Servono progetti sul capitale umano anche in azienda

«La soddisfazione dei collaboratori ne fa i migliori promoter dell'impresa»

Investire sul capitale umano "in ingresso" con progetti di orientamento e dando loro dei percorsi che li stimolino, ma anche su quello già presente in azienda, che oltre ad esserne il punto di forza può diventarne il miglior promoter. Guardano a uno strumento fondamentale come gli Its (gli Istituti tecnici superiori) gli artigiani, ma anche a progetti per mettere in collegamento giovani e imprese e a modi per valorizzare e trattenere chi nelle loro realtà già c'è, in un contesto in cui i primi ostacoli sono la demografia e il fatto che nella fascia 15-34 un ragazzo su quattro sia "Neet", cioè né in formazione, né occupato, né alla ricerca di un lavoro. Una percentuale che scende al 10 per cento in Veneto, ma che resta un fattore negativo a fronte della crescente difficoltà a reperire personale. Confartigianato «Nuove modalità di lavoro, calo demografico, discrepanza tra quanto appreso a scuola e necessità concrete del mondo produttivo, la ricerca di un equilibrio tra tempo di vita e di lavoro, portano anche le imprese artigiane ad avere difficoltà nel reperire professionalità adeguate da inserire in azienda - sottolinea Nerio Dalla Vecchia, vicepresidente di Confartigianato Vicenza - e su questo serve una riflessione che coinvolga diversi soggetti». Nel frattempo l'associazione non ha comunque perso tempo, sia portando avanti il lavoro dell'Ufficio scuola, sia con un nuovo progetto. «Abbiamo avviato il percorso "Obiettivo Capitale Umano", le cui attività rappresentano una cinghia di trasmissione tra impresa e i giovani, favorendo il dialogo e la conoscenza del mondo imprenditoriale da parte delle famiglie e dalla scuola, in un'ottica di sviluppo delle competenze richieste - continua Dalla Vecchia -. E in questo ambito si inserisce anche l'impegno e la partecipazione attiva di Confartigianato agli Its, per favorire percorsi di specializzazione adeguati alle nuove esigenze delle imprese coinvolgendo direttamente gli imprenditori». Ma il nuovo progetto non è rivolto solo a chi in azienda deve entrarci. «In collaborazione con Cesar, ente formativo dell'associazione, offriamo agli imprenditori gli strumenti per individuare i loro reali bisogni, affrontare la ricerca del personale e saper trattenere, valorizzare e gratificare quello già attivo. Non c'è dubbio che la soddisfazione dei collaboratori porti con sé non pochi benefici: diventano i primi promoter dell'azienda, il benessere organizzativo fa aumentare la produttività e il turnover si riduce. Per loro natura - conclude Dalla Vecchia - le imprese artigiane sanno quanto le persone possano fare la differenza e oggi sono una risorsa ancora più importante che va attratta, sviluppata, mantenuta e monitorata». Cna Guarda con preoccupazione al calo demografico, ma anche a Neet e precarietà Alessandro Leone, direttore di Cna Vicenza, secondo il quale una risposta è stata il progetto "Garanzia giovani", oggi sostituito da Goal, «che prevede due percorsi, uno di reinserimento rivolto ai Neet e uno di upskilling per il personale interno». Ma importantissima è soprattutto l'azione degli Its «che nel Veneto vedono dopo un anno l'86% di occupati e per la cui riforma nel Pnrr c'è un miliardo e mezzo. Altri 600 milioni sono dedicati poi all'avviamento dell'apprendistato duale, che consente di alternare nell'arco della giornata l'attività all'Its e quella lavorativa». L'associazione, però, mette in campo anche proprie iniziative sempre volte alla formazione. «Come Cna stiamo partecipando al progetto "Upskilling", nel quale studenti degli Its e ricercatori universitari studiano progetti d'innovazione per le imprese selezionate. "Learning at work" porta invece universitari dell'ultimo anno a lavorare nelle imprese interessate a progetti di comunicazione e di marketing». Ma se i modi per avvicinare studenti e imprese ci sono, le aziende devono trovare il modo di attrarli. «I ragazzi non guardano solo l'aspetto economico, ma anche la mission, la situazione aziendale, la struttura organizzativa, i progetti d'innovazione, i principi di parità di genere e sostenibilità. Ai giovani bisogna proporre un percorso - conclude il direttore Leone - perché l'esperienza del dipendente è tanto importante quando quella del cliente e solo ora lo si inizia a comprendere».