La conferenza stampa

Green Pass e vaccini, ecco che cosa cambia. Draghi: «Prudenza per preservare la normalità. Vogliamo un Natale diverso dal 2020»

Conferenza stampa del presidente Draghi

AGGIORNAMENTO ORE 18.40 Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, illustra il nuovo decreto in conferenza stampa con i ministri degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, e della Salute, Roberto Speranza. «La situazione italiana oggi è sotto controllo - ha detto Draghi - la campagna vaccinale è stata un successo notevole e la situazione è migliore che in altri Paesi. Occorre chiedersi quali sono gli eventuali rischi. Nei Paesi confinanti la situazione è grave, da noi è in lieve ma costante peggioramento e non siamo ancora nella pienezza dell'inverno. Inoltre la copertura vaccinale del ciclo comincia ad affievolirsi». 

«I nostri ricordi vanno ai morti, alla caduta dell’8% dell’economia, vanno alle attività chiuse, ai ragazzi in dad e non sono stati bene, alcuni di loro stanno ancora soffrendo, e soprattutto i ricordi della povertà. Quest’anno gli italiani hanno reagito, ora vogliamo conservare questa normalità, non vogliamo rischi». 

Vaccini ai bambini: «È un tema all’attenzione, stiamo aspettando pronuncia dell’Ema, ma abbiamo deciso di iniziare campagna di comunicazione perché ci possono essere resistenze sulla vaccinazione per i bambini».

Il ministro Speranza: «Il messaggio di fondo è un rafforzamento del Green pass per evitare chiusure e riduzioni di capienze, proviamo ad avere disciplina più rigida ma bilanciamo questo col ridurre le restrizioni».

«Nel decreto ci sono 4 ambiti affrontati: l’obbligo che è già vigente per alcune categorie e lo estendiamo a ulteriore categorie: al personale non sanitario che lavora nel resto del comparto salute, alle forze dell’ordine e ai militari, e a tutto il personale scolastico. L’estensione dell’obbligo interesserà anche la terza dose». «Da oggi è possibile avere il richiamo a 5 mesi e ci apprestiamo a una ulteriore modifica: dal primo dicembre allargheremo la platea anagrafica della dose di richiamo. Dal primo dicembre sarà possibile la dose richiamo sopra i 18 anni». 

«L'utilizzo del Green Pass viene esteso agli alberghi, al trasporto ferroviario regionale e pubblico locale, esteso a tutte le attività sportive anche all'aperto. La validità del Green pass passa da 12 a 9 mesi». «Il Green pass rafforzato, ovvero derivato da guarigione o vaccino, varrà dal 6 dicembre al 15 gennaio anche in zona bianca. Ma il Green pass rafforzato eviterà restrizioni anche in zona gialla o arancione».  «Ci sarà un rafforzamento dei controlli, ed i comitati di sicurezza per l’ordine pubblico costruiranno piani per i controlli con relazioni settimanali al ministero». 

«Con tutta probabilità nei prossimi giorni ci sarà un aggiornamento delle regole di viaggio dell’Unione Europea - ha aggiunto Speranza-. Noi leggeremo con grandissima attenzione gli esiti di questo confronto europeo e poi valuteremo se adeguare le nostre misure. Voglio ricordare che le misure vigenti nel nostro Paese sono misure comunque piuttosto robuste e tra quelle più significative tra i Paesi europei e del mondo».
 

«Il decreto punta ad evitare qualsiasi interruzione della ripresa ed a tenere aperto il Paese. Non vogliamo tornare al lockdown ed ai ristori, ma sostenere l’economia in questo mese particolarmente importante, con il Natale e la stagione sciistica». Così il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini dopo l’approvazione del decreto sul super green pass. «Il momento è delicato e non dobbiamo concedere vantaggi al virus», ha aggiunto.

Covid e inflazione. Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri, spiega che le due cose non sono necessariamente legate tra loro ma che comunque - l’inflazione - «è in parte causata dalla forte crescita del paese» oltre che «da fattori esterni quali la difficoltà di approvvigionamento delle materie prime fondamentali e di materiali maggiormente utilizzati». Ci sono poi, ha aggiunto Draghi, «aumenti del prezzo di generi di più largo consumo come i generi alimentari. Per alcune di queste voci, ad esempio le forniture di materiali fondamentali, l’aumento dipende dal fatto che tutti i paesi sono "rimbalzati" e che la domanda mondiale è aumentata. Ci sono "strozzature" - ha spiegato - ma gli esperti dicono che tenderanno a diminuire». «C'è però - ha osservato - l’aumento del prezzo dell’energia e questo dipende perché il gas è molto aumentato. Anche qui le previsioni dicono che forse non continuerà ad aumentare l’anno prossimo ma su questo il governo ha già preso provvedimenti da 3 mld per alleggerire il carico sulle bollette».

ORE 17.45 Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, ha dato il via libera al decreto che rafforza le misure anti Covid con il Super Green pass. Il provvedimento è stato varato all’unanimità. 

In pratica, dal 6 dicembre al 15 gennaio almeno, per accedere a bar e ristoranti al chiuso, palestre, impianti sportivi, cinema, teatri, discoteche, spettacoli, feste e cerimonie pubbliche servirà (anche in zona bianca) un green pass frutto di vaccinazione o di guarigione.

Come riporta l'Ansa, il Green pass (ma in questo caso derivante anche da tampone) servirà anche per viaggiare su qualunque mezzo pubblico.

Per gli under 12 invece non ci sarà obbligo di green pass, nemmeno quando arriverà i via libera alla vaccinazione per bambini e ragazzi tra i 5 e gli 11 anni. 

Non è stata ancora confermata l'introduzione dell'obbligo vaccinale per alcune categorie come insegnanti e forze dell’ordine.

 

ORE 17 - Il super green pass dovrebbe valere in zona bianca solo per il periodo delle feste natalizie e dunque circa un mese a partire dal 6 dicembre. È quanto avrebbe spiegato il governo nella riunione con Regioni, Province e Comuni sottolineando però che la data non è ancora decisa, dipenderà dall’andamento della curva epidemiologica e sarà oggetto di discussione in Consiglio dei ministri. In zona gialla e arancione, invece, dovrebbe rimanere anche oltre la fine delle festività.

 

Per gli under 12 non ci sarà obbligo di green pass, nemmeno quando arriverà i via libera alla vaccinazione per bambini e ragazzi tra i 5 e gli 11 anni. È quanto emerso alla cabina di regia sulle nuove misure per arginare la quarta ondata Covid, nel corso della quale sarebbe stato esclusa ogni ipotesi di estensione della certificazione verde in questo senso.

 

ORE 12.30 - È in corso la cabina di regia del governo sulle nuove regole. Le misure dovrebbero arrivare nel Consiglio dei ministri convocato per le 15.30.

Alla riunione, presieduta da Mario Draghi, prendono parte i capi delegazione di maggioranza: Giancarlo Giorgetti (Lega), Stefano Patuanelli (M5s), Dario Franceschini (Pd), Maria Stella Gelmini (Fi), Roberto Speranza (Leu), Elena Bonetti (Iv). Sono presenti anche il coordinatore del Cts Franco Locatelli e il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro.

Il super Green pass, valido solo per chi sia vaccinato o guarito dal Covid, dovrebbe entrare in vigore dal 6 dicembre e valere già dalla zona bianca. È l'orientamento che emerge dalla cabina di regia, secondo quanto riferiscono diverse fonti. Non scatteranno più le chiusure delle attività invece nelle regioni in zona gialla o arancione, ma gli accessi saranno limitati ai soli possessori del Super Green pass, quindi i non vaccinati o guariti dal Covid saranno limitati nell’accesso al bar, ristorante o in palestra e avranno limitazioni anche negli spostamenti. Non cambieranno le regole in zona rossa, quindi le limitazioni agli spostamenti e le chiusure scatteranno per tutti, anche se vaccinati.

Le Regioni sono in pressing per chiedere misure più stringenti a partire dalle mascherine all'aperto. L’obbligo di mascherine all'aperto però dovrebbe scattare in zona gialla, senza eccezioni per i vaccinati o guariti dal Covid.

Per quanto riguarda l'obbligo di vaccino dovrebbe scattare anche per gli insegnanti e le forze dell’ordine, mentre sarà confermato per personale sanitario e delle rsa, con estensione alla terza dose. Dovrebbe entrare in vigore dal 15 dicembre.

 

ORE 7 - Arriva la stretta per contenere la quarta ondata del Covid: nelle prossime ore il Consiglio dei ministri varerà il decreto con le misure per evitare nuove chiusure, che con il Natale alle porte bloccherebbero la ripresa economica dell'Italia e darebbero un colpo mortale al turismo invernale, e per impedire che con l'aumento dei casi il sistema ospedaliero torni in sofferenza.

Un intervento la cui necessità trova conferma nei dati dell'Agenas: in 8 regioni sale la percentuale dei posti letto occupati nei reparti ordinari dai pazienti Covid e in 6 aumenta quella delle terapie intensive, con il Friuli Venzia Giulia che, con l'incidenza di 317 ogni 100mila abitanti, le rianimazioni al 15% e i ricoveri al 17%, ha superato tutti i parametri che fanno scattare la zona gialla.

I tecnici di palazzo Chigi e dei ministeri stanno scrivendo il provvedimento ma l'impianto di base è delineato, con il presidente del Consiglio Mario Draghi che sarebbe ormai determinato a seguire il modello tedesco delle 2G, vale a dire il doppio binario per il certificato verde: un super green pass per vaccinati e guariti, che potranno accedere a ristoranti, cinema, teatri, piscine, palestre, stadi, e un pass per chi ha scelto di non immunizzarsi, ottenibile con un tampone antigenico o molecolare, che consentirà di accedere solo ai luoghi di lavoro e ai servizi essenziali come supermercati e farmacie, oltre che a treni ed aerei.

«Non ci possiamo più permettere - dice il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini - di tornare alla stagione dei lockdown e dei ristori».

Una linea condivisa da quasi tutti i presidenti di Regione - alle critiche del governatore delle Marche Francesco Acquaroli si sono aggiunte quello del presidente dell'Abruzzo Marco Marsilio secondo il quale «è inefficace e crea false aspettative» - e dalla maggioranza dei ministri, da Speranza a Franceschini, da Bonetti a Brunetta.

«Chi non vuole vaccinarsi - ribadisce il titolare della Pubblica Amministrazione - dovrà fare casa e lavoro perché altrimenti metterebbe in pericolo gli altri». Non si sono finora pronunciati i ministri leghisti e lo stesso Matteo Salvini, al termine dell'incontro con i governatori del Carroccio, ha mantenuto una posizione attendista, senza però dire no alla stretta e ribadendo il suo «secco no» al green pass per gli under 12 anni. «Si lavora con il governo con buonsenso, per evitare chiusure, eccessive complicazioni per gli italiani e messaggi allarmistici». Non tutto però è deciso e la cabina di regia della maggioranza che precederà il Consiglio dei ministri dovrà sciogliere sostanzialmente due nodi: da quando scattano le nuove misure e a partire da quale fascia di colore si applica il super green pass. Per quanto riguarda l'entrata in vigore, due sono le date sul tavolo: lunedì 29 novembre, quindi lunedì prossimo, o il primo fine settimana di dicembre. In entrambi i casi, comunque, le misure sarebbero già operative per la festa dell'Immacolata, con milioni di italiani che in quei giorni si sposteranno nelle località sciistiche. Quanto alle fasce in cui si applicherà il super green pass, l'ala rigorista del governo e buona parte delle Regioni vorrebbe che scattasse fin dalla zona bianca.

In sostanza, il doppio binario dovrebbe esserci a prescindere dalla situazione in cui si trova la Regione. Altri governatori e parte del governo ritengono invece che le misure debbano scattare dalla zona gialla. In ogni caso servirà una modifica della norma sul sistema dei colori per 'legarla' al super green pass, altrimenti al superamento di determinati parametri le limitazioni scatterebbero comunque. Sarà Draghi a fare la sintesi delle diverse posizioni.

Sarebbero stati invece tutti sciolti i nodi politici sulle altre due misure che verranno introdotte con il decreto: la riduzione della durata del green pass, che passerà da 12 a 9 mesi, e l'introduzione dell'obbligo della terza dose per i sanitari e il personale che lavora nelle Residenze sanitarie assistite. Non ci dovrebbero quindi essere almeno per il momento né l'obbligo vaccinale per altre categorie, a partire da quelle più a contatto con il pubblico (forze di polizia, dipendenti della pubblica amministrazione e professori), né una riduzione della durata dei tamponi antigenici da 48 a 24 ore e dei test molecolari da 72 a 48 ore, interventi entrambi di cui si discute da giorni nella comunità scientifica. Quanto all'obbligo della mascherina all'aperto, dovrebbe rimanere a partire dalla zona gialla, anche se a livello locale governatori e sindaci si stanno già muovendo: lo ha deciso l'Alto Adige, la ha stabilito il sindaco di Padova per il centro storico della città e lo sta valutando il primo cittadino di Firenze Dario Nardella.

Matteo Guidelli