pronto il piano

Vaccini nelle aziende: si comincia in aprile

Mancano ormai pochi giorni: nel mese di aprile la campagna vaccinale entrerà anche nelle aziende. A confermare la buona notizia è stata nei giorni scorsi l’Assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, al lavoro per definire gli ultimi dettagli del piano operativo preparato dalla Regione Veneto in sinergia con le maggiori rappresentanze di categoria e sindacali. La somministrazione dei vaccini nelle aziende, ai dipendenti e ai loro familiari, rappresenta un successo per Confapi, che ha fatto da apripista ed è stata in prima linea per arrivare a questo traguardo sia in ambito nazionale, con il Presidente Maurizio Casasco, sia a livello regionale, con il delegato William Beozzo.

L'IMPEGNO DI CONFAPI «La nostra Associazione – spiega Beozzo – ha coinvolto anzitempo le aziende associate e i medici, che nel 90 per cento dei casi hanno dato la loro piena disponibilità. Abbiamo poi preso parte a dei tavoli di lavoro con la Regione, i sindacati e altre associazioni di categoria, fino alla realizzazione di un protocollo che oggi si appresta a diventare definitivo. La realizzazione del progetto dipenderà poi dalla disponibilità di dosi di vaccino che potrà fornire il Sistema Sanitario Regionale, e che ci auguriamo sia adeguata alle esigenze e aspettative». A partire dall'adesione del datore di lavoro, il modello di estensione della campagna vaccinale prevede la somministrazione del vaccino in ambiente di lavoro a cura del Medico Competente, a sua volta resosi disponibile, a favore dei cittadinilavoratori che volontariamente aderiscono all’offerta.

IL PIANO Secondo il piano, la Regione fornirà i vaccini, i dispositivi di protezione, il sistema informatico per il collegamento con una piattaforma gestionale centralizzata e la formazione anche nei confronti dei medici del lavoro per la somministrazione effettiva del vaccino. Una volta effettuata l’iniezione, sarà consegnato al paziente un certificato di avvenuta vaccinazione, e registrato il dato in tempo reale nell’anagrafe regionale vaccinale. Le aziende aderenti, a condizione che siano dotate di una struttura organizzativa adeguata, garantiranno invece spazi idonei per la somministrazione, spazi per accessi scaglionati e per la permanenza post-vaccinazione. Per esigenze di natura logistica e organizzativa potranno anche essere utilizzati ai fini della vaccinazione spazi esterni all’azienda, purché adeguatamente attrezzati. Inoltre, a seconda delle esigenze e coerentemente con la necessità di realizzare un notevole guadagno in termini di tempestività, efficacia e livello di adesione, gli spazi ritenuti idonei (interni o esterni all’azienda) potranno essere utilizzati per la vaccinazione di lavoratori appartenenti ad una o più aziende aderenti all’iniziativa. Infine, l’iniziativa sarà estendibile ai familiari dei lavoratori aderenti che per età o per categoria di rischio rientrano nel piano nazionale e regionale. Le parti che hanno firmato il documento – a partire da Confapi Veneto – si sono impegnate ad attivare un processo di confronto periodico, nell’ambito di una cabina di regia rappresentativa dei soggetti coinvolti, finalizzato alla definizione degli specifici aspetti organizzativi e dei criteri minimi per l’effettuazione dell’attività, al monitoraggio di tale iniziativa, nonché alla eventuale rimodulazione dell’attività, anche in considerazione dell’evoluzione dello scenario epidemiologico e degli indirizzi nazionali e regionali.

UN SUCCESSO Confapi rinnova il suo apprezzamento verso l’impegno della Regione Veneto, che ha accolto e appoggiato l’iniziativa lanciata lo scorso Novembre dalla Confederazione Nazionale della Piccola e Media Industria Privata. «La Regione ha ascoltato e compreso so la validità della proposta, che poi è stata valutata favorevolmente anche da altre associazioni di categoria, oltre che dalle principali sigle sindacali e dai medici del lavoro. Ora – conclude Beozzo - serve continuare senza esitazioni su questa strada, nella speranza che il piano operativo appena definito sia sostenuto o e reso applicabile da una disponibilità adeguata di dosi di vaccino>>

<<Cercheremo anche di coinvolgere il Governo nazionale - conclude il presidente di Confapi Pedemontana - per individuare dei meccanismi premianti dal punto  di vista fiscale e contributivo in favore di tutte le imprese che parteciperanno a questo impegno straordinario>>