Confindustria.

Servono misure urgenti per evitare la caduta

L'analisi del Presidente Alto Vicentino, Pietro Sottoriva

Continua ad essere una ripartenza in salita quella della produzione industriale nazionale. Nel territorio dell'Alto Vicentino il territorio di Schio continua a rappresentare un polo importante, con la sua vocazione e le sue peculiarità. "Sempre più calati nel nostro ruolo di imprenditori - spiega Pietro Sottoriva, presidente di Confindustria Alto Vicentino - continuiamo a promuovere, specie nel nostro territorio dell'alto Vicentino, la conoscenza di materie tecniche per poter contribuire allo sviluppo delle tantissime aziende manifatturiere. Una necessità già evidenziata da qualche anno ma che solo oggi vede qualche concretezza anche attraverso l'apertura di nuovi istituti tecnici superiori (2 anni di approfondimento in ogni tipo di settore, meccanico, elettronico, chimico, tessile, turistico, logistico ecc) dove il percorso si sviluppa per metà a scuola e per metà in azienda. Siamo contenti di aver contribuito ad attivare e supportare tali realtà che sempre più sono scelte dai nostri giovani ragazzi e ragazze... stiamo puntando anche a ragazzi che possano venire da noi da terrirorio meno performanti. Tuttavia, visto lo scenario di oggi credo dobbiamo preoccuparci di più, molto di più, di saper dimostrare i veri valori della vita, fatti di etica, morale e ovviamente anche di competenze. Dobbiamo far crescere le nuove generazioni insegnando loro il modo di valutare e criticare costruttivamente ogni idea, e non essere supini come spesso accade oggi. C'è chi ci si sta prendendo la briga di fare strozzinaggio alle aziende ma anche ai privati cittadini, e chi è preposto alla nostra tutela si limita banalmente a commentare...esattamente come facciamo noi. Ma alla politica viene chiesto di intervenire e capire da dove nasce tutta questa serie di aumenti decisamente corposi che hanno colpito tutta l'economia e in ogni tipo di comparto quale, metallurgico, elettronico, plastico, legno, chimico, vetro, è tanti altri. Calcoliamo solo che il centro studi di Confindustria ha verificato che per pagare i debiti creati con il covid ci vorranno 5,4 anni. A questi si aggiungono gli aumenti sproporzionato dei costi per l'energia. . Materiali scarsi e gap non colmati nella manodopera sono più forti che mai. I costi di esportazione sono lievitati, così come i tempi di consegna. Il tutto sta stoppando il pieno rilancio. L’aumento dei prezzi delle materie prime sta erodendo i margini delle imprese, oltre a fiaccare la produzione industriale. Con l’elettricità alle stelle, diverse aziende hanno deciso di stoppare l’attività. Di questo passo le difficoltà saranno enormi, il rischio concreto è che non saremo più competitivi e nessun cittadino potrà più vivere con la stessa pensione o stipendio. Oggi la politica sta pensando di realizzare nuove opere facendo debito, senza sapere se questo debito porta valore aggiunto o sarà solo un costo. E' urgente che la politica sia più concreta e fattiva. Siamo stanchi di assistere ad una politica che promuove prodotti che non esistono