Mercato immobiliare

La casa nella lista dei desideri. Momento d'oro per l'acquisto

By Athesis Studio

Non si arresta la corsa alla casa partita, con effetto molla, dopo il il lungo lockdown.

Continua il periodo d'oro per i tassi d'interesse, mai così bassi, come emerge anche dall'analisi di Kiron Partner, gruppo Tecnocasa, che monitora l'andamento del mercato immobiliare e che, allo stato attuale, registra come resti ancora molto conveniente sottoscrivere un mutuo per acquistare l'abitazione. I tassi infatti, resteranno alle attuali quotazioni almeno per tutto il 2021.

Il merito, in parte, è della Bce, la Banca centrale europea, che tenendo conto dell'emergenza sanitaria che ha colpito severamente il Pil europeo sta manifestando la volontà di contenere i tassi proprio attraverso il mantenimento delle misure emergenziali adottate (“PEPP”). Non proprio il "Whatever it takes" di Mario Draghi, per citare una delle frasi che ha reso celebre l'attuale premier italiano, ma un tentativo di aiutare la zona Euro dopo le difficoltà conseguenti al lockdown. Di contro però, rileva sempre Kiron, giungono dai paesi del Nord Europa e dagli Stati Uniti le prime avvisaglie di un deciso aumento dell’inflazione che, come noto, fa da contraltare a un successivo aumento dei tassi di interesse. Gli indici di riferimento dovrebbero far registrare lievi aumenti, restando comunque ancora a valori storicamente molto bassi e permettendo così di ottenere tassi convenienti sui finanziamenti. Stando alle dinamiche dei tassi di agosto 2021, si è calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 € e che lo spread medio di mercato si attesti all’ 1,1% sia per il tasso fisso che per il tasso variabile.

Con un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata di 433 euro, circa 40 euro in più rispetto a quanto dovremmo sostenere se scegliessimo un mutuo a tasso variabile, in quanto la sua rata ammonta a 393 euro. Questo chiaramente se i tassi rimanessero sempre agli attuali livelli, cosa che è difficilmente verificabile in un orizzonte temporale così lungo. Volendo optare per la situazione di maggior risparmio, ovvero quella del mutuo variabile, è fondamentale capire quanto il reddito del nucleo familiare sia in grado di sopportare eventuali aumenti di rata, sia in termini di capacità di rimborso sia in termini di sostenibilità del tenore di vita che si è abituati ad avere.

Secondo Euribor (indicizzazione mutui a tasso variabile) dai massimi di luglio 2011 (1,60%), il tasso Euribor (3 mesi) ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% (dicembre 2012), per attestarsi poco sopra lo 0,20% per tutto il 2013 e il 2014. Ha virato sottozero col mese di maggio 2015 e dopo una progressiva discesa ha raggiunto il -0,55% nel mese di agosto 2021, molto vicino al minimo storico.

Eurirs: (indicizzazione mutui a tasso fisso). Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a giugno 2012 a quota 2,13% per poi tornare a crescere fino a 2,75% a settembre 2013. Da allora ha iniziato una fase discendente di lungo periodo che si è accentuata a luglio 2019. Ha toccato il minimo storico a ottobre 2020 segnando 0,02%. Dal mese di gennaio 2021, che ha fatto registrare lo 0,08%. Con la rilevazione media del mese di agosto quota a 0,26%.