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PMI competitive ma preoccupano i costi

Mariano Rigotto
Mariano Rigotto

Sono indicazioni tutto sommato confortanti quelle che emergono dalla più recente indagine flash condotta da apindustria Confimi Vicenza sulle proprie imprese associate, e proprio da questo elemento di positività inizia l’analisi di Mariano Rigotto, presidente dell’associazione: «Le risposte degli imprenditori confermano ancora una volta la grande forza del nostro tessuto imprenditoriale. Con l’eccezione del tessile-abbigliamento, per il quale il periodo di crisi continua, la generalità delle imprese prevede una crescita per il 2021 e tra loro c’è un buon 15-20% che ritiene possibile un incremento di fatturato addirittura rispetto ai risultati del 2019, prima dello scoppio della pandemia. Del resto il nuovo anno è partito bene, con un’importante raccolta di ordini già nel mese di gennaio».

Quali conseguenze per le ultime restrizioni introdotte?

«Sicuramente ci saranno delle ripercussioni, soprattutto per il mercato nazionale, che per la verità già da metà febbraio aveva dato dei segnali di rallentamento. I mercati internazionali, invece, continuano a trainare la domanda. In Europa in particolare la Germania ci sta garantendo un buon flusso di ordini, soprattutto per il settore meccanico, ma anche per l’industria conciaria. È fuori dall’UE però che possiamo attenderci risultati notevoli: Stati Uniti, ma anche Cina, Giappone e taiwan».

Tutto bene, quindi?

«Niente affatto. purtroppo oltre alla pandemia le nostre imprese devono affrontare un’altra emergenza. Mi riferisco all’incremento generalizzato del costo delle materie prime, che dura ormai dalla fine dello scorso anno. Su questo tema, recentemente come associazione ci siamo confrontati anche con aDaCI, l’associazione Italiana acquisti e Supply Management, e purtroppo le previsioni non lasciano intravedere una soluzione a breve, con un assestamento ipotizzabile solo per fine anno. Il fenomeno è causato sia da una repentina ripresa della domanda mondiale, sia da azioni di tipo speculativo».

Come impatta sulle Pmi?

«Le colpisce in modo particolarmente duro, anche perché in questo momento, con la crisi non ancora superata, è molto difficile ribaltare l’aumento dei costi sui clienti. Questo porta ad un’ulteriore erosione della marginalità in un momento che sappiamo essere già molto difficile. tanto più che le nostre aziende devono affrontare anche un’altra voce di costo andata fuori scala: quella dei trasporti. Spedire un container da Shanghai a Venezia prima della pandemia costava 1.500 euro, oggi 5.000, e questo naturalmente penalizza particolarmente le nostre imprese, che hanno una forte vocazione all’internazionalizzazione». 

Nel frattempo è partita la campagna di vaccinazione.

«E le nostre aziende come sempre sono pronte a fare la loro parte. Come Confimi Veneto abbiamo partecipato a tutti i tutti i tavoli regionali sulla vaccinazione in azienda, siamo stati i primi a esporci sulla possibilità di farle nei luoghi di lavoro, dando la disponibilità anche ad assumerci una parte degli oneri, perché è importante mettere in sicurezza tutti i nostri collaboratori, non solo quelli che hanno necessità di viaggiare per lavoro. a livello regionale e provinciale già la settimana scorsa abbiamo inviato a tutte le nostre imprese associate un questionario per raccogliere le loro disponibilità, mappando il numero e la posizione delle aziende che per le loro caratteristiche potrebbero essere idonee a ospitare le vaccinazioni. Devo dire che la sensibilità e la disponibilità sul tema è stata davvero grande: in 24 ore sono arrivate oltre 200 risposte».

Quali gli ambiti di impegno prioritari come associazione?

«Sicuramente l’innovazione, perché le aziende devono approfittare di un momento di ritmi forzatamente rallentati per prepararsi ad affrontare nel modo migliore la ripresa e questo sarà possibile solo puntando appunto sull’innovazione, tanto nei prodotti quanto nei processi. per questo motivo già dal mese di gennaio abbiamo organizzato una serie di incontri online di approfondimento sulle più diverse tematiche, rivolti a tutti gli imprenditori».