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Loretta Pavan

La bici per sconfiggere il male

di Sara Marangon
Loretta Pavan in sella alla sua bicicletta durante una delle sue imprese su due ruote
Loretta Pavan in sella alla sua bicicletta durante una delle sue imprese su due ruote
Loretta Pavan in sella alla sua bicicletta durante una delle sue imprese su due ruote
Loretta Pavan in sella alla sua bicicletta durante una delle sue imprese su due ruote

Quanto e come può cambiare la vita di una donna dopo la scoperta di avere un cancro al seno? A raccontare la sua risposta, che poi coincide anche con l’inizio della sua seconda vita, sarà Loretta Pavan. La vicentina di 58 anni sarà infatti ospite negli studi di Tva durante “La diretta del cuore”, maratona benefica in programma domenica prossima e pensata con lo scopo di aiutare cinque associazioni di volontariato della nostra città, tra cui anche la Lega italiana per la lotta contro i tumori. «Era il 2006 quando, durante una visita di routine, mi venne diagnosticata la malattia. Avevo già perso due sorelle di cancro».

Sono queste le prime parole di Loretta Pavan. Parole dure, come le 24 ore che ha vissuto dopo quella terribile notizia. «Ho pensato di farla finita, poi ho messo in fila due ragionamenti che mi hanno salvato la vita - prosegue -. Il primo è che la scienza doveva aver fatto dei passi avanti, il secondo è che avrei dato l’ennesimo, immenso, dolore a mia madre e ai figli di mia sorella. Non potevo permetterlo quindi ho scelto di lottare». Nella sua strada Loretta Pavan ha incontrato l’oncologa Gulisano dell’ospedale San Bortolo di Vicenza e il professor Veronesi che l’ha operata a Milano.

«Tornata a casa ho ricominciato a lavorare nella mia azienda gestendo clienti e dipendenti - racconta -. Finché un giorno, circa un anno e mezzo dopo l’intervento, sono crollata psicologicamente. Ricordo benissimo quando la dottoressa Gulisano mi chiese se volevo più bene a me stessa o alla mia attività. Non sono più andata in azienda, ma a casa e non avevo idea di cosa fare. Dopo un primo momento di sbandamento ho imparato a gestirmi e ho capito quanto fosse bello trascorrere del tempo in famiglia con il mio compagno e i figli di mia sorella. Finché degli amici mi chiesero di andare a fare un giro in bici».

Era il 2008 quando Loretta Pavan salì in sella e partì da Dueville, per bersi un caffè a Marostica. L’entusiasmo fu tanto che decise di fare del ciclismo la sua cura contro il cancro e della malattia la sua forza per non mollare mai. Conosciuto Giorgio Munari e il mondo delle lunghe distanze, noto in gergo come randonnée, la vicentina ne ha fatta di strada, ma si sta allenando, ora, ad affrontare l’ennesima sfida. Dopo la Parigi-Brest-Parigi (1.200 chilometri con 12.000 metri di dislivello in 78 ore), la Pinerolo-Barcellona-Pinerolo (1.600 chilometri con 20.000 metri di dislivello in 145 ore) e “NorthCape 4000” con 10 Nazioni e 4.400 chilometri, Loretta Pavan sta preparando per luglio 2020 “Europa senza confini” in autonomia: 14 Nazioni con 8.500 chilometri, 70.000 metri di dislivello in 40 giorni, sempre con l’amico Munari. Partenza da Arco (in provincia di Verona) il 25 luglio 2020, arrivo in piazza dei Signori a Vicenza dopo oltre un mese. Al motto di “Mai mollare, ce la posso fare!” Loretta Pavan pedalerà anche a favore degli “Amici del 5° Piano”, ovvero un gruppo di volontari con l’obiettivo di sostenere i malati oncologici, gli ex malati e i loro familiari.

«Quello che cerco di trasmettere alle persone è che dalla malattia si può uscirne - chiude -. La bici mi ha restituito la vita: pedalando ho infatti ripreso a respirare a pieni polmoni e a incanalare l’energia. Spero quindi che la mia storia possa servire a tutti coloro che si sentono di non avere più la forza di combattere, perché dal buio si può raggiungere la luce». Francesca Peretti ha anche scritto un libro sulla vita di Loretta Pavan dal titolo “Il cuore sulla maglia”. Un volume che ha come obiettivo raccogliere fondi per gli “Amici del 5° Piano”.