il quadro

Artigiani: si guarda al futuro nonostante la grande incertezza

L'incertezza del futuro pesa ancora e pesano, sulle imprese e su moltissime famiglie, il susseguirsi di misure più o meno restrittive, con chiusure a singhiozzo penalizzanti soprattutto per alcuni settori. Eppure, anche dopo un anno difficilissimo, il tessuto delle aziende artigiane dei territori di Bassano, Marostica e Asiago sembra aver resistito allo “tsunami” generato dall'irruzione del Covid. A confermarlo sono i presidenti dei Mandamenti locali della Confartigianato di Vicenza che, invitati a tracciare un quadro della situazione attuale, restituiscono una fotografia in chiaroscuro, dalla quale – al netto delle criticità e dei nuovi problemi creati dalla pandemia - traspare una sostanziale tenuta delle aziende e dell'economia locale.

LA TENUTA <<Il saldo delle attività artigiane nel bassanese nel 2020 è pari a meno 1,2 per cento (media provinciale meno 1,4). Lo stesso dato del 2019 indicava meno 0,6 per cento e quello del 2018 meno 2 per cento – sottolinea Sandro Venzo, referente per l'area bassanese - Stiamo attendendo i dati del primo trimestre 2021 ma, da quanto si vede, l’impatto del Covid sembra non avere avuto la dimensione temuta». «Anche i segnali relativi all’occupazione nell’artigianato fanno intravedere che non ci saranno licenziamenti di massa, come molti paventano – prosegue il presidente -. In realtà una buona fetta di aziende farà di tutto per conservare i propri dipendenti>>. <<Nonostante ciò le preoccupazioni non mancano - aggiunge Venzo -. Questa ultima chiusura che stiamo ancora vivendo è un peso enorme; la capacità di resistenza è minima, sia dal punto di vista economico che psicologico. Ci sono due parole chiave che nelle prossime settimane devono diventare parte, in maniera ossessiva, nel nostro quotidiano e sono “sostegno alle aziende” e “campagna vaccini”. Non possiamo più permetterci ritardi».

LA DINAMICITÀ DELLE AZIENDE Dello stesso avviso anche il collega di Marostica Felice Baggio che sottolinea quanto il clima di incertezza, a distanza di un anno dall'inizio dell'emergenza sanitaria, stia condizionando molte attività. «Alcuni comparti – spiega il presidente del mandamento scaligero - sono ancora lontani dal ritrovare un po’ di stabilità, colpiti da provvedimenti intermittenti che impongono chiusure o forti limitazioni. Pensiamo ad esempio ai settori del turismo, dei trasporti, della ristorazione, dei servizi alla persona. Alle imprese più danneggiate devono essere date prospettive concrete per una ripresa rapida e un adeguato sostegno economico». Anche nel Marosticense, in ogni caso, non mancano i segnali positivi, che dimostrano la dinamicità dell'imprenditoria locale. «Ne è prova l’alta partecipazione di aziende venete ai vari bandi per contributi su investimenti e la spinta che il “Superbonus” ha dato al mondo dell’edilizia – osserva Baggio -. E’ però indispensabile che si affronti finalmente in modo serio e definitivo l’annosa questione della sburocratizzazione». Sburocratizzazione che deve avvenire in maniera da sgravare realmente gli imprenditori da adempimenti e oneri inappropriati, senza rischiare di creare ulteriori complicazioni..

IL NODO RIFIUTI Lo sa bene il presidente del mandamento di Asiago Roberto Stella, che se da un lato plaude alla recente modifica al testo unico ambientale con cui si esonerano le imprese sino a 10 dipendenti a tenere il Registro rifiuti, dall'altro teme che i vantaggi derivanti da questa semplificazione burocratica, vengano vanificati per effetto di novità introdotte proprio dal decreto in cui questa novità è stata inserita. «D'ora in avanti i rifiuti prodotti dalle imprese saranno sostanzialmente gestiti come rifiuti urbani, con un aumento dei costi – evidenzia Stella – Ci siamo già posti come parte interlocutrice a tutti i livelli e abbiamo avviato un confronto facendo presente che se le attività usufruiscono di un servizio è giusto che corrispondano il dovuto, ma se lo smaltimento dei rifiuti avviene tramite gestore privato, la tariffa deve tenerne debitamente conto».