Italia

Farmaci letali a due pazienti Covid, arrestato primario del pronto soccorso

Il primario del pronto soccorso di Montichiari (Brescia), Carlo Mosca, è stato arrestato e posto ai domiciliari dai Carabinieri del Nas: è sospettato di omicidio per aver intenzionalmente somministrato a pazienti affetti dal Covid-19 farmaci ad effetto anestetico e bloccante neuromuscolare, causando la morte di due di loro durante la cosiddetta prima ondata pandemica. I militari hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Brescia.

 

I fatti risalgono allo scorso mese di marzo, momento in cui la pandemia esplodeva e l'elevato numero di contagi andava a ripercuotersi sulle strutture ospedaliere, intasandole. Mediante il supporto di accertamenti tecnici di medicina legale, le attività investigative hanno consentito di analizzare le cartelle cliniche di numerosi pazienti deceduti in quel periodo per Covid-19, riscontrando in alcuni casi un repentino, e non facilmente spiegabile, aggravamento delle condizioni di salute.

Alcune salme sono state esumate per essere sottoposte ad indagini di natura autoptica e tossicologica. Le indagini hanno rilevato la presenza di un farmaco anestetico e miorilassante comunemente usato nelle procedure di intubazione e sedazione del malato che, se utilizzato al di fuori di specifici procedure e dosaggi, può determinare la morte del paziente. Peraltro, nelle cartelle cliniche dei deceduti oggetto di verifica non compare la somministrazione di quei medicinali (indicata invece nelle cartelle di pazienti poi effettivamente intubati) tanto da ipotizzare a carico dell'indagato anche il reato di falso in atto pubblico.

 

I due pazienti morti all’ospedale di Montichiari nella prima ondata del Covid a marzo e che secondo la Procura di Brescia sono decedute a causa del farmaco somministrato dal dottor Carlo Mosca, avevano 61 e 80 anni. La Procura di Brescia ha individuato due professionisti veneti come consulenti tecnici per approfondire l’indagine sulle due salme riesumate: si tratta del medico legale veneziano Antonello Cirnelli, consulente in molte inchieste delle procure del Nordest, e della dottoressa Donata Favretto, chimica, responsabile del laboratorio di medicina legale dell’Università di Padova. Le indagini hanno rilevato presenza di farmaci anestetici miorilassanti comunemente usati nelle procedure di intubazione e sedazione, si tratta di sostanze che se utilizzate al di fuori di specifici procedure e dosaggi, possono determinare la morte del paziente. Compito dei due professionisti veneti è stabilire il nesso di causa-effetto tra i farmaci e la causa del decesso di due pazienti.