UNA COLAZIONE AL... CLUB

Al Leoncino nacque l'idea del Centro di coordinamento

I tifosi al Centro. Sempre. Nel bene e nel male, in tempi di vittorie e soprattutto in tempi di sconfitte, retrocessioni, fallimenti. C'è una squadra, il Vicenza. E poi c'è un'altra squadra, quella del Centro di coordinamento dei club biancorossi, che vive per il Vicenza e i suoi tifosi. Esiste dal 1966 ed è una sorta di faro, punto di riferimento. Raccoglie decine e decine di club affiliati in tutta la provincia, genera proposte e offre risposte in ogni momento della stagione. Il Cccb è una macchina da guerra quando è il momento di sottoscrivere abbonamenti e acquistare biglietti. Al Menti, dove ha casa il Centro, il telefono squilla in continuazione. E la risposta è sempre una: «Prima il tifoso». Nel tempo, il Centro di coordinamento è diventata una vera e propria istituzione. Si sono succeduti presidenti carismatici, consiglieri dall'enorme spessore che hanno avuto la capacità di tenere sempre accesa la fiamma biancorossa. Con le loro azioni hanno salvaguardato il patrimonio del tifo della città attraverso iniziative di ogni tipo. Le prime notizie del Cccb risalgono al maggio del 1965 quando, sotto la pergola della trattoria "Leoncino" di Tavernelle, si svolse una colazione di lavoro tra i dirigenti del Vicenza. Il tema dell'incontro riguardò la realizzazione e la creazione dei club biancorossi con l'obiettivo di dare vita ad un club in ogni angolo della provincia. La pubblicità dell'operazione venne affidata ad un manifesto compilato dal sindaco di allora, Giorgio Sala. Con il placet del presidente del Lanerossi, Delio Giacometti, poche settimane dopo venne istituito un Comitato provvisorio proposto e presieduto dal dirigente biancorosso Marcello Mantovani. Giovanni Zambotto fu eletto presidente del Centro all'unanimità, rimanendo in carica fino al 1975, quando al suo posto subentrò Dino Centofante, in carica per un quinquennio. Dal 1980 in poi, a seguito della modifica dello statuto, il presidente del Centro venne eletto dall'assemblea dei presidenti dei club e non più nominato dal Vicenza; particolare non di poco conto. Dal 1980 al 1990 ci fu una nuova parentesi del cav. Zambotto e fino al 1996 toccò a Vittorio Cremona presiedere il Centro: furono anni di tensione culminati con la scissione del gruppo "Amici del Vicenza". La diatriba si superò con la nuova elezione di Zambotto che traghettò il Centro nei due anni di transizione successivi. Nel 1998 arrivò al timone l'avvocato Luigi Arena: un presidente con la P maiuscola. Per tredici lunghi anni. Amato, stimato, passionale. Appassionato di politica. Arena fu sindaco di Nanto per ben 25 anni e anche vicepresidente del Vicenza. Raccolse la sua pesante eredità Maurizio Salomoni, che tuttora guida il Centro di coordinamento. Coraggio, fede e determinazione hanno accompagnato finora l'attività di Salomoni, che aiutato dal suo consiglio direttivo e dai presidenti dei club ha saputo tenere dritta la barra del timone anche nei momenti più difficili. E ce ne sono stati parecchi negli ultimi anni. Lunga vita al Centro.

Marta Benedetti