Confartigianato

Misure urgenti per le piccole imprese

L'analisi del presidente provinciale Gianluca Cavion
By Athesis Studio

S.O.S bollette: con aumenti anche del 400% non c’è da meravigliarsi, e le previsioni per l’inverno rendono il quadro ancora più preoccupante. Il fenomeno è monitorato con estrema attenzione da Confartigianato Imprese Vicenza, come spiega il presidente Gianluca Cavion: «Alcune imprese cercano di tenere fermo il prezzo, ma è una situazione molto difficile: del resto i contratti già sottoscritti, quando le condizioni erano ben diverse, non si possono modificare. Ma per il futuro diventa molto difficile programmare in queste condizioni: oggi prendere nuove commesse rappresenta un rischio. Anche chi opera con il consumatore finale fatica: non è pensabile cambiare i prezzi continuamente. Ci stiamo avvicinando alla soglia di costo sopportabile, oltre la quale semplicemente non è più conveniente lavorare per tutte quelle attività che non possono ribaltare sui clienti i maggiori costi. Fino a che punto potremo assorbire ulteriori rincari dell’energia e per quanto tempo? Sono questi gli interrogativi che si pongono oggi gli imprenditori. E attenzione: se le imprese si fermano, ricorrendo alla cassa integrazione, i lavoratori si troverebbero con mensilità decurtate proprio in un momento di picco di inflazione come non si vedeva da anni. Occorre agire». In che modo? «Come Confartigianato abbiamo chiesto al Governo di aumentare il credito d’imposta delle bollette al 50%, qualcosa è stato fatto ma non abbastanza in particolare per le piccole imprese. È indispensabile un tetto europeo al prezzo del gas. E per evitare il ripetersi di situazioni simili in futuro, occorrerebbe ridurre la fiscalità per le aziende che autoproducono l’energia, come forma di premialità, accelerare la creazione delle comunità energetiche e rendere strutturali le politiche a sostegno dell’efficienza energetica: sono tutte misure ormai urgenti e sulle quali siamo già in ritardo. Ora in campagna elettorale se ne parla molto, ma fino a un mese fa nessuno sembrava voler affrontare il tema».

 

La campagna elettorale è il momento delle promesse: quali sono le altre richieste delle piccole imprese?

«Rimane fortissima la necessità di un’autentica semplificazione, che deve nascere da concetto che la legislazione deve essere a misura di piccola impresa, perché il 99% delle attività in Italia sono appunto piccole imprese che devono essere messe nelle condizioni di competere senza dedicare troppo tempo alla burocrazia. Analogamente anche la revisione del sistema fiscale deve partire dalle piccole imprese: oggi un imprenditore artigiano che raggiunge un utile di 100 mila euro si trova con un netto di circa 30 mila euro, poco più di un dipendente. Così si disincentiva il fare impresa. Sempre a misura di piccola impresa deve essere anche l’accesso al credito, con strumenti ad hoc, e per una maggiore consapevolezza sui temi finanziari come Associazione abbiamo attivati diversi percorsi di formazione negli ultimi anni e continueremo a farlo. Un altro tema di cui sente parlare poco in campagna elettorale è l’innovazione: le politiche a sostegno dell’Industria 4.0 devono essere stabili, non soggette a revisione con aumenti anche del 400% non c’è da meravigliarsi, e le previsioni per l’inverno rendono il quadro ancora più preoccupante. Il fenomeno è monitorato con estrema attenzione da Confartigianato Imprese Vicenza, come spiega il presidente Gianluca Cavion: «Alcune imprese cercano di tenere fermo il prezzo, ma è una situazione molto difficile: del resto i contratti già sottoscritti, quando le condizioni erano ben diverse, non si possono modificare. Ma per il futuro diventa molto difficile programmare in queste condizioni: oggi prendere nuove commesse rappresenta un rischio. Anche chi opera con il consumatore finale fatica: non è pensabile cambiare i prezzi continuamente. Ci stiamo avvicinando alla soglia di costo sopportabile, oltre la quale semplicemente non è più conveniente lavorare per tutte quelle attività che non possono ribaltare sui clienti i maggiori costi. Fino a che punto potremo assorbire ulteriori rincari dell’energia e per quanto tempo? Sono questi gli interrogativi che si pongono oggi gli imprenditori. E attenzione: se le imprese si fermano, ricorrendo alla cassa integrazione, i lavoratori si troverebbero con mensilità decurtate proprio in un momento di picco di inflazione come non si vedeva da anni. Occorre agire».

In che modo?

«Come Confartigianato abbiamo chiesto al Governo di aumentare il credito d’imposta delle bollette al 50%, qualcosa è stato fatto ma non abbastanza in particolare per le piccole imprese. È indispensabile un tetto europeo al prezzo del gas. E per evitare il ripetersi di situazioni simili in futuro, occorrerebbe ridurre la fiscalità per le aziende che autoproducono ogni anno, perché le imprese pianificano almeno a medio termine».

Fa notizia la carenza di molte figure professionali.

«Occorre investire maggiormente sull’apprendistato, che deve essere decontribuito non solo per il primo anno, ma almeno per tre anni. E poi occorre rimediare ai danni prodotti dal reddito di cittadinanza promuovendo il ‘lavoro di cittadinanza’ utilizzando quelle risorse per favore l’ingresso dei giovani nelle imprese, premiando chi si impegna e defiscalizzando i percorsi di inserimento».

Stanno per partire anche molte grandi opere.

«Sì ma nello scenario attuale anche su questo ci sono delle inevitabili incertezze. Da tempo come Associazione chiediamo, anche a livello nazionale, di riformulare il codice degli appalti e incentivare gli “appalti a km zero”, con i quali avremmo maggiori sicurezze».

In settembre ci saranno anche le vostre elezioni.

«Sì, dal 19 al 24 settembre eleggeremo i rappresentanti associativi a livello territoriale: devo dire che siamo soddisfatti della partecipazione che c’è stata come candidature, e questo è un bel segnale perché la scelta di impegnarsi nell’Associazione significa che questa è percepita come un valore. In ottobre avremo poi la seconda tornata di elezioni, nella quale i rappresentanti eletti dalla base voteranno i presidenti provinciali di categoria e i rappresentanti dei mandamenti. Infine a dicembre ci sarà l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo e della Presidenza».