L'orientamento alla formazione post diploma

Confindustria Vicenza ha appena firmato un accordo con gli Its veneti

Orientamento e messaggi univoci per far conoscere le opportunità degli Its a studenti e aziende, ma anche aggiungere un po' di "spezie" alla ricetta delle imprese, per renderle più attrattive. Sono due fronti complementari quelli su cui si muove Confindustria Vicenza. Da un lato, appunto, l'attività nelle scuole per illustrare i percorsi Its; dall'altro l'azione sulle aziende, per fare in modo che si adeguino al nuovo mercato del lavoro. La formazione L'orientamento, il rapporto con le scuole e le istituzioni sono i campi in cui si muove Lara Bisin, vicepresidente con delega al Capitale umano. «Abbiamo appena firmato un accordo quadro con la rete delle fondazioni Its Academy venete - racconta - proprio perché l'idea è che assieme si debba progettare e programmare, sia in Veneto che nel Vicentino, nel modo il più possibile vicino alle aziende. Altra attività che portiamo avanti come commissione Education è l'orientamento ai ragazzi di quarta e quinta superiore, che vorremmo anticipare alle terze per creare un substrato consapevole delle offerte di formazione post diploma. Questo avviene soprattutto negli istituti tecnici e professionali, ma vorremmo allargare ai licei». Un'azione, quella di orientamento, quantomai necessaria in base alla sua esperienza nelle scuole. «Di solito troviamo due tipi di ragazzi - continua - Alcuni sono molto informati, hanno idee chiare, conoscono gli Its e sono propensi a scegliere questo percorso. La maggior parte però non sa che cosa siano e non ne riesce ad apprezzare subito le opportunità, cioè un percorso rapido di inserimento in azienda, che non è uno stop definitivo agli studi, ma che permette di continuarli». Lo stesso lavoro, però, non deve limitarsi alle scuole, ma deve coinvolgere enti locali e aziende. «Le imprese sono degli attori importanti, ma a volte non conoscono bene le fondazioni e i corsi in provincia e rischiano di perdere l'opportunità di far parte di questi percorsi. Chi è informato, comunque, è ricettivo. Poi c'è tutto l'ambito legato al coinvolgimento degli enti locali, che sono fondamentali, ma vorrei che anche le università collaborassero di più con gli Its, magari indirizzando quei ragazzi che sarebbero adatti a un corso di studi più pratico, evitando che finiscano tra i Neet». Le aziende Fin qui l'orientamento. Ma cosa fanno le aziende per farsi conoscere e rendersi attrattive agli occhi di giovani che oggi hanno la possibilità di scegliere? «Molte hanno metabolizzato che le richieste di chi si avvicina alle imprese sono diverse rispetto ad anni fa - spiega Alberto Favero, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega alle Relazioni industriali - Bisogna prenderne atto e cambiare strategia. Alcuni settori sono naturalmente più attraenti rispetto ad altri, ma l'azienda media ha capito che l'investimento sulla persona è essenziale». E questo secondo l'imprenditore vale a tutto tondo, nei confronti dei "nuovi", ma anche di chi già lavora in azienda. «Chi arriva va coinvolto fornendogli le competenze mancanti, ma non solo. Le persone sono attirate dall'aspetto economico, ma oggi ti chiedono anche "qual è il progetto, il mio percorso all'interno dell'azienda," e spesso ci si trova impreparati di fronte a questa domanda. Il cambiamento, però, deve essere anche interno, in modo da far trovare un ambiente favorevole». Un processo che per Favero ha bisogno però di un supporto anche esterno. «C'è bisogno di un accompagnamento da parte delle associazioni, le linee guida devono essere tracciate da chi lo fa in maniera professionale, perché spesso il processo richiede che le aziende si riorganizzino». Come far quindi conoscere all'esterno le imprese e quello che fanno? «I dipendenti soddisfatti sono i primi promoter e spesso sottovalutiamo l'ampiezza del network delle persone. Dall'altro lato serve fare comunicazione in maniera seria, dedicando tempo a raccontare bene quello che facciamo e le nostre idee. Durante l'assemblea la presidente Dalla Vecchia ha suggerito di far entrare dei ragazzi nelle aziende, per vedere come le leggono e attivare meccanismi diversi. Le nostre aziende hanno tutti gli ingredienti base, ora bisogna "speziare" un po' la ricetta».