L'impegno del G20

Cento miliardi di dollari l'anno per un futuro eco

By Athesis Studio

Si impegnano a mobilizzare 100 miliardi di dollari ogni anno, fino al 2025, per accertarsi che la transizione verso un futuro a zero emissioni carboniche avvenga in un modo sostenibile e inclusivo. I Paesi economicamente più sviluppati del Pianeta, riunitisi qualche settimana fa nell’ambito del G20, hanno sottoscritto, per la prima volta in modo congiunto, un documento che rilancia la missione comune per il clima, nell’ottica di una trasformazione energetica che non lasci indietro nessuno e, soprattutto, che abbia al suo centro l’impiego di tecnologie pulite. Proprio in quest’ottica i Ministri dell’Energia e del Clima hanno esortato le banche multilaterali di sviluppo a intensificare i loro sforzi per allineare gli investimenti con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Sono risultati che fanno ben sperare quelli raggiunti durante l’importante incontro, svoltosi a Napoli. Se non altro perché tutti i partecipanti hanno concordato sul fatto che la crisi scatenata dalla pandemia abbia rafforzato l’importanza della scienza come bussola per guidare lo sviluppo di politiche volte a promuovere il bene comune. I rappresentanti dei diversi Paesi hanno, quindi, preso atto della necessità di accelerare gli sforzi di tutti nel decennio che stiamo già vivendo, un periodo critico, se si vuole riuscire a mantenere l’obiettivo di 1.5° C a portata di mano. L’innalzamento delle temperature di 2° C, infatti, avrebbe impatti decisamente più devastanti per il pianeta, come afferma il Rapporto IPCC del 2018 sul riscaldamento globale. Ecco, allora, il consenso dei Paesi del G20 a destinare una quota ambiziosa dei programmi nazionali di recupero post pandemico verso azioni che contribuiscano al raggiungimento degli Accordi di Parigi. Un ruolo determinante lo vestiranno le città intelligenti, resilienti e sostenibili, che saranno veri e propri laboratori per mettere alla prova strategie efficaci: vanno trasformate in luoghi migliori in cui vivere, in armonia con la natura, anche tramite politiche che facciano un uso adeguato di soluzioni basate sulla natura e sugli ecosistemi. Come? Ad esempio incentivando l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili e di quelle legate all’uso dell’idrogeno, riducendo le emissioni provenienti dal metano. I paesi del G20 hanno, infine, condiviso il fatto che questa trasformazione richieda lo sviluppo di un concetto aggiornato di sicurezza energetica e hanno riconosciuto per la prima volta come lo sviluppo di catene di approvvigionamento sostenibili e affidabili di terre e di materiali rari, di semiconduttori e delle relative tecnologie sia essenziale ai fini di garantire la sicurezza energetica.