Italia

Il Ddl Zan si ferma in Senato: sì alla "tagliola" di Lega e FdI

Manifestazione in favore del Ddl (Foto Archivio Ansa)
Manifestazione in favore del Ddl (Foto Archivio Ansa)
Manifestazione in favore del Ddl (Foto Archivio Ansa)
Manifestazione in favore del Ddl (Foto Archivio Ansa)

Salta l'esame degli articoli ed emendamenti del ddl Zan, per cui l'iter si blocca. L'Aula del Senato ha infatti votato a favore della cosiddetta "tagliola" (la richiesta di non esaminare la legge articolo per articolo e procedere a scrutinio segreto), chiesta da Lega e FdI. Affossata, quindi, la legge che prevedeva le misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per sesso, genere o disabilità. La discussione sul tema potrà ripartire in commissione non prima di sei mesi con un nuovo testo. 

A favore della "tagliola", 154 senatori, 131 i contrari e due astenuti. La votazione, avvenuta a scrutinio segreto, è stata accolta da un applauso. Il disegno di legge contro l'omotransfobia era stato approvato dalla Camera il 4 novembre 2020.

 

Senato (Foto Archivio Ansa)
Senato (Foto Archivio Ansa)

 

IL COMMENTO DELLA LEGA

«Sconfitta l'arroganza di Letta e dei 5Stelle: hanno detto di no a tutte le proposte di mediazione, comprese quelle formulate dal Santo Padre, dalle associazioni e da molte famiglie, e hanno affossato il Ddl Zan. Ora ripartiamo dalla proposte della Lega: combattere le discriminazioni lasciando fuori i bambini, la libertà di educazione, la teoria gender e i reati di opinione» dice il leader della Lega Matteo Salvini.

 

I COMMENTI DI  PD e M5s

«Hanno voluto fermare il futuro. Hanno voluto riportare l'Italia indietro. Sì, oggi hanno vinto loro e i loro inguacchi, al Senato. Ma il Paese è da un'altra parte. E presto si vedrà. #DdlZan». Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta

«Sul ddl Zan registriamo un passaggio a vuoto su un percorso di civiltà e di contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza per l'orientamento sessuale. Chi oggi gioisce per questo sabotaggio dovrebbe rendere conto al Paese che su questi temi ha già dimostrato di essere più avanti delle aule parlamentari». Così in un post il presidente del M5s Giuseppe Conte.

 

Alessandro Zan lascia la sede del Pd (Foto Ansa)
Alessandro Zan lascia la sede del Pd (Foto Ansa)

 

LA PRESIDENTE DEL SENATO

«La mia decisione, per quanto legittimo contestare, perché si tratta di interpretazione, ha delle solide fondamenta di carattere giuridico». La presidente Elisabetta Casellati ha motivato così in Senato la decisione di accogliere la richiesta di voto a scrutinio segreto sulla cosiddetta "tagliola" che prevede il non passaggio agli articoli al ddl Zan. «Io sono stata chiamata esclusivamente a giudicare sulla votazione segreta - spiega - che è una questione puramente giuridica, infatti ho citato il regolamento e i precedenti che mi hanno indotto alla concessione del voto a scrutinio segreto».