Terremoto

I morti sono 291
In corso i funerali
delle vittime marchigiane

Proseguono le ricerche di persone sotto le macerie
Proseguono le ricerche di persone sotto le macerie
Terremoto, Amatrice dall'alto. Prima e dopo

ore 18 È morto un uomo ricoverato presso l’ospedale di Perugia e proveniente da Arquata, quindi sale a 291 il bilancio delle vittime del terremoto del centro Italia. Lo rende noto la Protezione Civile, sulla base dei dati comunicati dalle Prefetture di Rieti e Ascoli Piceno. Questo il dettaglio: 230 morti ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 50 ad Arquata del Tronto.

 

ore 11.30 È iniziata nella palestra comunale di Ascoli Piceno la cerimonia per i funerali solenni di 35 delle 49 vittime marchigiane del sisma del 24 agosto. Alle esequie, celebrate dal vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole, sono presenti tra gli altri il capo dello Stato, Sergio Mattarella, i presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, e il presidente del Consiglio Matteo Renzi. «Ci uniamo ai nostri fratelli di Accumoli e Amatrice, perchè siamo una sola famiglia», ha detto monsignor D’Ercole aprendo la messa.

 

«Il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il centro Italia è salito a 290». È l’ultimo aggiornamento fornito dalla Protezione Civile sui dati della Prefettura di Rieti. «Duecentotrenta persone hanno perso la vita ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 49 ad Arquato».

 

Domani ad Ascoli Piceno, si svolgeranno i funerali solenni delle vittime del terremoto del Comune di Arquata del Tronto. Le esequie, celebrate dal Vescovo Mons. Giovanni D’Ercole nella palestra adiacente all’ospedale ’Mazzonì, alla presenza delle massime autorità dello Stato, si svolgeranno alle ore 11,30. Lo ha reso noto Palazzo Chigi. In concomitanza col rito, il Presidente del Consiglio ha proclamato una giornata di lutto nazionale con l’esposizione di bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici dell’intero territorio italiano. Mattarella, che sarà presente, con il premier Renzi, alle esequie ad Ascoli visiterà domani mattina alcune delle aree colpite dal sisma nel Lazio, tra cui Amatrice. Un messaggio di cordoglio è stato inviato dal re thailandese Bhumibol Adulyadej.

 

Il bilancio delle vittime del Sisma in Centro Italia, aggiornato dal Dipartimento della Protezione Civile, è di 278 morti.

 

È salito a 250 morti il bilancio ufficiale provvisorio delle vittime del devastante terremoto di magnitudo 6 che ha colpito ieri il Centro Italia. In particolare si contano 204 morti nel Reatino e 46 nell’Ascolano, secondo gli ultimi dati di prefetture e Protezione civile. Mentre tra le macerie si è continuato a scavare senza sosta, nelle tendopoli e nei centri di accoglienza allestiti tra Lazio e Marche è trascorsa la prima notte dopo il terremoto. «Una notte normale», come l’ha definita Gianni Scamuffa, responsabile del campo di Pescara del Tronto, frazione di Arquata in provincia di Ascoli Piceno. Nel centro marchigiano sono stati oltre un centinaio coloro che hanno scelto le strutture messe a disposizione dalla Protezione civile. Altri hanno invece dormito nel palazzetto di Amatrice o nelle tende portate ad Accumoli.

 

NUOVA SCOSSA NEL POMERIGGIO. Una nuova scossa di 4.3 ha provocato altri crolli attorno alle 14.40 di oggi ad Amatrice. Il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime del Sisma in Centro Italia, aggiornato dal Dipartimento della Protezione Civile, è di 241 morti e non di 247 come comunicato precedentemente. La Prefettura di Ascoli ha rivisto il dato per la zona di Arquata riducendolo da 57 a 46 deceduti. Ma Curcio teme un bilancio finale peggiore di quello de L’Aquila. Nell’area di Amatrice e Accumuli il numero sale invece da 190 a 195. I Vigili del Fuoco hanno estratto vive dalle macerie 215 persone grazie all’opera dei 2.027 uomini e 400 mezzi nella zona. Nell’area del reatino ’ci sono stati 200 salvataggi, e sono al momento impiegati 639 uomini e 270 mezzì; nell’area delle Marche 15 salvataggi, con 388 uomini in campo. Tramite il programma satellitare Ue Copernico, come richiesto dalle autorità italiane, sono state fornite nove mappe satellitari delle zone di Amatrice e Accumuli, con dettagli specifici per la valutazione dei danni. Dopo una squadra di sei vigili del fuoco vaticani, partita ieri, papa Francesco ha inviato oggi anche una squadra di sei agenti della Gendarmeria nelle zone colpite dal sisma per partecipare alle operazioni di soccorso alle vittime.

 

GLI SFOLLATI. Si stanno organizzando per cercare di recuperare i loro effetti personali dalle case danneggiate o distrutte dal terremoto gli sfollati ospiti del campo di Pescara del Tronto. Lo fanno cercando di mettersi d’accordo tra loro davanti alle tende. «Devo prendere quello che rimane da casa dei miei genitori a Capodacqua» dice Giovanna. Mancano in particolare vestiti e medicinali ma anche documenti. «La notte è andata bene e abbiamo riposato ma siamo senza niente» ha detto Emidia un’altra degli ospiti. «Devo tornare in casa - ha aggiunto - per recuperare medicine e documenti. Ho passato qui la notte mentre mio marito non ha voluto abbandonare casa». 

 

GLI AIUTI. Poste Italiane, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, ha istituito un conto corrente attivo già da oggi per le donazioni a favore degli abitanti dei centri gravemente danneggiati dal terremoto. Il conto corrente è intestato «Poste Italiane con Croce Rossa Italiana - Sisma del 24 agosto 2016»; il codice IBAN del conto corrente è IT38R0760103000000000900050. Poste Italiane, inoltre, d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, ha attivato attraverso l’operatore telefonico Poste Mobile la numerazione solidale 45500 per la raccolta fondi. Tutti i clienti PosteMobile possono donare 2 euro tramite l’invio di un SMS. In queste ore, conclude la nota, Poste Italiane sta lavorando in stretta collaborazione con la Protezione Civile e le altre istituzioni per assicurare la continuità dei servizi postali e finanziari ai cittadini dei comuni colpiti. I tecnici di Poste Italiane sono impegnati a verificare l’efficienza delle strutture e delle tecnologie nelle regioni interessate dal sisma per ripristinarne la piena funzionalità con la massima rapidità.

 

GLI SCIACALLI. Soccorritori e forze dell’ordine segnalano il moltiplicarsi di episodi di sciacallaggio nel comune di Arquata, e in particolare nella frazione di Pescara del Tronto spazzata via dal terremoto di ieri. Secondo i soccorritori, in molti casi, si sono verificati episodi già nel corso della prima notte del sisma. Mentre stamani i carabinieri hanno intensificato i controlli in tutta l’area, dove lo stato della distruzione facilita il compito degli sciacalli.

 

I SOCCORSI. Sono oltre 5.400 gli uomini in campo che in questo momento stanno prestando assistenza nei luoghi colpiti ieri dal terremoto. Lo ha riferito la responsabile dell’ufficio emergenze della Protezione civile, Titti Postiglione, nel primo briefing della giornata presso la sede centrale della struttura. Nello specifico, sono mille le unità delle forze di polizia, 1.060 i vigili del fuoco, 400 gli appartenenti alle forze armate e più di tremila tra volontari e appartenenti ad associazioni e organizzazioni locali delle tre regioni interessata dal sisma.

 

L'HOTEL ROMA. «La situazione dell’Hotel Roma si è risolta. Sono riuscito a parlare a mezzanotte con i proprietari, che erano in ospedale, e alla fine è emerso che all’Hotel Roma alloggiavano 32 persone, non 80 come si pensava all’inizio. Ne hanno tirate fuori 4, ora potrebbero essercene altri 2. Il resto o sono morti o sono feriti». Lo ha detto Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice a Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.

 

L'APPELLO DI SLOW FOOD. Inserire nei menù per almeno un anno la pasta all’amatriciana, piatto simbolo della città colpita dal terremoto. E’ l’appello lanciato da Slow Food ai ristoratori di tutto il mondo dopo il terribile sisma che ha colpito il Centro Italia. Per ogni amatriciana consumata verranno devoluti due euro per la ricostruzione, uno donato dal ristoratore, uno dal cliente. I fondi raccolti grazie alla campagna di solidarietà, denominata «Un futuro per Amatrice», saranno poi direttamente versati al Comune di Amatrice. «In tutto il mondo attraverso questo piatto simbolo della storia gastronomica di Amatrice -ha spiegato Carlo Petrini, presidente di Terra Madre e Slow Food- speriamo di poter diffondere anche i valori di solidarietà e condivisione propri della cultura contadina da cui nasce».  «Aderiamo alle iniziative spontanee nate in queste ore in Italia e -ha sottolineato Petrini- rilanciamo, chiamando in causa i ristoratori di tutto il mondo per un anno intero. Speriamo in questo modo -ha affermato- che l’attenzione non svanisca e vada oltre l’onda emotiva del momento: superiamo l’emergenza e iniziamo già da oggi la ricostruzione. Chi ha vissuto questo dramma -ha concluso il presidente di Terra Madre e Slow Food- deve poter ritrovare la normalità il prima possibile, i fondi destinati devono essere durevoli e la raccolta costante». Intanto, nell’immediato, l’invito è di scegliere i prodotti alimentari e agricoli che arrivano dalle aree colpite per sostenere l’economia locale. La rete internazionale di Slow Food si è già messa all’opera per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere quante più adesioni possibili.

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