LE ALTRE SQUADRE

Ma in Veneto era il Padova a dominare

In questo decennio è il Padova la squadra veneta che arriva ai livelli più alti del calcio italiano, pur senza arrivare all'apice raggiunto dal Vicenza nel 1911. Nella stagione 1922-23 i biancoscudati arrivano primi a pari punti con l'Alessandria, vince il successivo spareggio con i piemontesi e si qualifica per il girone finale. Il campionato successivo si piazza al secondo posto (alle spalle del Genoa) nel girone A della Lega nord serie A, quarto nel 1924-25, quando viene inaugurato lo stadio Appiani e tra i titolari figurano anche l'ungherese Arpàd Weisz ed il centravanti Giovanni Vecchina. Dopo un paio di campionati anonimi, nel 1928-29 il Padova centra l'ottava, l'ammissione alla serie A, unica tra le compagini venete. Trascorrono appena due anni e grazie al secondo posto nel campionato di serie B 1931-32 il Padova ottiene una nuova promozione in serie A. Merito della campagna di rafforzamento avviata dal nuovo presidente Ferruccio Hellmann, che mette a disposizione del tecnico ungherese Lajos Kovàcs alcuni giovani talenti di grande avvenire, tra i quali spiccano Annibale Frossi (famoso anche perché giocava con gli occhiali) ed Alfredo Foni, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Berlino nel 1936 e campione del mondo in Francia nel 1938 dopo essere passato alla Juventus. L'Hellas Verona raggiunge la terza piazza nel girone A della Lega Nord nel 1926 per piazzarsi poi settimo nel girone A del torneo nazionale. Nell’agosto 1928 assume la denominazione di Ac Verona in seguito alla fusione con Bentegodi e Scaligera. A.LAZ.

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