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Mimmo Di Carlo

Campione di calcio e di bontà

di Francesco Guiotto
L'allenatore del Vicenza, Mimmo Di Carlo
L'allenatore del Vicenza, Mimmo Di Carlo
L'allenatore del Vicenza, Mimmo Di Carlo
L'allenatore del Vicenza, Mimmo Di Carlo

Non ce ne voglia Lorella Cuccarini, che un celebre spot televisivo di qualche anno fa definiva “la più amata dagli italiani”. A Vicenza e dintorni, per centinaia di migliaia di tifosi biancorossi appassionati, il più amato è per distacco l’attuale allenatore del Lane, Domenico “Mimmo” Di Carlo, che l’8 dicembre sarà ospite della “Diretta del cuore” su Tva. Un affetto profondo, che l’ex mediano di Cassino si è meritato prima di tutto in nove campionati e 268 partite: partendo dalla serie C che lo vide vestire per la prima volta la maglia biancorossa nel 1990, Di Carlo approdò con i compagni prima in serie B, poi in A, per giungere fino alla conquista della Coppa Italia del 1997 e alla semifinale di Coppa delle Coppe del 1998, mettendo sempre in campo un cuore straordinario. E poi c’è quel contratto firmato in bianco nell’estate del 1995, quando pur di rimanere a Vicenza e poter così esordire in serie A con la maglia biancorossa Di Carlo concesse alla società di stabilire liberamente il suo compenso: «Quei colori per me erano diventati gli unici possibili – ha raccontato -. I soldi a quel punto diventavano l’aspetto meno rilevante».


CUORE BIANCOROSSO
Un vero cuore biancorosso, insomma, che non ha mai smesso di battere, nemmeno quando Mimmo ha chiuso la carriera da calciatore giocando gli ultimi scampoli tra Lecce e Livorno. Casa sua è sempre rimasta a Vicenza, dove è restato ad abitare con la moglie e le figlie anche quando la sua brillante carriera di allenatore cominciata a Mantova è proseguita tra Parma, Verona, Genova, Livorno, Cesena, La Spezia, Novara. «Tanto lo so che, prima o poi, si verranno a creare le condizioni perché io diventi l’allenatore del Lane…», ripeteva come un mantra ad ogni intervista. E il sogno è diventato realtà l’estate scorsa, quando Di Carlo, reduce dalla serie A alla guida del Chievo, ha deciso di sposare l’ambizioso progetto di Renzo Rosso per riportare in alto il Vicenza, provando a guidare subito i biancorossi nella difficile risalita dalla serie C alla B. 

 

CUORE D’ORO
Generoso e disponibile in campo, generoso e disponibile anche fuori dal rettangolo verde. Negli anni Di Carlo ha sempre partecipato con entusiasmo a tante iniziative benefiche. Particolarmente emozionante quella del 2008, quando assieme all’ex compagno e amico di una vita Fabio Viviani e con le rispettive famiglie si è recato in Perù per avviare un importante progetto di sostegno ai bambini di una favela: «Un’esperienza che ricordo con affetto e commozione, umanamente splendida – dice -. Abbiamo consentito a un centinaio di bimbi con le loro mamme di arrivare ad autosostentarsi attraverso la creazione di una pizzeria popolare e di nuove strutture e servizi. La cosa importante è che oggi, a distanza di tanti anni, quei bimbi sono cresciuti, sono giovanotti che stanno bene e ancora ci mandano i loro saluti e ringraziamenti». Per Di Carlo, quindi, è stato naturale ricevere l’“assist” di “Insieme per la vita”: «Da vicentino a tutti gli effetti, sono associazioni che conosco bene e so quanto riescano concretamente a migliorare la vita di tante persone che ne hanno davvero bisogno – osserva l’allenatore biancorosso -. Per me è naturale e doveroso mettermi in gioco al loro servizio anche in questa occasione: insieme cerchiamo di segnare il più bello dei gol, quello della solidarietà. Noi daremo il calcio d’inizio, ma è un gioco che va continuato per tutto l’anno, non per un giorno solo: sono certo che il grande cuore dei vicentini ancora una volta si farà sentire e risponderà alla grande».