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Il caso

Strage di Erba, Olindo e Rosa di nuovo in aula. L'accusa: «Revisione? Grande bluff». Decisione rinviata al 16 aprile

A Brescia la prima udienza per la revisione del processo: la coppia era stata condannata all'ergastolo. Presente anche Marzouk che nella strage perse moglie e figlio
Processo Olindo e Rosa

ORE 15.40 Udienza rinviata ad aprile

La lunga giornata si conclude con il rinvio dell'udienza al 16 aprile. In particolare è stata la difesa a chiedere il rinvio per rispondere adeguatamente al pg e all'avvocato generale. Quel giorno, quindi, inizierà a parlare   la difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi nel processo in cui si discutono le istanze di revisione del loro ergastolo per la strage di Erba

 

ORE 15 Il difensore della famiglia Castagna: «Olindo e Rosa sono colpevoli» 

«Olindo e Rosa Bazzi sono colpevoli, almeno oggi si dica fine a questa vergogna». Lo ha detto Massimo Campa, difensore di parte civile della famiglia Castagna, ricordando che, ad averlo confermato sono stati «ventisei giudici». «Siamo stati diffamati, aggravando il dolore di chi ha visto uccidere le persone che amava: tanti ne abbiamo portati a giudizio, compresi i leoni da tastiera - ha detto -. Il nuovo non esiste, è commedia dell'arte, ma drammatica». 

Giuseppe Castagna al telefono: «Le parole di Azouz sono offensive»

Giuseppe Castagna, parente di tre delle vittime della strage di Erba, contattato questa mattina al telefono ha criticato le parole di Azouz Marzouk, marito di sua sorella Raffaella, uccisa con il figlio Youssef. Castagna ha definito l'affermazione di Azouz Marzouk «sto facendo questa lotta per tutti», «offensiva per le vittime ma anche per noi che in questi anni abbiamo difeso la verità».

«Azouz in tutta la sua vita, prima e dopo la strage ha sempre e solo lottato per se stesso - ha aggiunto -. Prima ha lasciato sola Raffaella ad affrontare i vicini e a difendere suo figlio, dopo ha lottato per monetizzare al meglio il suo status di vittima».

 

ORE 14 Parla la difesa: «Azouz è molto scosso»

«È indiscutibile che in un modo o nell'altro il delitto possa fare riferimento al mondo di Azouz, che è un fatto nuovo». Il mondo è quello dello spaccio. Lo ha spiegato uno dei legali di Azouz Marzouk. Luca D'Auria in una pausa dell'udienza che si sta svolgendo a Brescia per decidere sull'istanza dei legali di riaprire il processo sulla strage, avvenuta l'11 dicembre 2006, chiuso con la condanna all'ergastolo dei coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi. «È qui per capire. È qui per capire come vittima, come uno che cerca la verità ed è molto scosso».

 

ORE 13 L'avvocato di Stato dichiara la richiesta di revisione «inammissibile»

Secondo l'avvocato dello Stato Domenico Chiaro, «la Procura di Milano avrebbe anche potuto non trasmettere» l'istanza del sostituto procuratore Cuno Tarfusser sulla revisione del processo per la strage di Erba, invece ha creato «un unicum nella storia giudiziaria». La richiesta di Tarfusser «è inammissibile».

 

ORE 12,30 Il pg Rispoli: «Olindo lo si vuole far passare per uno stupido ma non lo è»

«Olindo è tutt'altro che uno stupido, non significa nulla che faccia l'operatore ecologico», lo sottolinea il pg di Brescia Guido Rispoli riferendosi alla capacità dell'imputato di nascondere le prove del delitto. «Lo si vuole far passare come un minus habens ma non lo è in alcun modo».

 

ORE 12 Ancora folla di "curiosi" all'esterno del tribunale

Nonostante l'udienza sia iniziata da più di un'ora, decine di persone aspettano ancora sotto la pioggia di poter entrare in tribunale a Brescia per partecipare alla discussione dell'istanza di revisione del processo per la Strage di Erba. Tra il pubblico vincono proprio gli innocentisti. Al momento nell'aula dove è in corso l'udienza ci sono classi di studenti e semplici curiosi che si sono accaparrati i 43 posti a disposizione del pubblico.

Rosa e Olindo sono tenuti nella gabbia dell'aula dopo che hanno chiesto di non essere ripresi dalle telecamere ammesse dal presidente della Corte. Mostrare le foto dell'appartamento di Raffaella Castagna dopo il massacro dell'11 dicembre del 2006. Una scelta che il procuratore generale di Brescia Guido Rispoli «giustifica» per spiegare l'illogicità di sostenere certe vie di fuga da parte degli aggressori della strage.

 

ORE 11,30 Parola al pg di Brescia Guido Rispoli

Secondo il pg di Brescia Guido Rispoli e contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa, «non c'era nessun aggressore in casa, e Valeria Cherubini in stato di incoscienza per il colpo subito, era salita nella sua casa, la sua tana per rifugiarsi», dove morì, come detto dal consulente in primo grado. Rispoli ha contestato che nelle consulenze scientifiche sulla scena del delitto della difesa della criminologa Roberta Bruzzone siano state usate metodologie che all'epoca dei fatti non esistevano. «Le macchie si sangue e la scena del crimine sono elementi già in possesso dei giudici precedenti ed erano già stati analizzati compiutamente».

«L'ammissione delle prove - spiega Rispoli - deve avere una funzione demolitoria di una condanna granitica e in questo caso riaperto in modo abbastanza anomalo, non ci sono prove che non siano già passate al vaglio degli inquirenti». Un regolamento della criminalità organizzata è «assolutamente inverosimile» per spiegare la strage di Erba secondo il pg di Brescia Guido Rispoli che, nel suo intervento sta contestando tutti gli elementi portati dalla difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi a favore della revisione della condanna all'ergastolo.

«Devo fuggire da secondo piano, vado a mettermi in una corte chiusa, con la macchina lontano; le armi: spranghe e un coltellino di piccolo cabotaggio. Poi uccidere un bambino, per quale motivo?». «Mando a fare una cosa di questo genere per un ergastolo infamante come lo sono tutti, ma questo ancor di più?», ha chiesto il magistrato che ha ricordato come in un'intercettazione dell'ordinanza di custodia cautelare che portò in carcere il marito di Raffaella e padre di Youssef, due delle vittime, Azouz Marzouk, l'uomo dopo l'eccidio non mostrerà alcuna preoccupazione per sé stesso: «Sono i giorni più belli della mia vita», disse a bordo di un'auto con altre due persone qualche mese dopo la strage.

 

ORE 10,30 Parla l'avvocato dello Stato

«Non è vero che le prove che incastrano Olindo e Rosa sono solo tre. Tre sono quelle principali e macroscopiche, ma sono supportate da un satellite di altri indizi che completano un quadro e lo rendono schiacciante». A parlare è l'avvocato di Stato ricordano «le ecchimosi di Olindo, le ferite sulle mani di Rosa, le lesioni inferte sui cadaveri da una mano sinistra con più forza rispetto a quelle inferte con la destra (Rosa è mancina, ndr), il contatore della luce staccato, una intercettazione in cui Olindo impone a Rosa di non parlare dell'omicidio in casa facendo intendere che sanno di poter essere intercettati». 

 

ORE 9,30 Olindo e Rosa arrivano in aula ma chiedono di non essere ripresi

L'udienza è iniziata. I coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, arrivati in aula scortati dagli agenti della polizia penitenziaria, hanno chiesto non essere ripresi dalle telecamere in aula. Il giudice si è riservato di decidere ma nel frattempo nell’aula assegnata alla stampa non arriva il segnale video.

 

ORE 9 Azouz Marzouk entra in Tribunale fiducioso

Tra decine di giornalisti si fa spazio Azouz Marzouk, marito e padre di due delle vittime della strage di Erba. «Sono emozionato, oggi possiamo avere la nostra rivincita. Inizialmente pensavo che Olindo e Rosa fossero colpevoli, ora credo che non è stata fatta giustizia. Oggi possono riparare», dichiara ai giornalisti sottolineando che «la pista della droga è quella che tutti vogliono far credere, ma mi danneggia visto che mi sto trasferendo in Italia. Credo non sia stata fatta giustizia e ora spetta ai giudici farla». 

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ORE 8,30 La fila per entrare e assistere all'udienza

Decine di persone, fin dalle prime ore del mattino, si sono radunate davanti all'ingresso del Tribunale di Brescia (ancora chiuso) in attesa della sua apertura per poter assistere all'udienza in Corte d'Appello che dovrà decidere della richiesta di revisione del processo per la strage di Erba. Olindo e Rosa, in carcere da 17 anni, oggi hanno rispettivamente 62 e 60 anni e sono stati condannati all’ergastolo in tre gradi di giudizio.

Un'attenzione mediatica per l’udienza altissima e attesa, tanto che si è deciso di chiudere l’ingresso ai primi 43 "curiosi" che entreranno in tribunale mentre la stampa dovrà accontentarsi di «stanze riservate» su cui il dibattimento sarà proiettato via schermo televisivo.

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