ITALIA SOPRA LA MEDIA UE

L'economia italiana mostra una buona capacità di tenuta

By Athesis Studio

A livello nazionale, in attesa dei dati definitivi l’Istat stima per il secondo trimestre del 2022 un aumento del Pil pari all’1% rispetto al trimestre precedente e del 4,6% in termini tendenziali. E questo sebbene il secondo trimestre anno abbia avuto una giornata lavorativa in meno sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto al secondo trimestre del 2021.

Tuttavia questa leggera crescita non è il risultato di un andamento uniforme: al contrario è la sintesi tra una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e un aumento sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi.

Andamenti divergenti si evidenziano anche analizzando la domanda, dove spicca un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) a fronte però di una contrazione degli ordini provenienti dall’estero.

A livello europeo, invece, si stima per l’UE una crescita del 2,7% nel 2022 e dell'1,5% nel 2023. L'economia dell'UE rimane particolarmente vulnerabile agli sviluppi dei mercati dell'energia a causa della sua elevata dipendenza dai combustibili fossili russi e l'indebolimento della crescita mondiale deprime la domanda esterna. In questo scenario, per l’Italia è prevista una crescita de 2,9%, superiore alla media europea, ma il l’anno prossimo il Pil si fermerà al + 0,9%, il più debole dell’UE.

Del resto anche a livello internazionale il quadro è ricco di incertezze. La minore crescita all'inizio di quest'anno, il ridotto potere d'acquisto delle famiglie e l'inasprimento della politica monetaria hanno determinato una revisione al ribasso di 1,4 punti percentuali negli Stati Uniti. In Cina, ulteriori lockdown e l'aggravarsi della crisi immobiliare hanno portato a una revisione al ribasso della crescita di 1,1 punti percentuali, con importanti ricadute globali.