Transizione energetica

Impatti benefici sul PIL e sull'occupazione dalla decarbonizzazione europea

By Athesis Studio

“La decisione dell'Ue di ridurre le emissioni di gas serra del 55%, e non più del 40%, entro il 2030, accompagnata dalla proposta del pacchetto Fit for 55, conferma che la decarbonizzazione è al centro della costruzione dell'Europa del futuro". Ad affermarlo è Francesco Starace, amministratore delegato Enel direttore generale di Enel, partner di The European House – Ambrosetti e di Fondazione Enel nello studio "European Governance of the Energy Transition". Una ricerca che ha dato esiti più che positivi, visto che pare che la svolta dell’Unione Europea genererà impatti benefici sul Prodotto Interno Lordo e sull'occupazione, oltre che svariati vantaggi ambientali. Gli investimenti nei settori coinvolti nel processo di transizione energetica, infatti, creerebbero giovamenti sia in Europa che in Italia con effetti importanti. Colmare i divari indicati dall’UE nei prossimi 10 anni potrebbe avere un impatto cumulativo sul Pil di oltre 8.000 miliardi di euro in Europa e oltre 400 miliardi di euro in Italia. Sette le proposte messe a fuoco dallo studio per centrare l’ambizioso traguardo, tra le quali semplificare le procedure di autorizzazione per gli impianti a fonte rinnovabile e promuovere interventi in favore dell'efficienza energetica. E, ancora, rafforzare la cooperazione nella governance della transizione energetica, riconoscendo ufficialmente il suo ruolo critico, e adottare un approccio regionale per favorire l'integrazione dei mercati europei.