Il dramma

Alluvione nelle Marche, a mani nude nel fango per ritrovare Mattia. Il papà: «Voglio credere che sia vivo»

Un'altra notte di ricerche senza esito. Si cercano Brunella Chiù, 56 anni, e il piccolo Mattia, 8 anni. Genitori dei bambini davanti a scuola: «un dramma, non lo hanno trovato»
Prosegue la ricerca dei dispersi nelle Marche (Foto Soccorso Alpino)
Prosegue la ricerca dei dispersi nelle Marche (Foto Soccorso Alpino)
Prosegue la ricerca dei dispersi nelle Marche (Foto Soccorso Alpino)
Prosegue la ricerca dei dispersi nelle Marche (Foto Soccorso Alpino)

È stato trovato lo zainetto da scuola di Mattia, il bambino di 8 anni, dopo una notte di ricerche senza esito per le due persone disperse durante l’ondata di maltempo che la notte del 15 settembre ha colpito il Senigalliese, in provincia di Ancona: Mattia, strappato dalle braccia della madre dall’ondata di acqua e fango dopo che erano usciti dalla loro automobile nel territorio di Castelleone di Suasa, e una donna di 56 anni, Brunella Chiù. Restano 11 le vittime accertate sinora, tra Pianello di Ostra, Senigallia, Barbara, Trecastelli, Serra de' Conti, Rosora.

Trovato lo zainetto di Mattia, il bimbo di 8 anni disperso

Lo zainetto, che è stato riconosciuto dai familiari, è stato rinvenuto a circa 8 chilometri di distanza dal punto in cui il bimbo era stato travolto dall'acqua, che lo aveva strappato dalle braccia della madre, lungo strada tra Ripalta di Arcevia e Castelleone di Suasa. Tuttavia, la posizione potrebbe non essere indicativa del punto in cui si potrebbe trovarsi il bimbo.

«Il ritrovamento dello zaino di Mattia? Una stilettata, un fulmine a ciel sereno» ha detto Tiziano Luconi, padre del piccolo che sta costantemente sul luogo delle ricerche, tra Castelleone di Suasa e Barbara (Ancona) dove abita: «Spero di ritrovarlo magari svenuto, nascosto perchè si è impaurito ed è fuggito da qualche parte, io continuerò sempre, tornerò in quell'inferno ma lo trovo vivo».

Si cerca Mattia, i genitori dei compagni di scuola: «Ci mettiamo nelle mani del Signore»

«Un dramma», «Mattia amato da tutti, non lo hanno ancora trovato», «ci mettiamo nelle mani del Signore» ma «non possiamo dire niente». Si respirano il dolore e la tensione, davanti alla Primaria "Lorenzo Bettini" di San Lorenzo in Campo (Pesaro Urbino), paesino di 3.200 abitanti, ma nella discrezione assoluta per non far trapelare sensazioni negative e la tristezza del momento molto difficile sui bimbi che tornano in aula in un mattino soleggiato. Alle 7.55 suona la campanella ma Mattia, 8 anni, che frequenta la III A, non c’è: la furia del fiume Nevola lo ha inghiottito la sera del 15 settembre, mentre era con la madre Silvia, in auto sulla strada che collega Ripalta di Arcevia (Ancona) alla Corinaldese. Lo cercano da 3 giorni, scavando a mani nude nel fango; alle ricerche partecipa anche il papà Tiziano.

Fuori da scuola e dentro la Primaria, così come nel Comprensivo "Binotti" di Pergola di cui fa parte il plesso, non c’è alcuna voglia di parlare anche se tutti sono «vicini» alla famiglia del bimbo disperso. A pochi metri di distanza, in viale Regina Margherita, ci sono la Primaria Bettini, la secondaria di primo grado Alighieri, e il centro per l’Infanzia Peter Pan. Alla "Bettini" insegnanti e personale accolgono sorridenti i bambini che entrano alla spicciolata, accompagnati dai genitori fino alla cancellata esterna di metallo. «Non possiamo dire nulla, ci sono minori» ci dice la responsabile del plesso, mentre chiude la porta d’ingresso. «Un dramma», le parole di una madre che ricorda Mattia sin da quando la figlia frequentava lo stesso centro per l’Infanzia: «è amato da tutti, non so che dire». «Non lo hanno trovato», osserva una ragazza come a lasciare spazio a una flebile speranza; «Ci mettiamo nelle mani del Signore», la chiosa di una mamma.

 

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Il papà di Mattia: «Voglio credere che sia vivo»

«Voglio credere che Mattia sia vivo, magari si è aggrappato a una pianta»: a dirlo all'Ansa è Tiziano Luconi, il papà del bambino di 8 anni ancora tra i dispersi dell'alluvione che ha colpito le Marche. «In tre giorni ho dormito tre ore, sono distrutto, ma devo trovare Mattia», racconta al telefono il padre che intanto partecipa alle ricerche.  «Mattia è il mio gnometto speciale, noi stiamo sempre insieme», racconta Tiziano che manda un «ringraziamento speciale a vigili del fuoco, forze di polizia e volontari». «La forza per andare - conclude - me la dà solo la speranza e la voglia di credere con tutto me stesso che Mattia sia vivo».