Catcalling: Garante Lombarda, ci sono distinzioni d'obbligo

Aldrovandi, elemento anagrafico e sporadicità possono incidere
(ANSA) - MILANO, 08 APR - Il catcalling, ossia le molestie verbali rivolte alle donne lungo la strada o in luoghi pubblici, "è un fenomeno sicuramente tanto dilagante quanto fastidioso per chi lo subisce, ma alcune distinzioni sono d'obbligo". Parte da questo la Garante per la tutela delle vittime di reato di Regione Lombardia, Elisabetta Aldrovandi, nel sottolineare che è "necessario distinguere se si parla di una ragazza minorenne o molto giovane o di una donna adulta, perché ovviamente l'elemento anagrafico può incidere sulla percezione delle parole rivolte". "Inoltre - secondo la Garante -, va compreso se le molestie consistono in un episodio sporadico, come può essere un fischio o un apprezzamento estemporaneo, o in una serie di condotte ripetute in sequenza ravvicinata che portano la donna a sentirsi in pericolo". "Così come fa molta differenza se il catcalling consiste in un complimento, seppure non richiesto, piuttosto che in una frase a sfondo sessuale o sessista volgare e offensiva" prosegue Adrovandi. "Queste distinzioni sono fondamentali, per evitare di dare eccessiva importanza a condotte sporadiche e di lievissimo disvalore giuridico, e conferire invece il giusto peso a situazioni più gravi, che inducono la destinataria di queste molestie a sentirsi vittima di un reato" conclude la Garante. (ANSA).
YRA-MF