gilrs & science

Un progetto, due obiettivi strategici

Il sostegno all’innovazione nelle PMI del territorio è un ambito prioritario di impegno per Apindustria Confimi Vicenza, che l’Associazione porta avanti su più fronti: da una parte le iniziative di aggiornamento e approfondimento proposte agli imprenditori, dall’altra progetti più a lungo termine, perché la capacità di innovazione dipende anche dalle competenze disponibili nel territorio. Di qui l’attenzione particolare all’orientamento scolastico e proprio su questo fronte Apindustria Confimi Vicenza lancia un progetto particolarmente innovativo, “Girls&Science”, che ha l’obiettivo di incrociare due temi attuali e prioritari: lo sviluppo del sistema economico locale nel campo dell’innovazione scientificotecnologica e l’aumento dell’occupazione femminile nei cosiddetti ambiti “STEM”. Due obiettivi che in realtà sono strettamente interconnessi: già oggi infatti le imprese faticano a reperire personale con competenze tecniche altamente specializzato e questa difficoltà è destinata ad acuirsi sempre di più in futuro, considerando che questo fabbisogno aumenterà ulteriormente mentre l’andamento demografico del Paese porterà ad un numero sempre minore di neodiplomati e neolaureati ogni anno. Di qui l’esigenza di un aumento consistente e rapido del coinvolgimento delle donne in ruoli tecnici nelle imprese, ruoli che ancora oggi sono erroneamente una prerogativa soprattutto maschile. Allo stesso tempo, però, questo coinvolgimento avrebbe anche un grande valore sociale, in quanto molti dei lavori che troveremo nel 2030 avranno un notevole contenuto digitale-tecnico-scientifico e il mancano coinvolgimento delle donne rischia di aumentare ulteriormente le disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro. Per evitare che questo accada, occorre dunque intervenire già oggi, perché perpetuare l’idea che femmine e maschi necessitino di educazione e proposte formative differenziate alimenta stereotipi di genere in grado di influenzare le scelte personali anche dopo la scuola, in materia di occupazione e di conciliazione tra lavoro e vita privata. Le destinatarie del progetto sono dunque ragazze di 2a e 4a di alcuni istituti superiori (anche licei) alle quali saranno proposte attività esclusivamente pratiche: parteciperanno a laboratori esperienziali, toccheranno con mano strumenti e attrezzature, faranno degli esperimenti, si confronteranno con ricercatori, esperti e mentori, raccoglieranno una "sfida" che verrà loro lanciata, si organizzeranno in piccoli gruppi (apprendendo la necessità del lavoro di squadra) e proporranno soluzioni che dovranno esporre ad una giuria di esperti e imprese. Da queste riceveranno feedback costruttivi sui contenuti e sulla modalità di presentazione. Le soluzioni migliori si aggiudicheranno i premi messi in palio. Non solo: tutti i premi (tirocini retribuiti in azienda, partecipazione alle attività di un centro di ricerca, partecipazione alle attività di laboratori universitari, visite nei reparti produttivi delle aziende tecnologiche) portano, oltre al confronto diretto con le ricercatrici, a respirare per un periodo l'attività di ricerca e produttiva. L'esperienza aziendale in ambito scientifico non può che portare nuovi processi cognitivi e scoperta di realtà che il ristretto ambito scolastico non ha la possibilità di far conoscere. Per creare benefici e ricadute positive sul territorio, le partecipanti riporteranno un feedback sulle attività svolte, sulla metodologia utilizzata e sull'esperienza effettuata grazie ai premi, creando una base di buone pratiche per successivi progetti, attivando un percorso virtuoso di stimolo per altre iniziative nel territorio. La restituzione avverrà anche nelle scuole di appartenenza per promuovere ulteriori interventi e coinvolgere altre studentesse. Fra i benefici apportati vi è poi la creazione di un dialogo proficuo fra scuole superiori, università e imprese, costruito mettendo in relazione quelle figure che si occupano nello specifico di attività pratiche, come i responsabili dell'orientamento in uscita, i ricercatori universitari e i responsabili delle risorse umane in azienda. Questo genere di incontro si traduce in una maggiore attenzione per la creazione di esperienze concrete di formazione e orientamento per ragazze e ragazzi; inoltre, rappresenta una novità in quanto approccio pratico e "bottom-up". Ancora, le imprese del territorio beneficeranno di una rete attraverso cui farsi conoscere e intercettare future collaboratrici, entrando in modo concreto nella promozione di attività scientifiche che avranno una ricaduta occupazionale sui lavori del 2030.