A SCHIO UNA REALTÀ DI SUCCESSO DA 43 ANNI

Eas, oltre la scheda elettronica

È pronta a festeggiare 43 anni di attività la Eas di Schio, una delle aziende vicentine storiche specializzata nel settore elettronico che trova proprio nelle schede e negli apparati elettronici il proprio core business. «La nostra è una azienda di servizi elettronici - spiega l'Amministratore Delegato Angelino Grendene - dove ci occupiamo di fornire un servizio completo ai nostri clienti, dalla progettazione di un'idea alla verifica di fattibilità per poi procedere sulla strada dell'approvvigionamento dei materiali e dell'assemblaggio della scheda elettronica. Segue il collaudo e la consegna ma non finisce qui perché la nostra presenza è garantita anche in caso di riparazione ed assistenza post-vendita. Siamo in grado di fornire un prodotto sempre più integrato con il cliente finale. Il nostro core business infatti non è soltanto la produzione della scheda fine a se stessa, ma la realizzazione di un assieme che possa essere, per il cliente, un codice da implementare in maniera molto semplice all'interno della propria apparecchiatura, se non addirittura un dispositivo finito pronto per la vendita». «La pandemia ha travolto tutto il sistema produttivo - aggiunge Giorgio Geronazzo, Presidente e Fondatore dell'azienda - e anche il mondo dell'elettronica non è stato risparmiato. L'emergenza ci ha fatto capire diverse cose: su tutte che ancora dipendiamo eccessivamente da alcuni paesi asiatici per fornitura e subfornitura con aumenti esagerati, in primis dei tempi di consegna e conseguentemente dei costi delle materie prime. Questo, per aziende come la nostra che si "nutrono" di semiconduttori e componentistica elettronica, è veramente una questione critica che andrebbe valutata e ridimensionata attraverso efficaci politiche finanziarie. Poi ha portato e continuerà a portare in alto la logica del reshoring, e cioè la tendenza a riportare nel territorio nazionale e locale la produzione prima delocalizzata altrove, specialmente in Cina, Vietnam oppure in Romania e Serbia. Il COVID dovrebbe aver dato la conferma che è tempo di crescere come forza lavoro locale con l'obiettivo di far squadra e condividere necessità e mission. Nel nostro caso poi per essere protagonisti dei nuovi scenari sarà importante giocare d'anticipo e saper cogliere per tempo gli ambiti in cui l'innovazione sia pronta a sbocciare». © RIPRODUZIONE RISERVATA