In Italia e in Europa

Aspettando tutti la ripresa

Anche a livello nazionale naturalmente il quadro economico - sia quello del 2021, sia le prospettive per il 2021 - appare inesorabilmente dipendente dall’andamento della pandemia, come evidenzia anche la Banca d’Italia nel suo più recente bollettino.

In Europa

più in dettaglio, nell'area dell'euro gli effetti della pandemia sull'attività economica e sui prezzi si prefigurano più protratti di quanto precedentemente ipotizzato. Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha ampliato e prolungato lo stimolo monetario, per assicurare condizioni di finanziamento favorevoli a tutti i settori per tutto il tempo che sarà richiesto a garantire il pieno sostegno all'economia e all'inflazione; è pronto a ricalibrare ancora i suoi strumenti se sarà necessario.

In italia

In Italia la crescita superiore alle attese nel terzo trimestre dello scorso anno ha evidenziato una forte capacità di ripresa dell'economia. La seconda ondata pandemica, come negli altri paesi dell'area, ha tuttavia determinato ulteriori criticità. Come noto, inoltre, la situazione è tutt’altro che uniforme: il calo dell'attività è stato pronunciato nei servizi e marginale nella manifattura. Nonostante tutti questi fattori di difficoltà, non sono mancati comunque alcuni indicatori favorevoli lo scorso anno: in particolare nel terzo trimestre del 2020 il recupero delle esportazioni italiane di beni e servizi è stato molto significativo, ben superiore a quello registrato dal commercio mondiale; in autunno è proseguito ma con meno vigore. Negli ultimi mesi dello scorso anno sono ripresi gli afflussi di capitali e gli acquisti di titoli pubblici italiani da parte di non residenti. 

Le famiglie

Nel terzo trimestre la spesa delle famiglie, dopo la forte contrazione nella prima metà dell’anno, è cresciuta del 12,4 per cento rispetto al periodo precedente, con un aumento diffuso a tutte le componenti e particolarmente marcato per gli acquisti di beni durevoli. anche il reddito disponibile in termini reali ha segnato un forte recupero (+6,6 per cento rispetto al trimestre precedente), pur rimanendo al di sotto dei livelli precedenti la pandemia. La propensione al risparmio è calata significativamente, ma è rimasta elevata (al 14,6 per cento), riflettendo sia motivazioni precauzionali di natura economica, sia la rinuncia a effettuare alcune spese per evitare il conta

I prezzi

La variazione dei prezzi al consumo è rimasta negativa, rispecchiando l'andamento dei prezzi nei settori dei servizi più colpiti dalla crisi, la cui dinamica continua a risentire della debolezza della domanda. Le aspettative di inflazione degli analisti e delle imprese prefigurano ancora valori molto contenuti nei prossimi dodici mesi.

I mercati finanziari

Nonostante tutto, nelle ultime settimane l’avio della campagna di vaccinazione, l'ulteriore sostegno monetario e di bilancio e il risolversi dell'incertezza legata alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti hanno rafforzato l'ottimismo degli operatori sui mercati finanziari all'estero e in Italia. Il differenziale di rendimento tra i titoli pubblici italiani e tedeschi sulla scadenza decennale permane su livelli inferiori a quelli osservati prima dell'emergenza sanitaria. I mercati finanziari restano tuttavia sensibili agli sviluppi della pandemia.

Il credito

Le banche italiane - sottolinea la Banca d’Italia - hanno continuato a soddisfare la domanda di fondi da parte delle imprese. Le condizioni di offerta si sono mantenute nel complesso distese grazie al perdurare del sostegno proveniente dalla politica monetaria e dalle garanzie pubbliche. Il costo della provvista obbligazionaria delle banche si è ulteriormente ridotto e i tassi sui prestiti a imprese e famiglie sono rimasti su livelli contenuti.

Da primavera la crescita

per quanto riguarda la ripresa, la Banca d’Italia stima un'espansione del pIL attualmente valutabile nel 3,5% in media quest'anno, nel 3,8 il prossimo e nel 2,3 nel 2023, quando si recupererebbero i livelli precedenti la crisi pandemica. Gli investimenti riprenderebbero a crescere a ritmi sostenuti, beneficiando delle misure di stimolo, e sarebbe considerevole la ripresa delle esportazioni; quella dei consumi sarebbe invece più graduale, con un riassorbimento solo parziale della maggiore propensione al risparmio osservata dall'insorgere dell'epidemia. L'inflazione rimarrebbe bassa anche nel corso di quest'anno, per poi salire solo gradualmente nel biennio 2022-23. tuttavia, la possibilità di conseguire questi ritmi di incremento del prodotto presuppone che si manifestino appieno gli effetti espansivi degli interventi (ancora in corso di definizione) previsti nell'ambito dell’Unione Europea; che le misure di sostegno evitino che il maggiore indebitamento delle imprese abbia ripercussioni negative sulla stabilità finanziaria; che non tornino a peggiorare i timori sull'evoluzione dell'epidemia. La crescita potrebbe per contro essere più elevata nell'ipotesi di un più rapido progresso nel controllo dei contagi.