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«A scuola anche il sabato e la domenica». Presidi e docenti bocciano la proposta

Una protesta degli studenti a Vicenza (Colorfoto)
Una protesta degli studenti a Vicenza (Colorfoto)

«Sulla possibilità di scaglionare, con gli ovvi limiti di ragionevolezza, gli orari di ingresso a scuola ci siamo già espressi più volte favorevolmente. Il discorso, in linea di massima, va circoscritto agli istituti superiori delle quattordici città metropolitane per i quali possiamo pensare di posticipare l’ingresso alle ore 9.15. La condizione è che i mezzi di trasporto vengano conseguentemente riorganizzati per permettere agli studenti di arrivare a scuola e poi di rientrare a casa. Non dobbiamo dimenticare che moltissimi studenti affrontano spostamenti che durano oltre un’ora. Anche per questo ritengo irrealistico pensare di allungare la settimana scolastica anche alla domenica mentre il sabato, per moltissimi istituti, è già giornata di lezione». Così il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, rispondendo, senza citarla, alle proposte lanciate alla ministra dei Trasporti Paola De Micheli, che in un'intervista a Repubblica aveva detto: «Credo sia necessario fare lezioni in presenza anche il sabato». La domenica? «Siamo in emergenza e bisogna far cadere ogni tabù. Anche gli orari delle attività produttive dovranno essere cadenzati».

 

Dure critiche da parte dei sindacati. «Ancora una proposta estemporanea per dire che non sono in grado di aprire le scuole e trovare un responsabile», il commento di Pino Turi, numero uno della Uil Scuola. «Se il governo ha un piano - spiega - una programmazione per la scuola, la deve mettere al centro e non adeguarla a questa o quella esigenza. La scuola è il solito vaso di Creta tra i vasi di ferro. Bisognerebbe capire con quali docenti e quali risorse si vuole aprire la domenica e se le famiglie siano state interpellate anche perché le scuole il sabato sono già aperte e funzionanti. È il caso di uscire dagli spot e preparare un programma da discutere e confrontare con le forze vitali del Paese. E non si dica che i docenti sono contrari: programmino, decidano e ci chiamino, noi abbiamo proposto anche la rimodulazione del calendario scolastico». «Adesso, qualche altro genio, presumibilmente per non apparire seconda a nessuno, ha ipotizzato la nefanda ipotesi di apertura degli istituti scolastici anche il sabato pomeriggio e la domenica. Una follia allo stato puro», attacca Ornella Cuzzupi, segretario Nazionale Ugl Scuola.

 

Boccia la proposta anche il ministro e capodelegazione del Movimento 5stelle, Alfonso Bonafede: «In un momento come questo è del tutto inopportuno pensare di tenere aperte le scuole anche la domenica. Le famiglie stanno già sopportando sacrifici enormi, sarebbe davvero fuori luogo mandare gli studenti fra i banchi perfino in un giorno festivo».

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