la preoccupazione

Il credito a rischio nel post pandemia

Una volta terminati i blocchi dei licenziamenti e le moratorie, le attività produttive e il mondo del lavoro in quali condizioni ripartiranno? A porsi questa domanda è William Beozzo, Presidente di Confapi Vicenza e Pedemontana, il quale non nasconde una certa preoccupazione, soprattutto rispetto a quello che sarà il possibile approccio del sistema bancario e del mondo finanziario. Il Presidente avverte: «Anche i recenti dati statistici sulle perdite complessive nelle esportazioni registrate nel corso del 2020 dimostrano che molte aziende dovranno ripartire con i bilanci segnati da questa emergenza e da drastici cali di fatturato, che limiteranno fortemente le possibilità di accesso ai finanziamenti. Su quelle che saranno le possibilità di accesso al credito abbiamo forti preoccupazioni, perché una fiducia verso le nostre imprese e nuove iniezioni di liquidità per favorire gli investimenti sono condizioni essenziali per la ripartenza». Confapi chiede pertanto che già da ora si pensi a come tutelare le Pmi per il post emergenza, mettendo a punto un piano di rilancio per i prossimi dieci anni. Un programma di ampio respiro che sappia affrontare il problema del credito, creando le condizioni necessarie per una vera ripartenza delle imprese e dell’occupazione: «Quando l’emergenza sanitaria sarà superata – conclude Beozzo – non possiamo perdere altro tempo. Le Pmi dovranno essere nelle condizioni di tornare a correre da subito con le proprie gambe, ma anche con le risorse necessarie che un Paese orientato allo sviluppo deve saper garantire nei confronti di chi fa impresa».