L’IMPRESA

L’imprenditore e il generale uniti dal calcio

Il football dei “pionieri” era stato un periodo ricco di soddisfazioni e di allori, con l’A.CI.VI assurta al ruolo di squadra Maestra del girone orientale del Campionato Nazionale. In poche parole aveva insegnato a giocare al pallone alle consorelle venete ed emiliane. Ma ora i fasti del passato sono un lontano ricordo, molto più semplice alzare la bandiera bianca e puntare al potenziamento di qualche società calcistica minore sopravvissuta agli eventi bellici come il Vicenza Football Club o altre di nuova generazione come l’A.C. Berica e l’A.C. Serenissima. Non la pensa così l’imprenditore Giacomo Sartea, che gestisce due Birrerie e una fabbrica del ghiaccio in città e che non aveva sofferto economicamente il periodo bellico grazie alla massiccia frequenza dei suoi locali da parte dei militari. Sartea è quindi fra i pochi vicentini in grado di disporre delle risorse minime necessarie per far risorgere dalle proprie ceneri, proprio come l’Araba Fenice, la gloriosa Associazione Calcio Vicenza. Giacomo Sartea conosce bene San Felice e altrettanto il mondo del calcio. Assieme all’amico Gino Vallesella e ad altri sostenitori si fa portavoce del desiderio popolare di ricostituire il vecchio Vicenza e grazie alle sue conoscenze riesce a coinvolgere e a ricevere il sostegno del generale Maglietta, Comandante del Genio Militare, che si fa carico dei lavori di scavo e di approntamento del nuovo campo di gioco. Nel settembre del 1919 Giacomo Sartea diventa quindi il sesto Presidente dell’Associazione Calcio, subentrando a Vittorio Christiano Friedrichsen e resterà in carica fino al febbraio del 1920. E’ un periodo breve ma estremamente difficoltoso. Gli effetti della terribile epidemia di influenza “spagnola” e la crisi economica dovuta alle ingenti spese belliche costituiscono un freno a qualunque tentativo di ripresa della vita cittadina. A.B.

A.B.