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Veneto

Omicidio di Sara Buratin, è del compagno il corpo recuperato nel fiume

Attese risposte dall'autopsia effettuata sul corpo della donna per accertare la dinamica dell'agguato avvenuto martedì a Bovolenta (Padova). I vigili del fuoco hanno recuperato dal Bacchiglione anche il furgone

Aggiornamento sabato 2 marzo

È stato recuperato questa mattina, 2 marzo, dai vigili del fuoco il furgone inabissatosi nel fiume Bacchiglione a Bovolenta. Giovedì scorso era avvenuto il recupero dell’uomo, Alberto Pittarello da parte dei sommozzatori. Il furgone dopo essere stato agganciato dai sommozzatori dei vigili del fuoco di Venezia è stato issato con l’autogrù e posizionato in strada, dove è stato preso in consegna dall’autorità giudiziaria. Le operazioni di recupero sono terminate alle 13.

Bovolenta, il recupero del furgone

Venerdì 1 marzo 

È stata scritta la parola fine sul femminicidio di Sara Buratin, la 41enne uccisa con una ventina di coltellate nella casa della mamma, martedì scorso, a Bovolenta (Padova). Il suo compagno, Alberto Pittarello, principale indiziato dell'omicidio, si è ucciso, lanciandosi con il suo furgoncino Nissan nel fiume Bacchiglione, a Ca' Molin, poco lontano da dove era avvenuto il massacro della donna. Il corpo è stato recuperato dai vigili del fuoco ieri, 29 febbraio, nel tardo pomeriggio. E poco più tardi, in obitorio, c'è stato il riconoscimento da parte dei familiari.

A Padova, oggi l'autopsia sul corpo di Sara. L'esame autoptico, affidato al medico legale Barbara Bonvicini, potrà chiarire se effettivamente, dopo i primi due fendenti alla base del collo, l'uomo abbia infierito su Sara, già morente, con quasi una ventina di altre coltellate. La donna era stata aggredita alle spalle, ma una ferita profonda sarebbe stata inferta dall'assassino, forse come come sfregio anche all'addome della vittima. 

Il femminicidio di Sara Buratin, il corpo del compagno recuperato nel fiume

L'automezzo si era inabissato in un punto dove l'argine è privo di guardrail, senza nessun ostacolo tra la strada e il fiume. La piena del Bacchiglione, con il pericolo dei detriti trasportati dalla corrente, aveva impedito ai sommozzatori, nei giorni scorsi, di andare oltre l'individuazione del furgone, a 7-8 metri di profondità.

Un fascicolo giudiziario, quello per omicidio aperto dal pm Sergio Dini, destinato ad essere chiuso, per morte del reo. Dai primi accertamenti, non sarebbero state riscontare ferite sul cadavere, e l'ipotesi più accreditata è che l'uomo sia deceduto per annegamento. Sarà comunque l'autopsia a chiarire la causa della morte.

Una coppia in crisi?

Intanto si scava nella vita di Sara e Alberto, per capire cosa può aver fatto scattare il piano omicida dell'uomo. I due erano in crisi, da una decina di giorni la donna, insieme alla figlia, era tornata ad abitare nella casa della mamma, sempre a Bovolenta. Lei lavorava come assistente di sedia in uno studio dentistico; martedì era il suo giorno di riposo. E proprio martedì, particolare che fa pensare alla premeditazione, Alberto aveva preso un giorno di ferie.

La ricostruzione dell'omicidio

Con la scusa di portare col furgone uno scooter come regalo per la figlia, si era presentato nella casa della mamma di Sara, che aveva chiamato poco prima al telefono. La donna era intanto uscita per fare alcune commissioni. Alberto si è trovato quindi a tu per tu con Sara: l'agguato è scattato nel cortile sul retro, dove c'è una rimessa: mentre la moglie lo accompagnava verso il garage - è la ricostruzione - l'uomo avrebbe estratto un coltello da escursionismo, avventandosi sulla moglie, di spalle, colpendola con due fendenti fatali alla base del collo, ed infierendo con la lama molte altre volte sulla schiena.


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Giovedì 29 febbraio

È stato recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco il corpo di un uomo all’interno di un furgone inabissatosi due giorni fa nel fiume Bacchiglione, a Bovolenta, nel padovano.

I sommozzatori, hanno effettuato l’immersione con un sistema ombelicale denominato Siacs (Sistema Immersione Alimentato e Controllato dalla Superficie). Dopo aver raggiunto il furgone ed effettuato un ancoraggio del mezzo, l’hanno ispezionato rivenendo un corpo.

Bovolenta, l'intervento dei VVFF

La salma è stata recuperata e portata  in superficie a disposizione dell’autorità giudiziaria, intorno alle 16:15. Il medico legale ne ha constatato il decesso.

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Il corpo sarebbe quello di Alberto Pittarello, ex compagno della 41enne uccisa a Bovolenta (Padova) Sara Buratin. Il cadavere è stato recuperato e portato a riva del fiume Bacchiglione, da dove i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno estratto il furgone inabissatosi due giorni fa, giorno dell’uccisione della moglie. 

Da confermare che si tratti proprio dell'uomo su cui si concentrano i sospetti del femminicidio.

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