IL PREPARATORE MORÌ A SOLI 34 ANNI

Munich e quel maledetto incidente mentre tornava dal ritiro di Enego

Il calcio è fortunatamente più spesso associato a gol, festeggiamenti in campo e sugli spalti, caroselli quando si ottiene una promozione o ci si salva. Il pallone che rotola è gioia pura. Anche gli episodi tristi, le vicende tragiche fanno però parte del mondo del calcio e in qualche modo lo alimentano.

Il Vicenza ha perso tanti uomini-simbolo e tra questi sicuramente Massimo Munich, un professionista che ha saputo raccogliere la stima di tante persone quando lavorava come preparatore atletico dei biancorossi. A soli 34 anni Munich, il 21 luglio 1993, vide spezzata la sua vita investito da un camion quando stava scendendo da Enego dove seguiva, come preparatore atletico, il Vicenza allenato dal tecnico Renzo Ulivieri. La tragedia scosse il mondo sportivo vicentino che conosceva bene Munich, lo apprezzava e mai avrebbe immaginato di perderlo così presto e in maniera così assurda e inspiegabile.

Persona perbene, professionista esemplare, appassionato di sport, Munich ha lasciato il segno in gioventù come saltatore in lungo e velocista al campo d'atletica di via Rosmini, oggi intitolato a Guido Perraro, quand'era studente del liceo scientifico Paolo Lioy. Munich aveva classe e talento e qualità umane non comuni. Il suo ricordo è sempre vivo e non è un caso che la sua figura sia stata associata per anni al Memorial Massimo Munich, una sfida veloce che in tante edizioni ha portato i ragazzi delle scuole medie a confrontarsi sul rettilineo di via Rosmini. La manifestazione ogni anno ha sfornato il ragazzo più veloce di Vicenza, sulle tracce di Munich che da giovane era imprendibile e sulla pedana del lungo sapeva fare ancora meglio, volando oltre i 7 metri. Da una tragedia, è nato un evento dedicato ai ragazzi con cui Munich amava lavorare. Per Vicenza e i colori biancorossi, il suo ricordo vivrà per sempre.

E a proposito del memorial Munich, riproponiamo il toccante ricordo di Sergio Ceroni pubblicato sul GdV: «Dalla terza edizione la manifestazione pensai di intitolarla al mio allievo Massimo Munich, scomparso nel 1993, investito da un camion quando con la sua auto scendeva da Enego. Massimo era stato per me veramente il primo "ragazzo più veloce di Vicenza" e quindi meritava quella intitolazione. Era venuto ai Centri Olimpia, centri di formazione per l'atletica leggera, quando frequentava la seconda elementare, assieme a vari compagni di classe tra i quali Paolo Collenz (poi saltatore in alto da due metri e nove centimetri) e Pierluigi Quagli (buon quattrocentista tra i più forti d'Italia a livello juniores, oltretutto figlio del custode del campo di via Rosmini). I bambini dunque, a onor del vero, vennero all'attività di atletica del Csi e della Fidal fin da piccolissimi. Anzi, la scuola, attraverso il prof. Bisognin della media Giangiorgio Trissino, li distraeva dall'atletica al basket per una piccola parentesi di due anni. Massimo Munich mi ritornava appieno poi in terza media a fare velocità e salto in lungo. Sia alle finali studentesche dei Giochi della Gioventù, sia nelle competizioni nazionali della Federazione veniva sempre tagliato fuori sui cento metri dai novaresi Grazioli e Clementoni, per cui riusciva a emergere come numero uno d'Italia nelle competizioni giovanili di salto in lungo, dove fin da giovanissimo superava costantemente la fettuccia dei sette metri. E, pur impegnato quotidianamente negli allenamenti, era molto positivo anche nei risultati scolastici del Lioy, per cui non gli si poteva non dedicare anche il Trofeo "Atleta-studente modello".

M.B.