha proseguito il presidente russo. «Sappiamo cosa sono le armi nucleari, abbiamo questi mezzi che si trovano in uno stadio più sviluppato e moderno di qualsiasi altro Paese al mondo. Ma non abbiamo intenzione di agitare queste armi come un rasoio davanti a tutto il mondo. Si tratta di un fattore di deterrenza». 

Nella notte l’esercito russo ha colpito il distretto di Zaporizhzhia con droni e missili S-300: «Sono state distrutte abitazioni private. Tre persone, tra cui una ragazza di 15 anni, sono rimaste ferite», riporta Telegram. Le sirene d’allarme hanno invece risuonato ieri sera in un aeroporto militare della città russa di Engels, nella regione di Saratov a centinaia di chilometri dall’Ucraina: si tratta della stessa base russa attaccata da droni di Kiev nei giorni scorsi. Continuano infatti gli attacchi di Kiev con i droni agli aeroporti russi, facendo salire al massimo il livello di allerta a Mosca. Ieri nella regione di Kursk, vicino al confine con l’Ucraina, è stato colpito uno scalo dove un serbatoio di carburante ha preso fuoco ed è bruciato per ore. Un segnale che per il Cremlino conferma l’esigenza di prendere tutte «le misure necessarie per garantire la sicurezza» di fronte «ai continui attacchi terroristici di Kiev sul territorio russo».

 

6 DICEMBRE- PIOGGIA DI MISSILI SULL'UCRAINA IN RISPOSTA AI DRONI UCRAINI SULL'AEROPORTO. PUTIN VISITA IL PONTE CON LA CRIMEA DOPO LA RICOSTRUZIONE: «NON RINUNCIAMO ALLA CENTRALE DI ZAPORIZHZHIA»

 

Attacco ieri in profondità nel territorio russo da parte di due droni ucraini, che stamani hanno colpito di nuovo ma vicino al confine. A causa di un «attacco di droni nell’area dell’aeroporto di Kursk, un serbatoio di stoccaggio del petrolio ha preso fuoco. Non ci sono state vittime», ha detto Roman Starovoyt sui social media.

La risposta Russa non si è fatta attendere: ieri sul territorio ucraino una pioggia di missili nel corso di 17 raid aerei. Lo ha reso noto questa mattina lo Stato Maggiore delle forze armate ucraine nel suo rapporto quotidiano ricordando - come già era emerso ieri - che nel complesso i missili erano 70, di cui più di 60 sono stati abbattuti dalle forze di Kiev. Lo riporta Unian. Ieri «il nemico ha lanciato un massiccio attacco missilistico contro infrastrutture critiche e civili in Ucraina - si legge nel rapporto -. Sono stati colpiti edifici residenziali e infrastrutture critiche a Vinnitsa, Kiev, Mykolaiv, Odessa e altre regioni del nostro Stato». Le forze russe hanno effettuato ieri anche 38 attacchi con sistemi a lancio multiplo. Secondo lo Stato Maggiore, inoltre, permane la minaccia di ulteriori attacchi missilistici russi alle strutture del sistema energetico e alle infrastrutture critiche in tutta l’ Ucraina.

Il presidente russo Vladimir Putin ha visitato il ponte che collega la Crimea con il territorio della Federazione, colpito da un attentato nell’ottobre scorso. Il presidente ha attraversato il ponte, che è stato riparato, e ha parlato con alcuni degli operai che vi stanno lavorando, riferisce l’agenzia Tass.

La Russia non rinuncerà al controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia per creare una zona di sicurezza nucleare: lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, come riporta il Kyiv Independent. «Il ritiro della Russia dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia o il trasferimento del controllo su di essa a qualche terza parte è fuori discussione», ha affermato ieri Zakharova. Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, si era augurato il due dicembre scorso di raggiungere un accordo con la Russia e l’Ucraina entro la fine dell’anno sulla protezione della centrale attualmente occupata dalle truppe di Mosca. In precedenza, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva smentito quanto affermato da fonti ucraine secondo le quali le truppe russe intendevano ritirarsi dalla centrale. 

5 DICEMBRE - RAZZI RUSSI CONTRO IMPIANTI ENERGETICI DI ZAPORIZHZHIA

Un drone ha colpito oggi la pista della base aerea russa di Engels-1, nella regione di Saratov, danneggiando due bombardieri Tu-95: lo riporta Ukrainska Pravda aggiungendo che almeno due militari sono rimasti feriti e sono stati ricoverati in ospedale.

Il presidente francese Emmanuel Macron mantiene comunicazioni regolari col suo omologo russo Vladimir Putin. Lo ha detto lo stesso Macron in un’intervista a Cbs. «Mantengo sempre regolari contati diretti con Putin. L’isolamento è la cosa peggiore», ha aggiunto il presidente francese osservando come «l’unica strada per trovare una soluzione» al conflitto in Ucraina è tramite trattative.

Intanto la notte scorsa i russi hanno attaccato le infrastrutture industriali ed energetiche di Zaporizhzhia. Lo fa sapere Anatoly Kurtev, segretario del consiglio comunale di Zaporizhzhya, come riporta Ukrainska Pravda. Kurtev ha chiarito che le informazioni complete su feriti e vittime sono in fase di chiarimento.

Attaccata anche la città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Kryvyi Rih, nel sud del Paese: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare, Oleksandr Vilkul, come riporta Ukrinform. «Kryvyi Rih. Diverse potenti esplosioni hanno scosso la città. Non filmate e non pubblicate nulla sui social media», ha scritto Vilkul senza specificare se ci sono feriti o vittime.

 

4 DICEMBRE - MASSICCIO ATTACCO DI MOSCA IN DONBASS. E A MARIUPOL SPUNTA UNA NUOVA BASE MILITARE RUSSA

Combattenti dell’unità speciale «Karlson» hanno innalzato la bandiera ucraina sulla riva sinistra della regione di Kherson. Lo annunciano le forze armate ucraine, come riporta Ukrinform, dopo che il 15 novembre l’esercito di Kiev aveva liberato la città di Kherson sulla riva destra del Dnipro. Dopo la liberazione di Kherson, i russi hanno continuato a bombardare: la regione è stata bombardata 28 volte nelle ultime 24 ore e sotto il fuoco russo è finito anche il centro oncologico. Intanto, mentre il Cremlino annuncia la possibilità di una visita ’a tempo debitò di Vladimir Putin, immagini satellitari rilanciate dalla Bbc, mostrano che Mosca sta consolidando la sua presenza militare, in particolare a Mariupol, la città portuale catturata nei mesi scorsi, dove sta costruendo una nuova grande base militare. Le foto mostrano un nuovo complesso a forma di U vicino al centro della città: sul tetto la stella rossa, bianca e blu dell’esercito russo con la scritta «dall’esercito russo al popolo di Mariupol».

E continuano gli attacchi dell'esercito russo nel Donbass. «Nelle ultime 24 ore oltre 30 attacchi con sistemi missilistici, 16 attacchi aerei sono stati lanciati sulle posizioni delle truppe e degli insediamenti ucraini lungo la linea di contatto. Colpite infrastrutture civili nelle regioni di Kharkiv, Kramatorsk e Donetsk», riferiscono le Forze armate di Kiev, aggiungendo di aver «respinto gli assalti delle unità militari della Federazione in 17 località». 

 

3 DICEMBRE - BOMBARDATA PER TUTTA LA NOTTE LA CENTRALE DI ZAPORIZHZHIA

Bombardato per tutta la notte dall’esercito russo il distretto di Nikopol, nella regione orientale di Dnipropetrovsk, nella zona della centrale nucleare di Zaporizhzhia: danneggiati gasdotti e le reti elettriche. «I russi hanno bombardato il distretto di Nikopol per tutta la notte, ma il centro del distretto è stato il più colpito.

Più di 30 proiettili nemici sono caduti su Nikopol (di fronte alla centrale nucleare) ma fortunatamente le persone non sono rimaste ferite. Due dozzine di abitazioni, fabbricati agricoli, reti elettriche e gasdotti e 50 sono stati danneggiati», ha detto il capo militare regionale Valentin Reznichenko.

«I russi stanno aspettando che la temperatura in Ucraina scenda a meno dieci gradi per sferrare il colpo più duro al Paese», ha detto il capo dell’ufficio presidenziale Mykhailo Podolyak, come riportano i media ucraini. «Mi sembra che ora le tattiche della Russia siano leggermente cambiate: stanno aspettando un aumento del gelo, che la temperatura scenda a meno dieci gradi e solo allora vogliono sferrare il colpo più sensibile all’Ucraina. Vogliono farci congelare», ha affermato Podolyak

 

2 DICEMBRE- PUTIN: «ATTACCHI RUSSI? RISPOSTA FORZATA E INEVITABILE A PROVOCAZIONI UCRAINE»

Pacchi insanguinati contenenti occhi di animali sono stati spediti alle ambasciate e ai consolati ucraini in cinque paesi europei. Lo denuncia il ministero degli esteri ucraino, come riporta Unian, affermando che le minacce sono giunte alle ambasciate ucraine in Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Croazia, Italia, ai consolati generali di Napoli, Cracovia e al consolato di Brno (Repubblica Ceca). Ignoti hanno anche danneggiato l’ingresso della residenza dell’ambasciatore dell’Ucraina in Vaticano. «È in corso una campagna ben pianificata di terrore e intimidazione delle ambasciate e dei consolati dell’Ucraina», ha affermato Kuleba.

Il presidente russo Vladimir Putin, in una conversazione telefonica con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ha definito gli attacchi missilistici russi in Ucraina «una risposta forzata e inevitabile agli attacchi provocatori di Kiev contro le infrastrutture civili russe, tra cui il ponte di Crimea e impianti energetici»: lo riferisce il Cremlino, ripreso dalla Tass.

Biden intanto apre alla possibilità di parlare con Putin, «se mostra segnali di volere cessare la guerra», per un possibile negoziato sull’Ucraina. E nell’incontro con Macron si parla anche di una conferenza internazionale a Parigi il 13 dicembre per raccogliere aiuti per Kiev. Mosca rifiuta tuttavia le condizioni americane per i colloqui. I

l portavoce del Cremlino spiega che per la Russia è impossibile accettare la condizione posta da Washington, cioè che prima le truppe di Mosca lascino il territorio ucraino. Il ministro degli Esteri Tajani: «È l’ora di una pace giusta per l’Ucraina, ma Mosca deve dare segnali concreti e non bombardare la popolazione».

 

1 DICEMBRE - ZELENSKY: SEI MILIONI DI PERSONE SENZA ELETTRICITA'. IL GOVERNO PUNTA A PROROGARE FINO AL 2023 GLI AIUTI ALL'UCRAINA

«A partire da questa sera, circa 6 milioni di cittadini nella maggior parte delle regioni del nostro Paese sono disconnessi dall’elettricità. La situazione rimane molto difficile nella capitale, così come nelle regioni di Kiev, Vinnytsia, Leopoli, Odessa, Khmelnytskyi e Cherkasy». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel consueto video-messaggio alla nazione, come riporta Ukrinform. «Ingegneri energetici e servizi pubblici, tutti i nostri servizi stanno facendo di tutto per stabilizzare il sistema e dare alle persone più energia più a lungo», ha assicurato.

Intanto in Italia, il Consiglio dei ministri in programma oggi, esaminerà il decreto legge annunciato dal ministro della Difesa Guido Crosetto per prolungare al 2023 il sostegno, tra cui anche la possibilità di inviare aiuti militari, dell’Italia all’Ucraina. Il testo di maggioranza impegna il governo a prorogare l’autorizzazione, previo atto di indirizzo delle Camere, alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina, ma punta anche a «promuovere e sostenere tutte le iniziative diplomatiche volte a creare le condizioni per un negoziato di pace», a «promuovere il rilancio dell’Onu», a «limitare gli effetti della crisi umanitaria in atto» e «contribuire alla tenuta degli accordi in materia di sicurezza alimentare».

Intanto fanno discutere le parole di Serghei Lavrov. Papa Francesco dice di volere mediare sull’Ucraina ma recentemente «ha fatto delle dichiarazioni non cristiane» sulle crudeltà commesse in particolare da membri di due nazionalità della Russia, cioè i Ceceni e i Buriati. Il ministro degli Esteri russo lo ha detto in una conferenza stampa. «Il Vaticano ha detto che ciò non si ripeterà e che probabilmente c’è stato un malinteso, ma questo non aiuta ad aumentare l’autorità dello Stato pontificio», ha aggiunto Lavrov.

 

 

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