VVB Per La Vita

25.11.2019

Fondazione Otb

L'incoraggiamento a rendere pubblico l'impegno nel sociale arrivò oltre dieci anni fa dal Dalai Lama, durante un viaggio aereo in cui la guida spirituale del buddismo tibetano gli sedeva accanto. Quelle parole, per Renzo Rosso, furono fonte di ispirazione a tal punto che, qualche tempo dopo, il fondatore di Diesel e presidente del Gruppo Otb diede vita alla Only The Brave Foundation. Era il 2008 e, da allora, l'organizzazione no-profit ha sostenuto oltre 250 progetti con un obiettivo: lottare contro le disuguaglianze sociali e contribuire allo sviluppo sostenibile di persone e aree svantaggiate. Dove? In ogni parte del mondo, per rispondere alla vocazione globale della holding cui la fondazione è legata (galassia che comprende i marchi Diesel, Maison Margiela, Marni, Amiri, Viktor&Rolf, Staff International, Brave Kid), ma con un'attenzione particolare alle emergenze "sotto casa", come nel caso delle iniziative promosse per il ripristino dei boschi dell'Altopiano devastati dalla tempesta Vaia. Giorno per giorno la fondazione, che vive dei contributi di ognuna delle aziende del Gruppo e di donazioni esterne, ha costruito la propria identità anche sulla corrispondenza, fino all'ultimo centesimo, tra quanto raccolto e quanto dirottato sui progetti destinatari degli aiuti. «Ho realizzato le basi di Otb Foundation su pochi criteri importanti - sono le parole di Rosso sul sito web - uno dei quali è il fatto che i suoi costi operativi devono essere il più vicino possibile allo zero. Il mio sogno è che questo diventi il modo di operare in qualsiasi fondazione e iniziativa filantropica in tutto il mondo». Come questo concetto si traduca nella realtà quotidiana, lo spiega la vicepresidente della fondazione, Arianna Alessi: «Tutti i dipartimenti del Gruppo mettono a disposizione le proprie competenze. Ci avvaliamo della struttura, a tutti i livelli, dall'ufficio marketing e comunicazione fino ai direttori creativi delle maison che, ad esempio, tre anni fa hanno disegnato alcune borse poi realizzate in più pezzi da un gruppo di donne nigeriane di una onlus veronese. Le creazioni in seguito sono state vendute su una piattaforma on line per sostenere il percorso di inclusione sociale di queste signore». Piccoli e grandi traguardi: «Da buoni veneti - riprende Alessi - abbiamo bisogno che i progetti in cui investiamo abbiano un impatto sociale diretto, che siano sostenibile nel vero senso della parola. Devono essere iniziative in grado di andare avanti con le proprie gambe e di durare nel tempo». Nel 2019 sono già una ventina i fronti sui quali la fondazione si è battuta, anche con l'aiuto di personalità del mondo della musica, dell'arte e dello spettacolo.

Laura Pilastro
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