il quadro

Le aziende stanno reggendo e colgono nuove opportunità

«Ancora una volta le aziende hanno dimostrato di essere “organismi” in grado di reagire bene e velocemente ai fenomeni esterni. In questi mesi, a dispetto delle enormi difficoltà create dalla pandemia, le imprese – in particolare quelle del Bassanese – hanno saputo adattarsi ai tempi e cogliere le opportunità di questa nuova fase». Nonostante le dure prove affrontate nell'ultimo anno di restrizioni, chiusure e incertezza dei mercati, per l'economia locale (e forse anche per quella globale) il futuro non si profila così nero come spesso viene dipinto. A confermarlo è Andrea Visentin, presidente del Raggruppamento Bassano di Confidustria Vicenza, che spiega come – in realtà - sia l'andamento degli ultimi dati congiunturali sia il “sentiment” degli addetti ai lavori lascino intravedere la sostanziale “tenuta” del tessuto imprenditoriale comprensoriale all'onda d'urto generata dalla crisi Covid.

LA SITUAZIONE «Sicuramente c'è una grande stanchezza per questa situazione e la fatica è enorme – premette il rappresentante degli 'industriali del territorio - . Naturalmente a risentirne dipiù sono state le aziende meno strutturate. In linea generale, tuttavia, nei numeri positivi dei report più recenti vedo dei segnali di ripresa rispetto alla fase di stagnazione che aveva caratterizzato la fine del 2019 e ritrovo quell'impegno e quella volontà di reagire dimostrati, in questo periodo, dalle nostre aziende». Visentin pensa in particolare a realtà che hanno saputo fare uno “scatto culturale”, puntando sulla formazione, sull'innovazione e sopratutto sulla sostenibilità, vera chiave di volta per l'economia del prossire una filiera molto corta, concentrando tutta la produzione in Italia - osserva il presidente dell'associazione di categoria -. Ma qui torniamo a scontrarci con le ormai note falle strutturali del nostro Paese; pensiamo ai costi energetici (tra i più alti d'Europa), alla mancanza o all'inadeguatezza delle infrastrutture, alla lentezza della Giustizia. Basta guardare al nostro territorio, il Bassanese, per accorgersi che stiamo perdendo molti servizi». Problemi ai quali, nell'ultimo anno, si sono aggiunte ulteriori complicazioni, legate alla necessità di contenere la diffusione del contagio. «Oggi viaggiare e lavorare con l'estero è molto complicato – sottolinea il referente degli imprenditori bassanesi – e questo crea grossi inconvenienti alle tante aziende che esportano e a quelle che hanno la necessità di inviare periodicamente manutentori e formatori nei Paesi in cui hanno trovato nuovi mercati».

IL FUTURO «E poi c'è tutta la questione dell'incertezza e dell'instabilità – prosegue -, anche se ora c'è la consapevolezza di poter affidarsi ad un Governo competente. L'auspicio è che il Recovery possa essere utilizzato (non “speso”) per fare investimenti veri, in grado di innescare un processo di sviluppo che dovrà poi essere in grado di autoalimentarsi. C'è poi grande speranza rispetto al tema della formazione tecnica superiore, gli ITS di cui ha parlato anche Draghi nel suo discorso di insediamento. Per noi imprenditori questo è un tema importantissimo e da tempo sosteniamo la necessità di puntare sulla specializzazione tecnica post – diploma>>. Sui temi locali ci siamo a messi a disposizione per fare la nostra parte, a patto naturalmente che veniamo coinvolti nelle scelte da parte delle Amministrazioni comunali. Mi fa piacere, ad esempio, che siamo tornati a parlare del potenziamento della SR47 e della SR 308. Quanto alla Superstrada Pedemontana, sono convito che sarà un driver di crescita per il nostro territorio».