IL FOCUS

Per le imprese occorre mobilitare i “Neet”

La soluzione indicata dalle aziende per affrontare la difficoltà di trovare manodopera è agire sui giovani che non studiano e non lavorano

Il peso del fattore demografico nella ricerca di personale da assumere allarma il 43,1% delle imprese. È una percentuale molto alta, con forti oscillazioni territoriali: il Bresciano (56,4%) stacca di oltre venti punti il Veronese (34,7%), con un contributo molto consistente delle imprese sopra i 20 dipendenti. Il Vicentino si colloca circa a metà tra le altre due province (43,9%). È del tutto implicito il peso della composizione demografica delle imprese, che in quell’area hanno una storia di lungo periodo ben superiore all’area scaligera. I settori, invece, sono toccati tutti in modo allineato, tra il 41% e il 43,8%. Variazioni notevoli si registrano anche tra le diverse categorie dimensionali delle imprese, con una minore vulnerabilità demografica della categoria media che presenta un 37,5% di preoccupazione, indice che sale al 43,5% nelle imprese più piccole fino a toccare un altissimo 55,2% nelle imprese maggiori. La risposta di gran lunga privilegiata per affrontare questo vincolo demografico, secondo le imprese, è di mobilitare i “Neet”, i giovani che non lavorano né studiano (il 61,6% ma il 70,8% nel Veronese). Rispondono così soprattutto le aziende del commercio e turismo, rispetto a industria e servizi. A favore della mobilitazione dei “Neet” sono soprattutto le imprese di maggiori dimensioni (68%). La netta risposta in questa direzione non deve sottovalutare le altre. Nel Bresciano, non per caso, il 26,5% punterebbe alla formazione dei disoccupati, valore quasi doppio rispetto a chi si riconosce in questa politica nel Veronese (15,3%) e il 14,7% sulla formazione per la ricollocazione degli esuberi, un intervento che convince solo il 2,8% delle imprese veronesi. Le politiche a favore della natalità sono sostenute con un valore importante nel Vicentino (16,7%) mentre nel Bresciano i flussi di migranti si attestano all’8,8%. Gli autori della ricerca hanno fatto un piccolo esercizio, con i dati Inps nelle tre province oggi ci sono 90 mila lavoratori in più con più di 55 anni rispetto a dieci anni fa e 1.336 in meno con meno di 25 anni.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA