Registro delle Imprese

Nel 2020 perse 1.706 unità locali

Vicenza nel 2020 ha “perso” 1.706 unità locali: il dato, fornito dal Registro delle Imprese della Camera di Commercio, la dice lunga sulle difficoltà vissute lo scorso anno dal tessuto economico provinciale. più in dettaglio, sono in calo sia le sedi (- 2,1%) sia le unità locali con sede in provincia (- 0,4%); l’unico dato positivo riguarda il lieve incremento delle unità locali delle imprese vicentine fuori provincia (+1,3%, pari a +79 unità).

I settori

Dando uno sguardo ai settori, nel 2020 si notano ulteriori segni negativi proprio negli ambiti trainanti per l’economia locale. La numerosità delle unità locali vicentine infatti è in calo nel manifatturiero: - 2,3%, per un’incidenza del 17,0% di questo settore sul totale dei settori produttivi, mentre la riduzione è meno consistente in Veneto, con -1,5%, ma con un’incidenza del manifatturiero più bassa rispetto al vicentino (12,3%). Il calo segna poi -2,1% nelle costruzioni in provincia di Vicenza (con incidenza del 12,1%). anche in questo caso la diminuzione a livello regionale è maggiormente contenuta (- 0,4% e un’incidenza simile a quella vicentina). La riduzione più consistente a Vicenza si riscontra però nel commercio, con -2,7% e una perdita di 640 unità locali, in un settore che copre il 23,0% delle unità locali beriche. In Veneto, con pari consistenza, l’indebolimento nel commercio è di - 1,4%. In calo anche i servizi di alloggio e ristorazione, -1,3% e incidenza del 6,3%, mentre a livello regionale questo dato risulta stabile rispetto al 2019). appare tuttavia meno pronunciata rispetto al passato la riduzione per l’agricoltura (-0,5% e un’incidenza dell’8,7%; -0,9% in Veneto per una quota ben maggiore: 11,7%). Fra gli altri settori, aumentano invece le unità locali vicentine delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,6%, che in Veneto però crescono di più: +2,3%) e delle attività finanziarie (+1,3%, dato simile fra Veneto e Vicenza). Sempre a livello regionale, la situazione degli altri settori appare leggermente più rosea, sebbene non interamente positiva. Le attività immobiliari venete ad esempio, che a Vicenza sono stabili, segnano un +0,8%, mentre le attività di noleggio e servizi alle imprese denotano un incremento del +2,1%. Nel manifatturiero berico cedono poi quasi tutte le divisioni. In modo particolare, si riducono la fabbricazione di prodotti in metallo (-3,4%) e l’abbigliamento (-4,1%). Riduzioni anche per la fabbricazione degli articoli in pelle (-3,5%), la fabbricazione di macchinari (-3,7%) e le altre industrie manifatturiere (-3,3%). In controtendenza la riparazione, manutenzione ed installazione di macchine (+6,3%) e le industrie alimentari (+1,8%).

Più società di capitali, meno imprese individuali

Nell’ambito delle forme giuridiche, prosegue la corsa delle società di capitali vicentine: 9 anni fa il peso della tipologia di impresa più evoluta e strutturata era del 26,1%, mentre ora si attesta al 32,0% del totale delle classi di natura giuridica delle imprese. Il dato è superiore a quello nazionale, che si ferma a 29,5%, mentre era al 22,7% nel 2011. La tipologia giuridica più diffusa nel vicentino resta però l’impresa individuale, che conta per il 46,8% del totale. Questa quota appare tuttavia in progressiva erosione, infatti le imprese individuali beriche nel 2011 comprendevano più della metà del totale (51,0%). La riduzione vicentina delle imprese individuali appare maggiormente pronunciata rispetto al dato nazionale: infatti, in Italia le imprese individuali del 2011 ammontavano al 55,1%, mentre ora contano per il 51,5%. Seguono poi nel vicentino le società di persone, in calo anch’esse dal 21,2% del 2011 al 19,5% del 2020. Le quote delle altre forme, sia a livello italiano sia locale, rimangono stabili.